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Turismo, Bergamo piace agli utenti del web 77% di valutazioni positive

Bergamo piace, soprattutto agli utenti del mondo web. Il sentiment e la reputazioni sono positive, almeno secondo una ricerca stilata da Travel Appeal e presentata nel corso del Quarto incontro del ciclo “Conversazioni sul turismo” all'Università degli Studi di Bergamo.

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Bergamo piace, soprattutto agli utenti del mondo web. Il sentiment e la reputazioni sono positive, almeno secondo una ricerca stilata da Travel Appeal e presentata nel corso del Quarto incontro del ciclo “Conversazioni sul turismo” all’Università degli Studi di Bergamo alla presenza di Roberta Garibaldi, docente di Marketing Turistico all’Ateneo di Bergamo, Roberto Peretta, docente di IT for Tourism Managers presso l’Ateneo e Mirko Lalli, autore di saggi di marketing per Hoepli e docente presso l’Università di Siena che Dal 2006 al 2012 si è occupato della comunicazione turistica della Toscana, dove si è fatto notare soprattutto per il successo delle campagne digitali che ha organizzato. Da circa un anno e mezzo ha fondato Travel Appeal, una startup che si occupa Big Data nel turismo delle destinazioni.

Con “big data” si intende il grande flusso di informazioni che giungono alle aziende partendo dalle nostre navigazioni in internet, dalle nostre attività sui social, da ciò che acquistiamo on line e cosi via. Pensiamo solo ad Expedia e ai miliardi di ricerche sui voli effettuate tramite il proprio portale. “Non un fine, ma un mezzo per conoscere meglio il consumatore e creare un’offerta sempre più personalizzata”, afferma la professoressa Roberta Garibaldi.

E proprio partendo dall’analisi dei big data, l’industria dei viaggi, all’interno del vasto mondo del turismo, è quella che può riuscire a cogliere i maggiori vantaggi. Solo una minima parte delle potenzialità dei “Big data” sono oggi sfruttate. In un futuro prossimo si prevede che questa mole di informazioni possa essere utilizzata per capire meglio i flussi e i segmenti turistici e, quindi, aiutare Stato, regioni ed enti locali a promuovere e sviluppare la propria offerta.

RICERCA SU BERGAMO

Travel Appeal ha indagato sull’immagine digitale della città di Bergamo attraverso l’applicazione del Travel Appeal Index, l’algoritmo in grado di interpretare il sentiment di un territorio (quello di cui le persone parlano) e di valutare come le entità di una destinazione (strutture ricettive in questo caso specifico) comunicano e promuovono la propria offerta online. L’analisi di centinaia di variabili che compongono le due facce della stessa medaglia producono l’Appeal turistico digitale di una destinazione. Per la città di Bergamo il periodo di monitoraggio è relativo agli ultimi 18 mesi, fino al 24 marzo 2015, nei quali si sono analizzati 13.424 contenuti e oltre 25.000 giudizi legati maggiormente al comparto Extralberghiero (63%), che Alberghiero (38%) rispecchiando quello che è il tessuto ricettivo della destinazione.

Tra i canali di review e le OTA (Online Travel Agency) monitorate vi sono Booking.com con l’83% di provenienza dei contenuti, TripAdvisor (16%), Expedia (10%), HolidayCheck. Il livello di sentiment positivo, formato dai giudizi intercettati nei contenuti analizzati, si attesta al 77,71%. Il comparto extralberghiero contribuisce meglio arrivando al 78,74% di sentiment positivo se analizzato in maniera isolata rispetto al comparto alberghiero formato dagli hotel con il 76,22% di elementi positivi nei contenuti analizzati. Booking.com e TripAdvisor risultano i canali con volumi di contenuti più consistenti, registrando sul primo un livello di sentiment positivo più basso (67,83%) rispetto al secondo (89,27%).

Gli elementi di maggiore discussione e che quindi si configurano come importanti per gli utenti che raccontano la loro esperienza di viaggio online, risultano la posizione delle strutture ricettive, il personale, le camere, la qualità e la varietà del cibo, l’estetica delle strutture e i servizi. Gli elementi che raccolgono un livello di sentiment piuttosto negativo sono quelli legati ai servizi di climatizzazione e di comunicazione come il telefono e la sveglia in camera. Solo il 32% delle recensioni analizzate negli ultimi 12 mesi su TripAdvisor presenta una risposta da parte dei gestori che impiegano in media 11 giorni per rispondere ai feedback ricevuti. Il comparto Alberghiero fa meglio con il 44% di recensioni con risposta, seppur impiegando 15 giorni in media per rispondere, rispetto al comparto extralberghiero con il 9% di recensioni con risposta. L’88% delle strutture ricettive analizzate ha un sito web mediamente sufficiente sotto il profilo dell’usabilità, del posizionamento sui principali motori di ricerca e sulla tecnologia utilizzata. Piuttosto negativo, invece, è il risultato dell’analisi qualitativa dei contenuti presenti, con un TAI score che sfiora il 35.00/100.

“L’approccio che usiamo per indagare l’appeal di una destinazione è basato sull’analisi di tutti i dati che sono disponibili in rete – spiega Mirko Lalli -. In pratica è l’opposto delle ricerche tradizionali che si basano su un campione e che con metodi statistici viene proiettato sulla destinazione. In Travel Appeal prendiamo tutti i dati su reputazione (recensioni), conversazioni (social media) e anche tutti i dati che provengono dagli operatori del territorio per valutare la loro capacità di comunicare efficacemente nel mondo digitale. Così la fotografia che emerge è molto più precisa e ci permette anche di evidenziare i punti di forza e le azioni da mettere in pratica per migliorare”.

Bergamo ancora una volta dimostra di essere una meta gradita, come già evidenziato recentemente dall’ottimo punteggio ottenuto che emerge da Travelscore e da Trivago e dalle ricerche sulla web reputation condotte dalla nostra università”, afferma la professoressa Garibaldi. “Oggi si deve passare dal fornire un servizio al far vivere al turista un’esperienza unica, irripetibile a 360 gradi e di alta qualità. E i Big data rappresentano in prospettiva uno strumento utilissimo per chi opera nel settore”.

Esiste anche un secondo aspetto, non trascurabile: l’analisi dei Big data permetterà per la prima volta di capire e valutare gli effetti delle policy effettuate. Ad oggi rimangono aperte alcune questioni. Secondo Roberto Peretta, docente di IT for Tourism Managers presso l’Ateneo, le criticità principali riguardano “come trovare i Big data, anche perché includono gli Open Data, che istituzioni e aziende telefoniche dovrebbero rendere disponibili mentre di rado lo sono; quanto siano "big", perché a volte si rivelano esigui; come elaborarli, perché algoritmi sono ancora scarsi”.

CONVERSAZIONI SUL TURISMO

Con questo incontro si chiude così il ciclo “Conversazioni sul turismo” organizzato dall’Università degli studi di Bergamo come parte integrante dell’offerta formativa del corso di laurea magistrale in Progettazione e Gestione dei Sistemi Turistici. Questi momenti di confronto e di dialogo tra studenti e operatori del settore hanno permesso di approfondire alcune delle tematiche più attuali del turismo. Nel corso del primo incontro la professoressa Garibaldi, docente di Economia e gestione delle imprese turistiche presso l’Università degli studi di Bergamo, ha presentato i potenziali effetti positivi per il turismo di Bergamo derivanti da Expo 2015. A seguire è intervenuta Daniela Sonzogni, District Manager di Manpower, la quale ha presentato le opportunità occupazionali legate all’evento per i giovani laureandi della nostra università. La seconda conversazione ha affrontato il tema del turismo per le famiglie a Bergamo. In questa occasione si è dialogato con il direttore del parco divertimenti per bambini "Leolandia" di Capriate San Gervasio (BG), Massimiliano Freddi, il quale ha presentato il parco e le connessioni con l’offerta turistica della provincia. Il terzo appuntamento ha visto l’intervento del professor Gianluca Rossoni, avvocato e docente di Legislazione del Turismo presso l’ateneo, e si è focalizzato sulla situazione della riforma costituzionale in relazione al turismo ed i suoi effetti per gli enti territoriali.

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