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Dietro al delitto di Calcio anche la semplicità di avere un porto d’armi

Persone della porta accanto, che in un attimo si trasformano in assassini mettendo a repentaglio la vita altrui ma pure la propria. Anche a causa di una legge sul possesso di armi ancora troppo lacunosa. E di politici che seminano zizzania.

 Entro il prossimo quattro maggio chiunque possieda un’arma dovrà presentare alle autorità competenti un certificato medico che attesti l’idoneità psico-fisica. Una misura ancora troppo leggera per limitare la diffusione di pistole e fucili, considerando che il foglio bianco in questione viene rilasciato dai medici di fiducia, a volte non impeccabili nelle diagnosi.

E che, quindi, lascia aperta una falla più profonda del foro di un proiettile nella legislazione italiana: quella della semplicità con cui un cittadino può ottenere un porto d’armi. E con esso allestirsi un arsenale, pronto da utilizzare in svariati modi. Da quello più innocuo, di un sabato pomeriggio passato in un poligono a mirare contro un bersaglio. A quello, ben più grave, di sparare contro una persona. Magari per futili motivi.

Quello che è successo a Roberto Costelli (nella foto), il 39enne di Calcio che lavorava come badante della propria madre disabile. L’ex carpentiere in una notte di follia ha imbracciato la sua Taurus 357 e ha esploso sette colpi contro due camper su cui dormivano una famiglia di nomadi, tra cui dieci bambini, uccidendo il 43enne Roberto Pantic. Il motivo? "Con la loro immondizia sporcavano la campagna della Bassa e volevo spaventarli mirando alle ruote, ma ho sbagliato", è stata la sua spiegazione davanti al pubblico ministero Carmen Pugliese.

Come tanti italiani, Costelli aveva ottenuto senza alcun ostacolo il porto d’armi una decina di anni fa. Da quel momento si era costruito un piccolo arsenale: due pistole, una balestra, un arco, diversi coltelli e numerose munizioni. Sparava spesso, per sport, e aveva una passione quaqsi maniacale per le sue armi, che considerava "le sue bambine" in un post su Facebook. Fino a quella sera del 21 febbraio scorso quando ha ucciso un padre di dieci figli, e ha rovinato la vita a due famiglie: quella della vittima, ma anche la propria, che ora teme ritorsioni da parte dei rom della zona. Una tragedia che probabilmente si sarebbe potuta evitare con misure più restrittive sulla concessione del porto d’armi.

Avevano il porto d’armi anche Angelo Cerioli e Antonio Monella, gli imprenditori di Caravaggio e Arzago d’Adda che uccisero due ladri che avevano fatto irruzione all’interno delle loro proprietà. Con motivazioni meno folli di quelle che hanno spinto Costelli a giustiziare Pantic, ma che di certo non superano il valore di una vita umana.

Episodi approvati da alcuni politici, pronti a cavalcarli nella loro campagna dell’odio verso il diverso che diffondono spesso per interessi personali. Ma che, a volte, finiscono con il provocare vittime e inguaiare chi spara. Due casi, quelli di Cerioli e Monella, presi da esempio da Costelli, che sempre su Facebbok elogiava il loro comportamento. 

Brave persone che in un attimo si trasformano in assassini mettendo a repentaglio la vita altrui, ma pure la propria. Anche a causa di una legge sul possesso di armi ancora troppo lacunosa. E di politici che seminano zizzania.   

Commenti

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  1. Scritto da rello78

    Eh già, purtroppo le “brave persone” a volte si fatto traviare dalle pistole razziste…. ma rimangono delle “brave persone”, la colpa e’ delle pistole.

    1. Scritto da Lorenz Pillo

      Oh bravo. Hai colto nel segno! Avesse usato tre persone a picconate chiediamo certificato medico per detenere un piccone?

  2. Scritto da Tasslehoff

    Editoriale un tantino colmo di luoghi comuni a mio parere, scritto mischiando un po’ di cose a casaccio condite in salsa Michael Moore.
    Perchè non parliamo della facilità con cui dotarsi di patente di guida con cui investire le persone, o la facilità con cui si può entrare in un centro commerciale e uscire con un set di coltelli affilatissimi.
    Che arsenalone, una autentica santabarbara, addirittura un arco e una balestra, magari aveva anche qualche freccetta e un bersaglio?

  3. Scritto da marco

    lui e’ un esaltato, gasato da certe trasmissioni che impostano trasmissioni invitando personaggi ad hoc anche politici per farli scontrare con i rom. questi ultimi ci sono sempre stati e hanno sempre vissuto di espedienti ma non dissentire su chi in tv vuol farsi giustizia da se puo’ ingenerare in individui deboli reazioni come quelle appena avvenute.

  4. Scritto da Andrea Sperelli

    I casi citati nell’articolo riguardano tutte persone in possesso di licenza valida ed efficace e quindi del certificato medico!

  5. Scritto da Simone Sorisole

    Caro Bergamonews porre l’articolo con “L’OPINIONE” e non sapere che l’ha scritto non è professionale. Voleva per caso avviare una riflessione sulle armi da fuoco? Il D.Lgv. 121/2013 sul certificato medico porrà diversi problemi anche di diritto positivo: se un anziano tenente dovesse avere in casa una 9 corto gli sarà confiscata? Che titolo ha lo Stato di confiscare una cosa di proprietà privata comprata legittimamente e regolarmente pagata??

    1. Scritto da Daniele

      Lo stesso diritto che ha di ritirare la patente a chi perde i requisiti… per assonanza con il suo esempio, veda gli ultraottantenni che alla scadenza della patente non superano la visita medica.

      1. Scritto da giacomo

        Bravo: ritirano la patente… non confiscano la macchina che hai nel garage!!

      2. Scritto da Simone Stecchetti

        Forse lei non mastica diritto, ma non ci azzecca! Togliere la patente è diritto dello Stato semplicemente non mi dà più l'”autorizzazione amminsitrativa” a guidare. Ma non per questo mi confisca la macchina!!!!!!!!!! Che è un bene mobile (come la pistola) legittimamente acquistato e pagato!!!

        1. Scritto da Daniele

          Un beme che hai acquistato e pagato ma che non sei più autorizzato a trasportare né utilizzare, e potenzialmente pericoloso se detenuto una volta decaduti i requisiti. Il sequestro è più che legittimo.

          1. Scritto da Simone

            Se seguo il suo ragionamento, tra pochi anni (al primo incidente mortale causato da persona senza patente) confischeranno l’automobile al proprietario privo di patente… Se questo per lei è diritto positivo….

          2. Scritto da Daniele

            Forse ti sfugge la differenza fra armi proprie ed improprie. L’auto non nasce come strumento atto a offendere, la pistola in possesso del signore invece sì, dal momento che non si trattava di una Bignami da tiro o di un fucile ad aria compressa.

    2. Scritto da giuseppe seriate

      quando su qualsiasi giornale non è posta la firma dell’autore, si intende che l’opinione è condivisa dall’intera redazione, per quanto ne so io…

  6. Scritto da incompreso

    Una considerazione generale: nella diatriba fra la difesa della libertà dei cittadini di armarsi e la preoccupazione per gli effetti di questa libertà, mi sembra manchi una considerazione. Esiste una misura del reale effetto difensivo delle armi legittimamente detenute? Qualsiasi studio o indicatore statistico.

    1. Scritto da Daniele

      Basta una conoscenza minima delle armi da fuoco e dei meccanismi di difesa personale per stabilire che no, un’arma da fuoco non è efficace per la difesa personale, ed è discutibile anche la sua funzione di deterrenza dal momento che casi come quello di Monella&co. non faranno altro che spingere i criminali ad entrare armati nelle abitazioni delle vittime.

      1. Scritto da incompreso

        Condivido completamente le sue considerazioni. Con il mio commento precedente proponevo di provare ad andare al di là delle opinioni. La domanda è rivolta a chi sostiene che le armi siano uno strumento di deterrenza utile a migliorare la sicurezza dei cittadini: esistono degli indicatori, esistono degli studi? Per provare a ragionare su altre dimensioni.

      2. Scritto da Martino

        Mi permetto di contraddirla sulla deterrenza. In Italia il criminale è incentivato ad entrare armato nelle abitazioni perché sa che al cittadino onesto è praticamente preclusa ogni possibilità di difesa. Senza andare oltre oceano, guardi la vicinissima Svizzera. Lì ad ogni uomo in età di leva 18-65 è dato un fucile d’assalto che tiene in casa le lo stato ti paga per esercitarti. Avranno sicuramente tanti difetti, ma non si sentono mai casi simili.

        1. Scritto da Daniele

          La stragrande maggioranza dei furti in abitazione, anzi, la quasi totalità, vengono perpetrati da individui non armati che se la danno a gambe appena avvistano il proprietario. Un criminale, del resto, è maggiormente predisposto all’uso della violenza, specialmente quando non ha nulla da perdere. Sicuro di volersi mettere ad affrontarli, pistola alla mano, mentre l’adrenalina la fa tremare come una foglia? Magari con moglie e figli nel raggio di potenziali pallottole vaganti? Ma andiamo..

        2. Scritto da giacomo

          il caso della Svizzera viene citato spesso, peccato che ci dimentichi di specificare che pur essendo possibile detenere armi sia illegale o quantomeno molto difficile detenere munizioni di qualsiasi tipo. il che rende inutile ogni ragionemento su un’ effettiva utilità del possesso di armi per deterrenza

        3. Scritto da bepi

          In Svizzera per ogni 100 persone vi sono almeno 16 armi da fuoco. A ciò si aggiunge oltre mezzo milione di fucili d’assalto portati a casa dai congedati.

        4. Scritto da bepi

          Il numero di soldati che vuole tenere la propria arma dopo la fine del servizio: nel 1994 si trattava del 54% dei soldati a fine servizio,nel 2004 la percentuale è al 43%.
          Nel 2003 gli esperti stimavano che le armi da fuoco presenti nelle case private svizzere ammontassero a 1,2 milioni.
          Per la scuola reclute primavera 2015, su 6500 reclute ci sono 70 donne.

        5. Scritto da bepi

          Si aggiorni: età di leva 18/19-34 anni per gli uomini.
          Per le donne è volontario.
          Al momento del congedo il fucile d’assalto su richiesta personale e dietro pagamento di tassa di 100 Frs (per togliere il tiro a raffica) FAS 90 viene donato dal Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport.

  7. Scritto da kurt Erdam

    Non ho letto in nessun commento il rammarico perché un padre di famiglia sia stato ammazzato mentre dormiva ,e stavolta non c’è neanche la scusa che stava tentando di rubare.Tutti sceriffi,anch’io,se passerà la vostra ideologia mi doterò di un’arma che porterò sempre con me pronta all’uso ed ogni volta che incontrerò qualcuno armato cercherò di stenderlo sparando per primo,tanto l’avvocato me lo paga la regione di maroni alla faccia degli epilettici che pagano il ticket.

    1. Scritto da pablo

      ma dai kurt! era solo un terrone… o un negro, o un rom, l’è stèss.

  8. Scritto da Sére

    Questo articolo, si esibisce nella quintessenza dei luoghi comuni più beceri, addirittura rappresentati con l’aggravante dell’approssimazione e con il carico di errori grossolani. Quel che più mi spiace è che porti la firma non del singolo scrivano, ma della redazione, che ne assume per intero la paternità. Che tristezza! E mi sono segnalati da Confindustria. STRAZIO!

    1. Scritto da incompreso

      Quali sono i luoghi comuni beceri? Gli errori grossolani, l’approssimazione? Si tratta di opinioni: che siano differenti dalle sue, non significa che siano “errate”. Ci illumini.

  9. Scritto da marco

    Basterebbe un esame del capello periodico per togliere il porto d’armi a buona parte delle persone che ne hanno uno. Gran bell’articolo, complimenti!

  10. Scritto da Martino

    Chi scrive, non sa come si ottiene e mantiene un porto d’armi in Italia. Invece di preoccuparsi delle cause che portano persone oneste e padri di famiglia a compiere folli gesti, si liquida il tutto con le solite frasi semplicistiche.
    In un paese dove tutto è permesso, perché non deve essere possibile per un cittadino onesto, che paga le tasse, che non ha problemi con la giustizia, detenere legalmente, una arma ?. Qui la follia lo avrebbe spinto a perpetrare il gesto anche senza pistola.

    1. Scritto da incompreso

      Quali sono per lei le cause che portano a compiere folli gesti? Quanto alla possibilità di perpetrare il gesto senza pistola, mi viene difficile immaginare l’alternativa. Una sassaiola? Copertoni bucati? Bottiglia molotov?

      1. Scritto da Martino

        Si è risposto da solo. Ci sono infiniti modi di togliere la vita e uno solo per darla.

        1. Scritto da incompreso

          A dire la verità le facevo più di una domanda. La prima: quali sono le cause che portano i cittadini a compiere folli gesti? Quanto alla seconda, la tralascio: discutere sulle ipotesi non porterebbe da nessuna parte. Le sottolineo solo i fatti: il signore deteneva una pistola, con la pistola ha compiuto il suo folle gesto. Non sappiamo se altrimenti avrebbe tirato una molotov. Aveva il permesso di detenerla, l’ha usata.

          1. Scritto da Martino

            La correggo: aveva il permesso di detenerla, non di usarla.
            Nel caso specifico non sappiamo le motivazioni, del resto la follia non ha bisogno di ragioni. Avere ad esempio la sciagura di un familiare ucciso durante una rapina in casa da un pluripregiudicato, già colpito da decreto di espulsione, ma a piede libero nel nostro paese è un evento che ti può portare alla follia.

          2. Scritto da Daniele

            È curioso che tu faccia quest’osservazione. I familiari del ragazzo di Terni ucciso da un pregiudicato con decreto d’espulsione non sono impazziti e non hanno chiesto maggiore libertà nell’uso delle armi: al contrario, hanno chiesto di non associare la morte del loro ragazzo a sentimenti razzisti e di vendetta. La tua opinione nei confronti dell’animo umano è un tantino sballata, le tue idee sui modi per affrontare la criminalità inascoltabili.

          3. Scritto da Martino

            Egregio signor Daniele, ho espresso solo l’opinione che taluni eventi possono (e non necessariamente) portare alcune persone “normali” a compiere atti folli indipendentemente che si possieda un’arma oppure no (veda il caso attuale Germanwings). Ripudio la giustizia fai da tè di cui peraltro non ho espresso nessuna opinione in merito. Difendo però un diritto che la legge garantisce (possesso e autodifesa in casa propria). Prendo atto della sua opinione, senza per questo denigrarla.

          4. Scritto da Daniele

            Veramente da quanto detto finora parrebbe proprio che lei giustifichi quello che la legge giudica come eccesso colposo di legittima difesa. Il fatto, poi, che commenti con questi argomenti in un articolo che parla di un omicidio del tutto insensato, dettato da futili motivi e da odio razziale (benché il colpevole dica il contrario) è indice di un disorientamento piuttosto preoccupante.

          5. Scritto da Martino

            Ho chiaramente espresso il pensiero che questo è un gesto folle ed è necessario indagarne le cause affinché non accada mai più. Il solo fatto di detenere una arma (tema dell’articolo) non fa di una persona un omicida, secondo il suo pensiero. Lei, solo leggendo un articolo, si eretto a giudice e giuria ed ha emesso il verdetto. Nonostante si professi antirazzista, dai sui toni vedo che rispetta le opinioni degli altri, tranne quando non coincidono con le sue.

    2. Scritto da pablo

      perchè senza un’arma in tasca (e parecchie altre a casa), per “la persona onesta che compie il folle gesto” sarebbe stato più complicato ammazzare qualcuno.

      1. Scritto da Tasslehoff

        Quindi che facciamo? Eliminiamo le auto perchè uno può investire qualcun altro in un raptus di follia?
        Ci adeguiamo mangiando omogeneizzati perchè è vietato avere coltelli per casa?
        C’è una voragine logica più che palese imho

  11. Scritto da Luis

    Premesso che uno stato che è l’unico detentore dell’uso della forza e quindi della possibilità di portare armi è uno stato FASCISTA e TOTALITARIO, in Italia nel solo 2013 si sono registrati 502 omicidi, e di questi solo una parte sono stati commessi con pistole o fucili, si può uccidere anche con una matita. Inoltre anche tra le forze dell’ordine si abusa dell’uso delle armi, utilizzandole per uccidere consorte o parenti vari.

    1. Scritto da incompreso

      Aggiungo al commento precedente: che relazione vede fra i 502 omicidi e la disponibilità di armi per i privati cittadini?

    2. Scritto da incompreso

      Suppongo che lei consideri lo Stato un ente separato e a lei esterno. Lei ritiene che davvero l’impossibilità di detenere armi sia ciò che definisce il totalitarismo? E’ un concetto sorprendente, simile alle posizioni della lobby delle armi negli USA – dove la legislazione sancisce appunto come un diritto inalienabile dell’uomo libero poter portare un’arma. Si tratta di concetti settecenteschi, può darsi importanti anche oggi.

      1. Scritto da Luis

        I fondamentaki della libertà e della democrazia sono “settecenteschi”, e se è solo per l’età il cristianesimo e la civiltà che ne è seguita ha più di 2000 anni, la filosofia greca anche di più, gran parte del diritto italiano e occidentale è di diretta derivazione latina, devo andare oltre? Lei non è incompreso, non comprende proprio…se vuole farsi schiavo e suddito dello stato etico e padrone faccia pure, io non ci sto, armi libere per tutti!

        1. Scritto da incompreso

          Argomento ad hominem. Ed è finita qui.

  12. Scritto da incompreso

    Piena condivisione. Chapeau.

  13. Scritto da Nicola Feretti

    Poniamoci invece una domanda diversa…. quanto è facile invece avere una patente e mettersi alla guida ubriachi e ammazzare qualcuno per strada e vedersi poi riconoscere l’attenuante di non essere in grado di intendere e volere perchè ubriachi o drogati?

    1. Scritto da Daniele

      Ma di che parli? Se causi un incidente stradale perché ubriaco o drogato ci perdi patente, auto, soldi, magari finisci pure in carcere, in casi estremi.

      1. Scritto da Martino

        Gesto nato da un profondo malessere cresciuto col tempo che non si liquida come “al mattino si è alzato ed è andato a sparare al primo che trova”.
        Se anche lei avrà la sciagura di avere un familiare ucciso durante una rapina in casa da un pluripregiudicato con decreto di espulsione, ma a piede libero nel nostro paese vedrà che inizierà a pensare in modo diverso. Eventi che ti possono portare alla follia.

        1. Scritto da Daniele

          Ti ricordo che stiamo commentando un articolo che parla di uno svitato che si è messo a sparare contro un camper in cui dormiva una famiglia di 12 persone. E ne ha ammazzata una. Motivo: sporcavano in giro. In prima linea a chiedere il diritto di difendersi, sparare ed ammazzare, rispetto per i morti zero. Vergogna.

    2. Scritto da incompreso

      A me risulta che la guida in stato di ebbrezza sia un’aggravante, in caso di incidente stradale. Lei ha delle evidenze diverse?

  14. Scritto da Nicola Feretti

    A quel punto si ha la possibilità di acquistare un’arma propria e trasportarla presso un poligono… perchè di girare armati non se ne parla nemmeno, visto che si parla di licenza di porto di fucile, quello che “semplicisticamente” si chiama porto d’armi ad uso sportivo. Il porto d’armi ad uso difesa personale oramai viene rilasciato a fatica anche ai portavalori.

  15. Scritto da Nicola Feretti

    Per avere il porto d’armi non basta il “foglietto bianco” del medico… quello è solo l’inizio. In successione serve anche l’iscrizione ad un poligono per una prova di maneggio d’arma, una visita medica specialistica presso l’ASL e il tutto va portato in questura dove si viene sottoposti ad un controllo di casellario giudiziario, precedenti (di qualunque tipo) e dove spesso la richiesta di porto d’arma viene rifiutata se si è stati coinvolti a qualunque titolo in un atto giudiziario.

  16. Scritto da paci no grazie

    spettabile redazione,
    rispetto la vostra opinione ma esiste anche la liberta e il diritto ad avere un arma, cosi come il diritto di difendersi.
    I casi di abuso del porto d’armi sono di gran lunga inferiori agli abusi e i delitti che subisco inermi cittadini.
    Casi come Monella sarebbero da citare ad esempio di coraggio e ribellione ad una società allo sbando per colpa del buonismo di certi benpensanti che pur di salvare una vita di un ladro in più farebbero morire centro innocenti.

    1. Scritto da incompreso

      Il diritto di difendersi è sacrosanto. Il diritto di difendere il proprio suv uccidendo una persona è più discutibile – questo, per restare nello specifico del caso. Eccesso colposo di legittima difesa: è un reato. Massima simpatia, sul piano umano, per il condannato. Pure, la comprensione per il panico, l’adrenalina, la paura, non può cancellare il reato. Poi, credo sia meglio salvare tutte le vite, dei ladri e degli innocenti. A meno che non siamo fautori di una sharia italiana.

    2. Scritto da buonista benpensante disarmato

      gentile pacinograzie, rispetterei la sua opinione se partisse da fatti reali. invece lei mistifica la realtà: leggendo il suo commento sembra che l’eroe Monella abbia ucciso il ladro per salvare se stesso (e altri 99 innocenti?!?). Ho capito che per lei (e moltissimi altri) sia giusto sparare anche alle spalle del ladro che scappa, ma almeno abbiate il buon gusto di dire le cose come stanno.

  17. Scritto da alex

    Certo che accostare i casi di Monella o Stacchio con questo squilibrato a me fa venire la pelle d’oca lo stridore d unghie sui vetri che si sente