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Processo ultrà, 47mila euro la richiesta di risarcimento per la guerriglia di Alzano

In aula parlano le parti civili. Per l'aggressione del Bocia al giornalista Serpellini nessuna cifra richiesta dall'avvocato Bruni: "Deciderà il giudice la somma, e lo devolveremo in beneficenza"

 Un risarcimento complessivo di oltre 47mila euro. E’ la richiesta totale avanzata dalle parti civili per la guerriglia alla Berghem Fest di Alzano Lombardo nel corso del processo agli ultrà atalantini. 

Era la serata di mercoledì 25 agosto 2010, e alla festa leghista era in programma un comizio con tre ospiti: Roberto Calderoli, Giulio Tremonti e Roberto Maroni. Un’occasione imperdibile per i tifosi nerazzurri, che organizzarono una manifestazione per alzare la voce contro l’allora ministro degli interni Maroni, che aveva da poco introdotto la famigerata tessera del tifoso. Qualcosa però andò storto, e alla fine vennero incendiate quattro auto, cinque moto e rimase ferito un ispettore di polizia. 

Per quei fatti, nell’udienza di lunedì 23 marzo 2015 sono intervenuti in aula davanti al giudice Maria Luisa Mazzola gli avvocati delle parti civili per le richieste di risarcimento. Eugenio Sarai, legale di Massimo Calcagno, l’agente ferito quella sera ha chiesto la somma di 20mila euro per il suo assitito: "In questo processo è emersa l’esistenza di un gruppo che dovrebbe garantire l’impunità. Da quanto emerso in aula, nessuno ha visto nulla, poi casulamente ha parlto solo il leader, Claudio Galimberti. Quindi chiedimao che venga riconosciuto il concorso morale. Loro hanno vissuto questo processo come un’ingiustizia, ma i fatti sono invece gravissimi".

Laura Rossoni, legale del Comune di Alzano Lombardo, ha invece richieste 25mila euro per l’auto della polizia locale andata in fiamme e 2658 euro per le attrezzature che conteneva: "Da quanto è emersa mi sembra lampante la responsabilità degli imputati riguardo i gravi ati comessi quella sera". 

E’ stato poi il turno di Roberto Bruni, legale del giornalista Stefano Serpellini e de L’eco di Bergamo per l’aggressione, con tanto di testata e naso rotto, al cronista del 9 dicembre 2011, nelle vicinanze del tribunale di Bergamo: "E’ un fatto di una gravità notevole, sia per il tempo e il luogo in cui è avvenuto, sia per le modalità che per il fatto che non va a lenire solo un singolo, ma la libertà di stampa e quindi la collettività. Non chiediamo somme di denaro, per questo ci appelliamo alla voltà del giudice. In ogni caso qualsiasi somma ottenuta verrà donata in beneficenza a un ente che renderemo pubblico". 

Commenti

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  1. Scritto da barbagianni

    Bocia e compagnia bella..al posto di pavoneggiarsi come leader di un certo tipo di tifosi che col tifo calcistico non han nulla a che vedere…dovrebbero andare a scaricare la loro frustrazione presso qualche centro per disabili o malati terminali..Lì imparerebbero a stare al mondo e capirebbero osservando come vivono anche i parenti di quei malati che è ora di crescere!!