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Assunzioni con sgravi Petteni: Finalmente riforma che incentiva stabilità

Il segretario della Cisl Gigi Petteni commenta i numeri del Jobs Act e in particolare delle richieste di assunzioni con sgravi fiscali da parte delle aziende: “Dati dimostrano che aveva ragione chi conosce il mercato del lavoro: se incentivate, le aziende applicano più facilmente contratti a tempo indeterminato. Riforma in controtendenza rispetto alle ultime”.

“Una riforma del lavoro che per la prima volta mette i soldi e mette al centro il contratto a tempo indeterminato: è la scelta che abbiamo sostenuto dal primo minuto”: il segretario della Cisl Gigi Petteni commenta così i recenti dati resi pubblici dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti sulle assunzioni avvenute tra gennaio e febbraio sotto la spinta degli sgravi contributivi introdotti dalla Legge di Stabilità.

Nei primi due mesi dell’anno, ha spiegato Poletti, sono stati attivati 79mila contratti a tempo indeterminato, pari al 38,4% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Considerando la sola provincia di Bergamo, da gennaio sono state 2.500 le aziende bergamasche che hanno fatto richiesta di poter usufruire del codice di decontribuzione: “Abbiamo lavorato per dare il nostro contributo – spiega Petteni – Ci sono altri elementi, come i licenziamenti collettivi e proporzionalità, sui quali lavoreremo nella contrattazione, come stiamo già dimostrando in questi giorni, per migliorarli e dare l’adeguata efficacia. Sicuramente i dati dimostrano che aveva ragione chi conosce il mercato del lavoro: se incentivi e fai costare meno il contratto a tempo indeterminato, diventa una formula su cui le imprese puntano. È una riforma in controtendenza rispetto a quelle degli ultimi anni ma troppi ritardano nel riconoscerlo: noi lavoriamo per migliorare le condizioni di lavoro delle persone, ci sono tanti problemi e c’è un sindacalismo che li racconta e uno che invece lavora per risolverli. Gradualmente, con fatica, ogni giorno: e questi sono segnali importanti”.

 

“Sono dati positivi che ci danno un certo conforto – aggiunge il segretario della Fim Cisl bergamasca Luca Nieri – Si creano posti di lavoro dal punto di vista qualitativo anche migliori: nel terzo trimestre 2014 i numeri dicevano che oltre l’86% dei contratti di avviamento erano precari, oggi c’è un’inversione di tendenza che accogliamo favorevolmente. Il 2015 per il settore metalmeccanico è iniziato con la solita sofferenza, la ripresa rimane solo una cosa di cui si parla: ci auguriamo che nei prossimi mesi arrivi qualche segnale concreto che ce la faccia anche percepire”.

 

Commenti

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  1. Scritto da Patrizio

    Da sempre la cisl va d’accordo con qualsiasi governante, è un modo per stare al centro dell’attenzione. Quanti contratti di lavoro a scadenza ha firmato, volevano anche far credere che la legge 30 era per i lavoratori.
    Stanno facendo credere che hanno dei meriti sull’aumento delle assunzioni a tempo indeterminato, non sanno nemmeno che gli imprenditori hanno in mano la calcolatrice? State zitti, riformate il sindacato e smettetela di assumere i parenti, siete parenti dei politici.

  2. Scritto da Sergio

    Mi fa rabbrividire che un sindacalista si esprima così sul jobs act “Finalmente riforma che incentiva stabilità”. Da paura! Ci ritiene proprio dei pupazzi senza cervello da girare e rigirare a suo piacimento.

  3. Scritto da mario59

    Va bene stiamo registrando dati positivi, ma è come bruciare lentamente la casa per riscaldarsi.
    8.000 euro all’anno fanno comodo alle imprese oltre ad incassare il valore aggiunto di chi hanno assunto a tempo indeterminato, che con il job acts una volta trascorsi i 3 anni, possono essere licenziati quando gli pare.
    Di una cosa ha ragione Petteni, c’è un sindacalismo che racconta, e lui fin da quando l’ho conosciuto, è sempre stato un gran chiacchierone..tutto fumo e niente arrosto.

  4. Scritto da Palle

    Un’altro sindacalista addormentato nel bosco. La maggior parte delle nuove assunzioni sono riconversioni di rapporti già in atto per fruire delle agevolazioni fiscali.
    Le palle del ministro Poletti lasciamole a lui

  5. Scritto da il polemico

    lo stato ti fa 8000 euro di sconto annuo e canta vittoria se molte aziende ne approfittano,ci mancava che non ne avessero approfittato…..un incentivo alle assunzioni potrebbe anche andare bene,ma 3 anni mi sembrano pochi,perchè conti alla mano,tra 3 anni,dopo aver risparmiato 24mila euro di tasse,una azienda può licenziare e pagare anche 20mila euro di buonauscita,con un guadagno comunque di 4mila euro.mah

  6. Scritto da Klaus

    La vera riforma era cacciare via i corrotti e la burocrazia che soffocano il paese, il lavoro, i cittadini. Allora sì che ci sarebbe stato un incentivo a fare impresa e ad assumere lavoratori. Ma la voglia di cambiare davvero, scontentando amici e parenti (dei politici e dei burocrati che dissanguano il paese) è mancata. Requiem!

  7. Scritto da Klaus

    Francamente, chi sarà quell’imprenditore talmente ottuso da non sfruttare questo regalo da 8000 euro all’anno di soldi statali per assumere qualcuno? Poi bisognerà vedere dopo i tre anni cosa succederà……. Secondo me è come l’incentivo alla rottamazione delle auto: abbuffata iniziale e poi calo pauroso delle vendite negli anni successivi. Il problema non è il sistema di assunzione dei lavoratori, il problema è dover creare lavoro nel paese più burocratizzato e corrotto d’Europa.

  8. Scritto da Domandina

    Ma sono reali nuove assunzioni o contratti di collaborazione rimodulati per risparmiare contributi, poi, tra tre anni si vedrà?

  9. Scritto da rello78

    ne riparliamo tra 3 anni… il job act va apprezzato sul medio lungo termine … vedrete che suc(cesso) !

  10. Scritto da Beppe

    Petteni, per rispetto dei lavoratori e di chi il lavoro l’ha perso, faccia il piacere… stia almeno zitto.
    Grazie!

    1. Scritto da TT

      Condivido appieno;e aggiungo,ma questo é un sindacalista…?

    2. Scritto da Luigi

      Hanno drogato il mercato del lavoro con regali di 8mila euro all’anno dallo stato (cioè da noi tutti) per ogni assunzione a tempo indeterminato. Col favore dei media di regime, riescono a convincerci che gli asini volano. È il gioco delle porte girevoli o delle tre carte