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Dall’oro al cielo Le forme della fede nella Bergamasca fotogallery

Il Museo Adriano Bernareggi organizza un'esposizione sulle forme della fede a Bergamo tra tardo gotico e rinascimento. Il tema è affrontato prendendo spunto dalla funzione di alcune opere d'arte (scomparti di polittico, predelle, dipinti di destinazione pubblica e privata), organizzate in gruppi tipologici e allestite diacronicamente.

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Il Museo Adriano Bernareggi organizza un’esposizione sulle forme della fede a Bergamo tra tardo gotico e rinascimento. Il tema è affrontato prendendo spunto dalla funzione di alcune opere d’arte (scomparti di polittico, predelle, dipinti di destinazione pubblica e privata), organizzate in gruppi tipologici e allestite diacronicamente. Lo scopo della rassegna, a cura di Simone Facchinetti, è quello di mettere in evidenza come, a cavallo tra Quattro e Cinquecento, siano avvenuti dei mutamenti fondamentali nell’elaborazione delle forme delle opere d’arte e come tali mutamenti riflettano una nuova concezione del rapporto con la fede e con il genere della rappresentazione del soggetto sacro.

In ultima analisi le opere registrano i cambiamenti che investono l’uomo del tempo, a ridosso degli anni della Riforma.

La prima sezione è dedicata agli scomparti di polittico con alcuni esempi di importazione (Pittore squarcionesco, Bartolomeo Vivarini) affiancati a esempi di produzione locale (Antonio e Bernardino Marinoni, Jacopo Gavasio). I temi che stanno alla base di questi confronti intendono portare l’attenzione su un’area storico-geografica circoscritta, ovvero il territorio di Bergamo, all’epoca incluso nei confini della Repubblica di Venezia. Le modalità operative dei pittori mettono in evidenza processi ancora in bilico tra tradizione e innovazione. I fondi oro, richiesti per arricchire di materiale prezioso le tavole dipinte, lasciano progressivamente spazio alla rappresentazione del cielo, secondo una sensibilità pronta a registrare una forma più naturalistica dell’immagine.

La seconda sezione è dedicata alle predelle, quegli scomparti di pale o polittici che occupavano una posizione fisica inferiore, in genere destinati alla narrazione delle storie che riguardavano devozioni connesse con l’immagine maggiore.

Questa sezione ha lo scopo di esemplificare i meccanismi che presiedono l’elaborazione della narrazione e intende sottolineare come la funzione propria della predella scompaia, di fatto, nel corso del primo Cinquecento. La terza sezione è dedicata al tema della devozione privata ed è, a sua volta, suddivisa in due parti.

Nella prima sono raccolti dipinti che hanno avuto, fino a un certo periodo, una fruizione esclusivamente privata, prima di essere stati donati a luoghi di culto che ne hanno modificato lo statuto. Improvvisamente queste opere sono diventate di culto pubblico, in genere perché credute portatrici di capacità miracolose (o più semplicemente perché considerate opere preziose al pari dei tesori di fede).

Nella seconda sono approfonditi i meccanismi che hanno influito nella formazione di una devozione più consapevole che trova dei riflessi evidenti nella costruzione dell’immagine. La quarta sezione cerca di sondare, attraverso il confronto serrato tra due opere che raffigurano la Trinità (rispettivamente di Andrea Previtali e di Lorenzo Lotto), come sia possibile reinventare un soggetto iconografico tradizionale, alla luce di una sensibilità mutata, fondata sulla rilettura dei testi sacri. Infine la quinta sezione mette in luce come il soggetto del Cristo morto nel sepolcro (in due scomparti di polittici di Alvise Vivarini e Francesco Rizzo da Santacroce), attraverso un processo di profonda umanizzazione dell’immagine, guadagni la posizione centrale della pala d’altare.

CICLO DI CONFERENZE

A margine della mostra, la Fondazione Bernareggi inaugura la dodicesima edizione dello storico ciclo di conferenze: Come leggere un’opera d’arte, quest’anno quasi interamente dedicato alle opere in mostra. "Come leggere un’opera d’arte"

XII Ciclo di conferenze

venerdì 24 aprile

Antonio Paolucci

"Il Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti nella Cappella Sistina", Centro Congressi Giovanni XXIII.

Giovedì 7 maggio

Emanuela Daffra

"Per la devozione domestica. Modelli e botteghe intorno all’altarolo di San Benedetto".

Giovedì 14 maggio

Laura Paola Gnaccolini Maria "in sole": arte e devozione nell’ancona dell’Immacolata in Sant’Agata nel Carmine.

Giovedì 21 maggio

Giorgio Fossaluzza

"L’immagine di pietà di Giampietro Silvio" a Sedrina.

Giovedì 4 giugno

Barbara Maria Savy

"Jacopo Palma il Vecchio a Bergamo".

Tutte le conferenze avranno inizio alle 18 e si terranno al Museo Adriano Bernareggi ad esclusione della prima che sarà presso il Centro Congressi Giovanni XXIII. Ingresso gratuito.

LA DIDATTICA

La mostra è arricchita da un progetto didattico che si articola in proposte rivolte alle scuole di ogni ordine e grado. Alla visita è associato un laboratorio in cui rielaborare i contenuti in mostra. I bambini delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie porranno l’attenzione sulla forma delle opere e sul legame tra formato, contenuto e impiego dei dipinti. Gli studenti delle scuole secondarie, invece, faranno esperienza delle tecniche artistiche impiegate per realizzare il fondo oro: la punzonatura, lo sgraffito e la brunitura.

Per gli studenti delle scuole superiori saranno attivati percorsi itineranti tra il Museo Bernareggi e le chiese di via Pignolo, alla scoperta delle opere di Lorenzo Lotto, Andrea Previtali e Ambrogio Bergognone. Per le parrocchie è stato approntato un percorso specifico, chiamato Le forme della fede, che mette in relazione le forme artistiche al pensiero teologico che le commissiona, mette a fuoco in particolare il rapporto fondamentale tra devozione ed immagine che sottende ad ogni produzione artistica.

I Dipartimenti Educativi della Fondazione Bernareggi hanno, inoltre, stilato un calendario di appuntamenti speciali che uniscono la visita della mostra ad uscite sulle chiese del territorio.

Sono in programma visite alle chiese di Santo Spirito e San Bernardino e alle sacrestie della basilica di Sant’Alessandro della Croce che hanno l’intento di raccontare la storia culturale, artistica e religiosa della Bergamo del primo Cinquecento attraverso le sue chiese e le opere che custodiscono. Gli appuntamenti speciali di Dall’oro al cielo sono occasione preziose per visitare un museo diffuso che si articola in Città Bassa, in cui si intrecciano le vicende di artisti e architetti, di ordini religiosi e ricchi borghesi. Il calendario sarà disponibile nella sezione dedicata alla mostra sul sito della Fondazione Bernareggi.

Ogni giovedì alle 17, infine, è fissata una visita guidata gratuita alla mostra (compresa nel costo del biglietto di ingresso).

Visita guidata gratuita alla mostra.

Ogni giovedì alle ore 17 Costo: 5 euro.

APPUNTAMENTI SPECIALI

Domenica 22 e domenica 29 marzo

Dall’Oro al Cielo e Santo Spirito

Dalle 15.30 alle 17.30 | Costo: 8 euro

Domenica 19 e domenica 26 aprile

Dall’Oro al Cielo e sacrestie di Sant’Alessandro della Croce

Dalle 15.30 alle 17.30 | Costo: 8 euro

Domenica 17 e domenica 24 maggio

Dall’Oro al Cielo e San Bernardino

Dalle 15.30 alle 17.30 | Costo: 8 euro

Info Museo Adriano Bernareggi via Pignolo, 76 Bergamo

tel: 035 248772 mail: info@fondazionebernareggi.it – www.fondazionebernareggi.it

INFORMAZIONI

Bergamo, Museo Adriano Bernareggi 21 marzo – 21 giugno 2015 

Orari di apertura martedì – domenica h 10.00 – 12.30 h 15.00 – 18.30 (chiusura biglietteria ore 18.00)

lunedì chiuso

Ingresso Intero: € 5,00 Ridotto: € 3,00

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