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Dati inps

Assunzioni con sgravi Da gennaio a Bergamo richieste da 2.500 aziende

Da gennaio sono 2.500 le aziende bergamasche che hanno fatto richiesta di poter usufruire del codice di decontribuzione: in Lombardia sono state 22.300, di cui circa l'80% sono servite per stabilizzare lavoratori e il restante 20% per i nuovi ingressi.

In poco meno di tre mesi, ovvero dall’inizio del 2015, 2.500 aziende bergamasche hanno presentato all’Inps la richiesta di poter usufruire del cosiddetto codice di decontribuzione che permette di assumere a tempo indeterminato con sgravi fiscali.

La Legge di Stabilità ha reso operativo, dal primo gennaio 2015, il nuovo esonero contributivo per assunzioni a tempo indeterminato, applicabile ai datori di lavoro privati per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato decorrenti dal primo gennaio al 31 dicembre di quest’anno: un esonero che riguarda un periodo massimo di 36 mesi e per un importo massimo di 8.060 euro all’anno, vale a dire che il costo per ogni dipendente per tre anni dall’assunzione a tempo indeterminato viene ridotto del 25%.

Una misura che piace e che in tutta Italia ha avuto 112mila richieste (76mila tra gennaio e febbraio): di queste 22.300 vengono dalla Lombardia e, come detto, 2.500 solo dalla provincia di Bergamo. Numeri che non si possono ancora tradurre in contratti in essere ma la risposta dal mondo imprenditoriale c’è stata. Secondo le prime stime, circa l’80% delle richieste è finalizzato alle stabilizzazioni, mentre il restante 20% ai nuovi ingressi.

Dati interessanti sull’impatto che la manovra potrà avere effettivamente sul mondo del lavoro arrivano da un sondaggio condotto in rete da Confartigianato nel mese di febbraio e su una base di 1.450 associati regionali, di cui 363 bergamaschi, è emersa una chiara volontà di sfruttare l’occasione per inserire in azienda giovani con meno di 30 anni, nell’84,7% dei casi a Bergamo e nell’84,8% in Lombardia.

Gli associati bergamaschi nei primi due mesi dell’anno hanno assunto nel 38,6% dei casi con contratti a tempo indeterminato, nel 43,4% a tempo determinato e nel 21,1% con contratti di apprendistato: proiettandosi, però, sui prossimi 10 mesi le assunzioni preventivate a tempo indeterminato salgono al 69,8% e nel 76,3% dei casi sono state incentivate, perchè sarebbero avvenute con un altro tipo di contratto o non sarebbero mai state effettuate.

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