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I Legnanesi al Creberg: “Sogniamo di girare una sit-com per la tv” fotogallery

I Legnanesi sono arrivati a Bergamo dove, da giovedì 26 a domenica 29 marzo vanno in scena con il loro nuovo spettacolo, “La finestra sul cortile”. A ospitare l’esibizione il Creberg teatro. Bergamonews ha intervistato l’attore e regista Antonio Provasio, che sul palco è “la Teresa”, per raccogliere le sue impressioni.

“Sogniamo di fare una sit-com per la televisione”. È questa una delle aspirazioni per il prossimo futuro dei Legnanesi, che stanno portando in un numero sempre maggiore di teatri le loro commedie dialettali riscuotendo un notevole successo di pubblico.

Lo spiegano gli stessi attori della compagia teatrale, arrivati a Bergamo per portare in scena il loro nuovo spettacolo, “La finesra sul cortile”. A ospitare la loro esibizione sarà il Creberg teatro Bergamo, da giovedì 26 a sabato 28 marzo alle 21, e domenica 29 marzo alle 16.30.

Bergamonews ha intervistato l’attore e regista Antonio Provasio, che sul palco è “la Teresa”, per raccogliere le sue impressioni, avere anticipazioni sulla loro ultima commedia e indiscrezioni sui loro progetti per il prossimo futuro.

Oltre a divertire il pubblico, i vostri spettacoli contengono riferimenti all’attualità. Che tematiche affrontate con questa nuova commedia?

Sullo sfondo de “La finestra sul cortile” si possono trovare diversi riferimenti all’attualità. Innanzitutto, come suggerisce il titolo, dal sapore hitchcockiano, un primo spunto di riflessione riguarda i rapporti tra le persone. Il richiamo è proprio alla finestra da cui James Stewart (protagonista dell’omonimo film di Alfred Hitchcock, ndr) vede cosa succede nell’altra parte del cortile. Per i nostri personaggi significa guardare a cosa accade nella nostra Italia, sporgendosi da ringhiere e ballatoi. Proprio dalle vicende del cortile, tra screzi e battibecchi tra le persone, prendono il via le nuove storie della famiglia Colombo: discussioni ma anche gioie e amori. A sconvolgere la loro quotidianità sarà un furto: la scomparsa della porta del gabinetto comune, vero e proprio monumento del cortile. Panico e indignazione campeggiano tra le cortigiane, che finiranno col coinvolgere anche le forze dell’ordine. Ma non finsice qui: nel proseguo dello spettacolo ci sono numerosi rimandi all’attualità.

Ad esempio?

Il tema della chirurgia estetica, con un chirurgo estetico che propone alla Teresa di rifarsi il seno, ma anche alla crisi economica, ai cervelli in fuga dall’Italia, alle difficoltà dei giovani e alla necessità di valorizzare le risorse del nostro Paese. Una valorizzazione che cominci dalla riscoperta delle proprie qualità e della propria identità perché, come dirà Teresa, senza attenzione per le proprie radici non può esserci futuro. Infine, non mancherà uno sguardo all’Expo, occasione importante per L’Italia, che non si deve sprecare. E speriamo possa procedere tutto bene, anche perchè la preoccupazione è che i lavori stiano procedendo quasi come una corsa contro il tempo dopo le questioni giudiziarie salite alla ribalta della cronaca nei mesi scorsi.

Per concludere, quali progetti ha la compagnia per il prossimo futuro?

Principalmente, proseguire con gli spettacoli teatrali, che ci stanno dando parecchia soddisfazione. Stiamo riscontrando un’entusiasmante partecipazione di pubblico, sia in termini quantitativi sia in termini di affetto che ci dedicano. Un pubblico ampio ed etoregeno, costituito non solo da over 50, ma anche da giovani, famiglie e bambini. Un sogno, invece, sarebbe girare una sit-com per la televisione perché, dopo la scomparsa di attori quali Raimondo Vianello, Sandra Mondaini e Gino Bramieri, vediamo una televisione che dà troppo poco spazio al teatro realizzato al nord. Un teatro che avrebbe notevoli potenzialità in chiave nazionale, come dimostrato dallo share raccolto dalla messa in onda di nostre esibizioni su RaiDue e su Rai5, ma anche da spettacoli rappresentati a Roma. Riteniamo che le difficoltà nel portare le esibizioni sul piccolo schermo a livello nazionale dipenda da erronee attribuzioni politiche, che sono infondate. Ne abbiamo avuto un esempio quando, tre stagioni fa, la Rai ha acquistato e registrato un nostro lavoro, "Lasciate che i pendolari vengano a me", ma poi non è stato più trasmesso. Assistendo agli spettacoli, invece, il pubblico si è sempre divertito, tributando addirittura standing-ovation: speriamo che le tv, a cominciare dalla Rai in qualità di servizio pubblico, possano dare spazio a questa forma di cultura popolare tanto apprezzata.

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