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“Campioni nella memoria” Storie di atleti deportati in una mostra della Uisp

Da mercoledì 1 a domenica 12 aprile, nel salone dell'ex Ateneo di Città Alta, è in programma una mostra fotografica che narra le storie degli atleti deportati nei campi di concentramento.

“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”: la frase di Primo Levi racchiude lo spirito che ha spinto la UISP (Unione Italiana Sport per Tutti) di Bergamo, in occasione del 70esimo anniversario della Liberazione, a organizzare – con la collaborazione dell’ISREC (Istituto per la Storia della Resistenza e dell’età contemporanea) di Bergamo – la mostra “Campioni nella Memoria” nel salone dell’ex Ateneo di Città Alta, in piazza Reginaldo Giuliani.

La mostra, che verrà inaugurata mercoledì 1 aprile alle 15, è organizzata con il patrocinio del Comune di Bergamo e del Comune di Scandicci: proprio nel paese toscano, uno dei luoghi simbolo della Resistenza, l’esibizione è stata proposta per la prima volta. Lo stimolo e il desiderio che ha accompagnato la curatrice della mostra, Barbara Trevisan, è stato quello di andare a ricercare storie di atleti, non solo ebrei, che non essendosi voluti allineare alle ideologie naziste e fasciste hanno dovuto subire la deportazione nei campi di concentramento.

“La mostra è nata dalla convinzione che la trasmissione della memoria spetti a tutti, ma in modo particolare a chi è stato toccato dalla tragedia delle deportazioni”, spiega la curatrice. Pugili, piloti automobilistici, calciatori, ginnaste: le storie narrate da ‘Campioni nella Memoria’ sono diverse, riguardano donne e uomini, tuttavia hanno come denominatore comune la volontà di non piegarsi alle costrizioni dei regimi. Qualcuno è riuscito a sopravvivere, ma la maggior parte di questi campioni hanno pagato questa scelta con la vita.

Tra le storie di vita e di sport che metterà in evidenza la mostra anche quelle dei bergamaschi Aldo Battagion (pioniere del rugby in città e tra i fondatori della società Rugby Bergamo), Eugenio Bruni (velocista di atletica, nonché antifascista e indimenticato volto della politica bergamasca del Dopoguerra) e Giuseppe Marcarini, promessa del calcio, morto ad appena 24 anni per gli stenti della prigionia.

“La mostra è nata dalla convinzione che la trasmissione della memoria spetti a tutti, e che le storie delle singole persone possano essere la testimonianza più forte ed incisiva per le nuove generazioni – spiega il presidente della Uisp Bergamo, Milvo Ferrandi -. L’obiettivo è quello di testimoniare alla città e, in particolare, alle giovani generazioni tutto l’orrore dei campi di concentramento, rendendo onore a tutti, uomini e donne, che nella loro vita hanno incarnato gli ideali sportivi e, con le loro scelte, hanno difeso i principi di libertà, uguaglianza e tolleranza”.

La mostra “Campioni nella memoria” potrà essere visitata fino a domenica 12 aprile, nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18.30, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30. Lunedì 6 aprile, giorno di Pasquetta, la mostra resterà chiusa.

Sabato 11 aprile, alle ore 11, alla mostra sarà presente Barbara Trevisan. La mostra è stata realizzata con il coordinamento di Fabio Canavesi e la collaborazione della grafica Elena Benicchio.

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