BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Esperto del Ministero all’Italcementi di Calusco: bene riduzione della CO2

Paolo De Filippis docente dell’Università di Roma ed esperto per il Ministero della Istruzione, Università e Ricerca ha visitato la cementeria di Calusco d’Adda dove si continua a studiare la tecnologia basata sulla concentrazione e fotoriduzione della CO2, sperimentando ulteriori sistemi di separazione sempre più evoluti ed efficienti.

Paolo De Filippis dell’Università di Roma, responsabile scientifico del progetto per la riduzione della CO2 (anidride carbonica) nella attività industriali e civili finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), ha visitato di recente la cementeria di Calusco D’Adda, sede dell’impianto pilota di questa iniziativa.

Il tecnico ha potuto verificare i primi risultati di questo progetto di ricerca sostenuto da MIUR grazie ai fondi dell’Unione Europea e ha contribuito allo sviluppo delle idee relative al proseguo dello studio. Questa iniziativa, infatti, è confluita nel più ampio progetto del Gruppo Italcementi “CO2 Capture & Valorization” che persegue l’obiettivo di valutare le tecnologie più idonee per la cattura e valorizzazione della CO2. Presso la cementeria di Calusco d’Adda si continua a studiare la tecnologia basata sulla concentrazione e fotoriduzione della CO2, sperimentando ulteriori sistemi di separazione sempre più evoluti ed efficienti.

Per tutto il 2015, un team di tecnici e ricercatori dislocati anche sul sito di Calusco d’Adda (CTG e Italcementi) continuerà a monitorare la resa dell’impianto, misurandone l’efficacia, e collaudando le novità installate. Le ricerche vengono condotte sia in i.lab, il centro ricerca e innovazione di Italcementi al Kilometro Rosso, sia presso alcuni impianti che offrono garanzie di performance ambientale in linea con i migliori standard internazionali, come l’impianto di Calusco d’Adda.

L’obiettivo del progetto, chiamato FotoriduCO2, è quello di trasformare la CO2 in risorse energetiche quali metano o metanolo. Il processo attraverso il quale avviene la trasformazione è diviso in 2 fasi. Il primo prevede l’isolamento della CO2 tramite un innovativo processo di separazione a membrane studiato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

Questo consente di concentrare la CO2 per meglio far lavorare l’impianto nella fase successiva. Il secondo stadio prevede la conversione della CO2 in risorse energetiche che poi possono essere riutilizzate nel ciclo produttivo. Il processo è reso possibile attraverso l’uso di fotocatalizzatori che sfruttano l’energia della luce solare per permettere la reazione di conversione.

"Essere al centro dell’attenzione per un progetto di ricerca così importante per la riduzione delle emissioni di CO2 – ha detto Giovanni Bottinelli direttore della cementeria – non fa altro che confermare le performance ambientali dell’impianto di Calusco d’Adda come uno dei più moderni e innovativi d’Italia".

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Profumi?

    Vorrei suggerire a Italcementi di utilizzare anche qualche sostanza profumata da diffondere nell’aria con tutto il resto, oppure piantare qualche centinaia di alberi in zona. Avrebbero di ritorno altri articoli di stampa come buona immagine e i cittadini la sensazione di respirare aria di montagna in mezzo ai boschi. Sul resto degli inquinanti (importanti) che fanno così bene alla salute stendiamo una colata di cemento …

  2. Scritto da Elio

    Se con questo si vuol dire che va tutto bene…non è vero.
    La CO2 è un parametro per l’innalzamento della temperatura e non influisce sull’inquinamento, è bene abbassarla, ma gli altri inquinanti restano. Perche non monitortare, con aziende esterne, il PM10, PM2,5, le nanoparticelle e via così?