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Industria manifatturiera Bergamo sul podio: è seconda in Europa

L’industria manifatturiera bergamasca, con 9,7 miliardi di euro di valore aggiunto (e 156 mila occupati), è la seconda provincia industriale d’Europa. Il presidente di Confindustria Bergamo, Ercole Galizzi: “Sono orgoglioso davanti a questi numeri che servono per conoscerci meglio e permettere di individuare i punti di eccellenza e i driver su cui lavorare”.

L’industria di Bergamo sul tetto d’Europa. Fa un po’ effetto vederlo scritto così, ma i dati emersi da un’analisi studio della Fondazione Edison, Fondazione Symbola e Confindustria Bergamo confermano che Bergamo è la seconda provincia industriale d’Europa con 9,7 miliardi di euro di valore aggiunto e 156 mila occupati. Il logo dello studio è una ciminiera blu con in cima una corona d’oro accanto a un industria. (Leggi qui). 

Una ciminiera che ricorda le torri che costellano Città Alta, ma questo volta ad essere sul podio è il manifatturiero della provincia orobica.

Bergamo è preceduta da un’altra provincia italiana, Brescia (con 10,1 miliardi) e guida una classifica di venti province europee – tra italiane e tedesche – dove quelle del Bel Paese sono ben nove. Oltre a Bergamo e Brescia ci sono Vicenza (al 4° posto), Monza e Brianza al sesto, Treviso al settimo, Modena all’ottavo, Varese all’undicesimo, Reggio Emilia al sedicesimo e Mantova al 19°.

I dati sono stati presentati nella giornata di lunedì 23 marzo nella sede de Il Sole 24 Ore. “L’industria manifatturiera occupa a Bergamo oltre 150mila persone e produce un valore aggiunto vicino ai 10 miliardi di euro: un valore che colloca questo sistema produttivo al secondo posto fra le province italiane ed europee – afferma Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison –. Il fatturato estero dell’industria manifatturiera bergamasca vale quasi 15mila miliardi di euro nel 2014 ed è cresciuto di quasi sei punti negli ultimi 12 anni. La bilancia commerciale ha contribuito per il 17,5% al Pil provinciale.

La propensione alle esportazioni, nel rapporto esportazioni/Pil, è vicina al 50%, superiore ai valori della Germania (40%), molto al di sopra della media italiana che è al 23,8% e dell’Unione Europea che è al 22,2%, e ha un ruolo di primo piano nelle performance dell’Italia, che resta uno dei soli 5 Paesi al mondo con un surplus manifatturiero sopra i 100 miliardi di dollari”.

Dallo studio emerge che nella competizione internazionale sono in prima fila le grandi imprese e diverse centinaia di medie imprese specializzate, anche se a fare la differenze – come rimarca Fortis – sono le filiere produttive, spesso costituite da piccole imprese con un profondo legame con il territorio e le comunità.

L’apertura dell’economia ha generato a Bergamo un diffuso fenomeno di internazionalizzazione. Gli investimenti diretti esteri delle industrie bergamasche sono più consistenti – con 733 unità produttive in 70 Paesi, dagli Usa, alla Germania a Brasile e Cina – così come la presenza di imprese straniere, che danno lavoro nella provincia a 14 mila persone. Un fenomeno che ha accompagnato l’economia bergamasca fin dalla prima rivoluzione industriale.

LA SODDISFAZIONE E L’ORGOGLIO DI ERCOLE GALIZZI

"È facile manifestare orgoglio davanti a questi numeri, che servono per conoscerci meglio e permettere di individuare i punti di eccellenza e i driver su cui lavorare" commenta Ercole Galizzi, presidente Confindustria Bergamo che traccia un bilancio positivo "di una realtà che ha saputo conquistare quote di mercato in questi anni di crisi. Questo significa che le aziende bergamasche sono sulla strada giusta» e sono in grado di consolidare la propria posizione a livello globale".

BERGAMO È LA QUINTA PROVINCIA ESPORTATRICE ITALIANA

Con 13 miliardi di euro, nel 2013 Bergamo è la quinta provincia italiana per valore dell’export (contro i 37 di Milano, i 20 di Torino, i 16 di Vicenza, i 14 di Brescia, gli 11 di Bologna, Modena e Treviso e i 10 di Varese). Quasi il 46% delle esportazioni bergamasche viene assorbito dall’area dell’Euro, il 16% va verso i Paesi Europei non euro, America e Asia acquistano per circa il 10% del totale. Verso tutte le aree economiche Bergamo vanta una bilancia commerciale attiva: l’unico deficit significativo è con la Cina.

GORI: “ABBIAMO LE CARTE IN REGOLA PER ACCOGLIERE NUOVI INSEDIAMENTI”

“La crisi ha temprato la manifattura bergamasca, che adesso è più forte e competitiva di prima. È quello che ricavo con chiarezza dallo studio di Fondazione Edison, Symbola e Confindustria. I nostri migliori imprenditori hanno saputo cogliere la sfida e rilanciare: oggi la nostra produzione industriale è fortemente connotata in chiave high-tech, punta tutto sull’innovazione e si fortemente internazionalizzata. Negli ultimi dieci anni nessuno ha fatto crescere le esportazioni come le nostre imprese. E non a caso, quindi, ci ritroviamo in vetta alla classifica europea del settore.”Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori commenta così la presentazione dello studio di Fondazione Edison, Symbola e Confindustria Bergamo, dal quale Bergamo emerge come seconda provincia manifatturiera d’Europa, quinta per esportazioni e tra le migliori per addetti nei settori a più contenuto di tecnologia. (leggi qui)

“In questo modo – prosegue Gori – il nostro territorio dimostra di avere tutte le carte in regola per accogliere nuovi insediamenti produttivi: qui si trovano istituzioni formative di alto livello, importanti poli d’innovazione tecnologica e soprattutto un capitale umano di grande qualità. Il piano lanciato dalla nostra amministrazione – “Bergamo città semplice e low tax” – punta ad aggiungere a questi valori, cui si somma una qualità della vita tra le migliori nel nostro Paese, alcuni chiari elementi di incentivazione economica e di semplificazione delle procedure amministrative, con l’obiettivo di attrarre ulteriori investimenti destinati alla produzione manifatturiera e al terziario a maggior tasso di innovazione. Nessun elemento di marketing territoriale è comunque più efficace della vivacità del nostro tessuto imprenditoriale, chiaramente attestata dallo studio presentato nella sede del Sole24Ore".