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“Ho sparato io”, il 39enne di Calcio ha confessato di aver ucciso Pantic

Roberto Costelli ha ammesso di aver ammazzato Roberto Pantic nella notte tra sabato 21 e domenica 22 febbraio. Da chiarire il movente. Spunta un litigio tra la famiglia di nomadi e alcuni residenti della zona

 Poche parole, pronunciate un paio d’ore dopo l’arresto, una volta messo alle strette su una pistola che aveva nascosto. Roberto Costelli (nella foto), il 39enne di Calcio rinchiuso nel carcere di Bergamo, ha confessato di aver ammazzato Roberto Panticil rom ucciso con un colpo di Revolver nella notte tra sabato 21 e domenica 22 febbraio, mentre dormiva con la moglie e i 10 figli in un camper parcheggiato nella campagna del paese nella Bassa orientale. 

Costelli, incensurato, ha ammesso quasi subito le sue colpe. "Ho sparato io quella notte", ha detto davanti ai carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo che lunedì lo stavano interrogando da due ore dopo averlo prelevato alle 8 dalla sua abitazione in via don Ultimo Mangora, nella quale viveva con il padre anziano e con la madre inferma che lui stesso curava dopo essersi licenziato due anni fa dal lavoro di carpentiere.

I militari nella sua abitazione cercavano droga, e hanno trovato 13 chilogrammi 17 piante di marijuana, ma anche armi. E hanno scovato pure quelle. Una pistola, una balestra e svariate munizioni. Tutte regolarmente detenute.

Ma nel piccolo arsenale registrato da Costelli mancava un’altra pistola. Il 39enne ha provato a spiegare che gli era stata rubata qualche mese prima, ma in assenza della denuncia, i carabinieri hanno iniziato a insospettirsi.

Lo hanno così portato in caserma a Bergamo, dove poco dopo ha confessato di essere l’autore dell’omicidio di Pantic. Accompagnato da un paio di agenti in borghese intorno alle 17 ha fatto ritorno a casa, e ha indicato dove aveva nascosto la poistola mancante: nel camino. L’arma è stata raccolta e inviata insieme all’altra ai Ris di Parma, dove saranno analizzate per capire se una sia quella utilizzata per l’agguato.    

Costelli avrebbe trascorso quella serata in un locale in cui era in programma una festa di Carnevale e che si trova proprio nelle vicinanze dove erano posteggiati i camper dei rom. Intorno alle 2 pare abbia lasciato il party. E la sparatoria è avvenuta mezzora dopo.  

Roberto Pantic, 43enne di origine croata ma nato in Italia, è stato ferito a morte da un colpo di pistola calibro 9 sparato insieme ad altri quattro, verso il camper all’interno del quale stava dormendo con la moglie e alcuni dei suoi figli, parcheggiato nella campagna vicina al fiume Oglio. Nell’altro mezzo, poco distante, c’era il resto della famiglia.

Restano da chiarire i dettagli di quella sera. E soprattutto il movente che ha spinto l’ex carpentiere ad avventurarsi nella notte in una strada di campagna per sparare contro una famiglia di nomadi.

Una delle piste che gli inquirenti stanno battendo è quella di un diverbio che ci sarebbe stato nei giorni precedenti tra i rom e alcuni residenti della zona. Al quale Costelli non era presente, ma ne potrebbe essere comunque essere venuto a conoscenza. Frequentatore assiduo della zona dove erano accampati i Pantic, nei pressi di una spiaggia di sassi sul Fiume Oglio e meta di alcuni ragazzi, potrebbe non aver digerito la loro presenza e quel litigio con i residenti. E avrebbe escogitato una vendetta. O un atto intimidatorio, finito in tragedia. 
Un delitto eseguito con freddezza, probabilmente usando un silenziatore visto che nella zona nessuno ha udito spari, senza dimenticarsi di raccogliere i bossoli, che non sono mai stati ritrovati.

Costelli si sarebbe anche recato sul luogo del delitto un paio di giorni dopo, insieme a un amico, per ripulire la zona dopo che si erano accorti che gli zingari avevano lasciato molti rifiuti nella concitazione di quella notte.

La moglie non si è accorta subito di quello che è successo, e vedendo il marito sofferente ha pensato a un malore. Insieme ai figli si è così diretta verso il centro del paese con il camper, in cerca di aiuto. Raggiunto da un’autombulanza chiamata da alcuni frequentatori di un bar, Pantic è stato trasportato all’ospedale di Romano di Lombardia, dove è spirato poco dopo. Sono stati gli stessi medici che lo hanno soccorso ad accorgersi di quel foro in testa causato dal colpo di pistola.

Costelli si trova ora richiuso nel penitenziario di via Gleno. Oggi sarà interrogato dal gip Alberto Viti e dal pm Carmen Pugliese, alla presenza del proprio avvocato Carlo Pressiani. Dovrà spiegare molte cose su quella sera.  

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