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Calcio, giallo del rom ucciso a colpi di pistola: c’è un sospettato

Svolta nel giallo di Roberto Pantic, il rom ucciso a colpi di pistola nella notte tra sabato 21 e domenica 22 febbraio: arrestato un 39enne residente nella zona, ufficialmente per spaccio di stupefacenti. Anche se sarebbero in corso accertamenti per capire se possa essere collegato all'omicidio di Pantic.

 Svolta nel giallo di Roberto Pantic, il rom ucciso a colpi di pistola nella notte tra sabato 21 e domenica 22 febbraio mentre dormiva con la moglie e i 10 figli in un camper parcheggiato nella campagna di Calcio, nella Bassa orientale.

I carabinieri del nucleo investigativo di Bergamo alle 8 di lunedì 23 marzo hanno arrestato un uomo, un 39enne residente nella zona, ufficialmente per produzione e detenzione di sostanze stupefacenti. Anche se sarebbero in corso accertamenti per capire se possa essere collegato all’omicidio di Pantic.

Nel corso della perquisizione in casa, i militari hanno scoperto, oltre a un grosso quantitativo di droga (13 chilogrammi e 17 piante di marijuana) diverse armi, legalmente detenute, tra cui almeno una pistola, un fucile e una balestra. Non è ancora chiaro se compatibili con quelle utilizzate per il delitto. 

In ogni caso il profilo dell’uomo sarebbe simile a quello che gli inquirenti hanno tracciato: appassionato di armi e residente nella zona, quindi in grado di muoversi anche di notte in campagna. La pista più probabile resta quella di un’azione dimostrativa sfociata per errore in tragedia. 

Robert Pantic, 43enne di origine croata ma nato in Italia, è stato ferito a morte da un colpo di pistola calibro 9 sparato intorno alle 2.30 insieme ad altri quattro, verso il camper all’interno del quale stava dormendo con la moglie e alcuni dei suoi figli, parcheggiato nella campagna vicina al fiume Oglio. Nell’altro mezzo, poco distante, c’era il resto della famiglia.

La donna non si è accorta subito di quello che è successo, e vedendo il marito sofferente ha pensato a un malore. Insieme ai figli si è così diretta verso il centro del paese con il camper, in cerca di aiuto.

Raggiunto da un’autombulanza chiamata da alcuni frequentatori di un bar, Pantic è stato trasportato all’ospedale di Romano di Lombardia, dove è spirato poco dopo. Sono stati gli stessi medici che lo hanno soccorso ad accorgersi di quel foro in testa causato dal colpo di pistola. 

Un delitto pieno di punti oscuri. Per vivere la famiglia Pantic fa l’elemosina, ma nessuno di loro ha precedenti penali. Nessun movente palese, quindi. I nomadi, sorpresi nel sonno e al buio, non si sono resi conto di quello che stava accadendo. Un solo proiettile è andato a segno: quello che ha ucciso la vittima, raggiunta alla nuca nel sonno. 

Resta da capire se quel colpo sia partito dalla pistola del 39enne, che si trova ora rinchiuso nel carcere di via Gleno a Bergamo in attesa dell’interrogatorio di convalida da parte del pm Carmen Pugliese, titolare dell’inchiesta. 

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