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Polemica sull’ex diurno Palafrizzoni rinuncia all’acquisizione

Niente soldi, non è una novità: per questo motivo l'amministrazione non può acquisire l'ex Diurno, spazio abbandonato da anni sotto piazza Dante in attesa di un progetto di valorizzazione.

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Niente soldi, non è una novità: per questo motivo l’amministrazione non può acquisire l’ex Diurno, spazio abbandonato da anni sotto piazza Dante in attesa di un progetto di valorizzazione. L’ipotesi era prevista dall’applicazione del federalismo demaniale, legge che permette agli enti locali di prendere in gestione alcuni spazi di proprietà del demanio.

Palafrizzoni lo ha già sperimentato, ad esempio, per la caserma Montelungo e per il complesso di Carmine e Sant’Agata. La differenza, nel caso del diurno, è il prezzo. Non gratis, almeno secondo le parole dell’assessore Francesco Valesini, ma al costo proibitivo di 1 milione e 250 mila euro più due milioni per la ristrutturazione. E’ proprio sul prezzo che si è consumato il lungo dibattito in aula. L’opposizione è convinta che il demanio potesse cedere il bene a titolo gratuito, Valesini no: “Prima della firma del protocollo di intesa del 2009 l’ex diurno valeva zero. La Giunta di centrodestra ha fatto un accordo che ha trasformato la destinazione in commerciale quindi il valore è stato dato da quel protocollo. Il demanio ha messo il vincolo storico artistico, che impone una cosa molto chiara: cessione gratuito a fronte di un programma di valorizzazione storico culturale, strada molto difficile da intraprendere. Ci si infilerebbe in una situazione complessa".

Secca la risposta dell’ex sindaco Franco Tentorio: “L’articolo 5 del federalismo demaniale prevede il trasferimento gratuito. L’assessore ci ha detto che se l’accordo non viene realizzato il bene viene restituito al demanio. Embè? Proviamoci. Se riusciremo, daremo un regalo alla città. Altrimenti restituiremo al demanio. Perdere questa occasione è un grave errore”.

Anche il collega Davide De Rosa, che fin da settimana scorsa ha messo la lente sul caso “diurno”, manifesta tutto il suo dissenso per la scelta dell’amministrazione. "Il demanio offre al Comune di farsi promotore del progetto di recupero, come sta accadendo per il complesso del Carmine e di Sant’Agata. Perché l’amministrazione deve rinunciare a un ruolo da protagonista? C’è già qualche imprenditore disposto ad acquistare lo spazio? Se si, per farci cosa?" Nonostante le critiche dell’opposizione, il documento è stato approvato.

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