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Aeroporto verso lo sciopero Su organico e assistenza ancora nessun accordo

Nulla di fatto nell'incontro di mercoledì pomeriggio tra Sacbo e i sindacati: l'apertura dell'azienda sulla possibilità di costituire una propria società di handling è stata giudicata insufficiente. Tra una decina di giorni le parti si incontrano in Prefettura: un nuovo mancato accordo significherebbe sciopero.

Da parte del Consiglio di Amministrazione di Sacbo un’apertura c’è stata, ovvero l’impegno alla verifica della fattibilità di costituire una propria società di handling, ma giudicata insufficiente da parte dei sindacati, fermi sulla volontà di avere risposte di maggiore concretezza: si è concluso con la firma del mancato accordo l’incontro di mercoledì pomeriggio in Confindustria tra le categorie dei trasporti di Cgil, Cisl e Uil e la società che gestisce l’aeroporto di Orio al Serio.

“Ancora una volta l’azienda non ha risposto alla nostra domanda – commenta Luca Stanzione, segretario della Filt Cgil – ovvero se sia davvero necessario far nascere una propria società di gestione dei servizi di terra e se, soprattutto, una società del genere abbia la possibilità di reggersi sulle proprie gambe, se sia o meno in grado di stare in equilibrio economico”.

Le parti, insomma, sono ancora distanti e sullo sfondo rimane l’ipotesi della dichiarazione di sciopero già sorta ormai quasi un mese fa, quando Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti aprirono una procedura di raffreddamento nei confronti di Sacbo in seguito alla rottura del tavolo di trattativa.

Un tavolo che si era originariamente aperto per discutere di una mancanza strutturale di organico e al quale, poi, si aggiunsero anche le problematiche relative al futuro dello scalo bergamasco e la volontà di Ryanair di costituire una società autonoma di handling.

Rimane tuttora aperta la questione della mancanza strutturale di organico – continua Stanzione – Continua ad essere strumentalizzato, in questo senso, il confronto con Linate che non può essere fatto su alcuna base”.

Sacbo e sindacati, ora, attendono la convocazione da parte della Prefettura che dovrebbe arrivare nel giro di una decina di giorni: se anche in quella sede non si troverà un accordo lo sciopero sarebbe inevitabile.

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