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Insegnanti alla scoperta dei punti di forza dell’industria bergamasca fotogallery

Chiuso l’ottavo stage, focalizzato su smart materials and smart using.

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I punti di forza del sistema manifatturiero bergamasco sono stati al centro dell’ultimo incontro dello stage per docenti, proposto da Confindustria Bergamo ai professori delle scuole secondarie di I e II grado, condotti alla scoperta delle imprese bergamasche eccellenti. Base dell’incontro il testo che Confindustria Bergamo ha elaborato in previsione di Expo 2015 che sottolinea la capacità attrattiva di Bergamo, anche grazie alla sua posizione baricentrica rispetto alla grande fascia industriale che attraversa da ovest a est il nord Italia.

Cristina Bombassei, delegata education di Confindustria Bergamo, ha ricordato i filoni affrontati in questi anni degli stage, giunti all’ottava edizione, fra cui l’internazionalizzazione, l’economia sostenibile, la filiera alimentare, nuovi materiali e nuove tecnologie e l’ultimo, smart materials e smart using, che ha caratterizzato l’edizione 2015, con l’obiettivo di fornire un costante aggiornamento sulle tendenze dell’impresa bergamasca e sugli sbocchi professionali che offre il territorio.

Stefano Cofini, responsabile Ufficio Studi , ha ricordato come recenti studi definiscano Bergamo il più grande distretto metalmeccanico d’Italia e la seconda provincia più industrializzata d’Europa, caratterizzata da una presenza forte di medie aziende internazionalizzate in settori differenziati e di buon livello tecnologico che attraggono manodopera, nonostante la crisi.

Punto distintivo è anche la presenza di circa 200 multinazionali che contaminano positivamente il territorio. Tratto caratteristico è, inoltre, la creazione all’estero da parte di imprese bergamasche di circa 250 unità produttive in 70 paesi, di cui solo una minima parte dovuta a delocalizzazioni per ridurre i costi. La crisi ha però lasciato segni pesanti, come evidenzia il tasso di disoccupazione, più che triplicato ed attualmente pari al 7,4% , in linea con le medie europee, ma lontano di livelli di eccellenza del passato, con una forte criticità per la disoccupazione giovanile.

Fra i punti tradizionali di debolezza il basso tasso di attività femminile e una scolarità ancora slegata dai fabbisogni del sistema produttivo, nonostante una propensione leggermente in crescita verso la formazione tecnico-professionale, frutto anche della collaborazione fra mondo della scuola e mondo produttivo. Gli insegnanti, a questo proposito, hanno espresso la necessità di rafforzare le azioni di orientamento nelle scuole di primo grado.

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Commenti

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  1. Scritto da sascha

    Orientamento, orientamento, orientamento per tutti. C’è in giro troppa gente disorientata, con perdite di tempo e risorse..

  2. Scritto da Klaus

    Fossi in voi mi preoccuperei di risolvere i punti deboli della scuola, più che pensare al lavoro, nel paese più corrotto e burocratizzato d’Europa. Solo con ragazzi ben istruiti e svegli, possiamo pensare ad un futuro e al lavoro. E la scuola italiana non pare eccellente al confronto di altre….