BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

La passione e i sogni Come essere giovane imprenditore oggi fotogallery

I percorsi professionali di tre giovani imprenditori bergamaschi hanno offerto un’originale prospettiva sulle doti e le qualità necessarie per fare impresa oggi.

Più informazioni su

Si è tenuto mercoledì 25 marzo a Palazzo del Monte a Bergamo il secondo incontro del Club Luberg che ha visto protagonisti Marco Manzoni, neoeletto Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Bergamo, Marco Bellini, Presidente uscente, e Alessandro Amicabile, fondatore e titolare di 2A Engineering. Soci, amici dell’associazione e studenti si sono confrontati per capire quali sono le sfide con le quali si deve confrontare un giovane imprenditore oggi e quali attitudini e doti deve saper sviluppare nel tempo. Domande complesse alle quali i relatori hanno offerto la propria personale esperienza, raccontando gli aspetti più significativi dei differenti percorsi.

"Io rappresento la terza generazione della mia famiglia all’interno dell’azienda”, ha spiegato Marco Manzoni. “Ho respirato l’impresa sin dalla mia infanzia, quando passavo le domeniche con mio padre in azienda. Ho fatto quindi mio l’impegno a voler creare qualcosa, che fu prima di mio nonno e poi di mio padre, ma ho comunque cercato di seguire la mia strada ed esprimere i desideri che mi hanno animato. E da giovane imprenditore ho sentito da subito l’obbligo morale e la responsabilità di dare sviluppo all’azienda, introdurre un approccio diverso. Il valore dell’innovazione è soprattutto mentale prima che tecnologico e oggi il mio compito all’interno dell’azienda è proprio questo, ossia rinnovare innanzitutto la cultura aziendale per riuscire a fare in modo che la mia azienda abbia sempre nuove prospettive".

"La parola chiave", ha aggiunto Manzoni, "è sinergia, intesa come capacità di mettersi in relazione, perché l’intelligenza del singolo è sempre inferiore rispetto all’intelligenza di un gruppo di persone. E credo che questo sia un altro passaggio fondamentale per le imprese contemporanee: bisogna mettere a fattore comune il know-how, l’esperienza, la competenza e soprattutto gli intenti".

Marco Bellini ha invece raccontato le difficoltà e le sfide di chi ha invece affrontato il passaggio generazionale, spingendo l’azienda a rinnovare il proprio business per poter avere nuove prospettive: "come giovane imprenditore”, ha raccontato Bellini, “rappresento la seconda generazione nell’azienda di famiglia e ho avuto il compito di governare l’azienda in un contesto economico difficile come quello degli ultimi anni. E, dopo questa esperienza, penso che il peso dell’imprenditoria oggi non sia tanto quello di governare un percorso di cambiamento ma sentire il valore sociale del fare impresa. Fare scelte per un imprenditore, soprattutto per un giovane imprenditore, significa fare scelte giuste per il profitto della propria azienda ma soprattutto per la vita delle persone che ci lavorano, che hanno bisogni, desideri, aspettative, famiglie. Quindi essere un giovane imprenditore, oggi, significa avere consapevolezza di questa grande responsabilità. Il cambiamento che abbiamo introdotto nel 2009 ha portato l’azienda ad investire molto in ricerca e sviluppo, aspetto determinante per le aziende contemporanee. E fare ricerca significa soprattutto condividere informazioni e mettersi in rete, prima ancora che investire finanziariamente. Significa collaborare con attori diversi per poter progettare prodotti che ancora non ci sono nel mercato. È fondamentale quindi condividere il know-how".

Infine, il punto di vista di Amicabile che ha fondato la propria azienda, dopo aver iniziato la propria carriera come dipendente in un gruppo multinazionale.

"Quando ho iniziato il mio lavoro”, ha raccontato Amicabile, “l’ho fatto da dipendente, in un gruppo multinazionale, ma avevo già in testa di creare una mia azienda di consulenza in uno specifico settore. E forte di questo obiettivo ho cercato di fare esperienze che fossero utili a quell’obiettivo. Poi, quando mi sono lanciato l’ho fatto forte della consapevolezza nei miei mezzi, perché conoscevo il mercato e avevo maturato una forte competenza tecnica. Quindi, quello che posso dirvi è che per me rimane fondamentale avere un obiettivo chiaro e la voglia di raggiungerlo. Perché consente di capire meglio il proprio percorso e muoversi di conseguenza, magari anche rischiando".

In chiusura di serata Domenico Bosatelli ha sottolineato l’importanza dei momenti di confronto fra le nuove generazioni di studenti e imprenditori “per rilanciare lo sviluppo dell’economia bergamasca. Luberg vuole essere un’occasione per tutta la città, un luogo di incontro nel quale poter dare vita ad un nuovo rinascimento socioeconomico”.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.