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Anni di violenze sulla moglie anche con un machete: arrestato 58enne a Caravaggio fotogallery

Il personale del Commissariato di Treviglio diretto da Angelo Lino Murtas ha tratto in arresto D.M. cittadino Senegalese di 58 anni, operaio, residente a Caravaggio, responsabile di maltrattamenti e lesioni nei confronti della moglie connazionale di 48 anni, madre di due figli minori, culminati con un’aggressione a colpi di “machete”.

Era arrivato ad aggredire la moglie con un machete. Il personale del Commissariato di Treviglio diretto da Angelo Lino Murtas unitamente al personale della Polizia Locale di Caravaggio diretto da Cristina Vassalli, dopo le relative indagini e l’emissione del provvedimento restrittivo in carcere del G.I.P. Dr. Alberto VITI su richiesta del P.M. Letizia Ruggeri, ha tratto in arresto D.M. cittadino Senegalese di 58 anni, operaio, residente a Caravaggio, responsabile di maltrattamenti e lesioni nei confronti della moglie connazionale di 48 anni, madre di due figli minori, culminati con un’aggressione a colpi di “machete”.

La vicenda è emersa alla fine del 2014, quando la donna si è presentata all’ospedale di Treviglio con un taglio di alcuni centimetri e la frattura dell’ulna dell’avambraccio sinistro, un trauma cranico e una distorsione cervicale, senza potersi esprimere in lingua italiana ma ammettendo di essere stata aggredita da una persona.

E’ stata quindi sentita a lungo dal personale del Commissariato di Treviglio e della Polizia Locale di Caravaggio con l’aiuto di una interprete Senegalese della zona d’origine e alla fine ha ammesso di essere vittima da tempo delle violenze di suo marito.

Sono state svolte urgentemente le relative indagini che hanno permesso di ricostruire nel dettaglio una successione di episodi iniziati 4 anni prima, tra l’altro dopo la nascita di un rapporto sentimentale del marito con una donna nordafricana vicina di casa. Da quel momento erano cominciati a mancare i sufficienti mezzi di sostentamento della moglie e dei figli, in quanto lo stipendio da operaio veniva utilizzato per una parte a favore dell’amante.

Alle lamentela della donna ne conseguivano delle violenze psichiche e fisiche sempre più frequenti. In taluni casi anche delle violenze sessuali con lussazione dei polsi al fine di immobilizzare la vittima torcendo le braccia, in quanto non più consenziente. In altre occasioni durante l’aggressione è stato tentato il soffocamento alla gola e l’uso di cavi elettrici per la fustigazione.

Particolarmente inquietanti erano poi le minacce di morte e dell’occultamento del corpo smembrato in piccoli pezzi nei sacchi della spazzatura, mentre affilava con calma il coltello davanti alla donna al fine di terrorizzarla. Il giorno della presentazione al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Treviglio era stato l’epilogo. La donna aveva deciso di esporre finalmente al marito l’intenzione di separarsi.

A questo punto D.M. prima accompagnava i bambini fuori casa, poi reagiva con particolare violenza, dopo averla percossa si muniva di un enorme coltello tipo machete, e lo affilava. Lei si rifugiava in camera da letto ma lui sfondava la porta ed entrava all’interno con l’arma. La donna terrorizzata cercava di parare i colpi con un tubo di ferro ma è stata disarmata e allora si è fatta scudo con l’asse da stiro che veniva colpito dai folli colpi di machete e ridotto a pezzi. Rimasta senza scudo ha cercato di parare a mano nuda un colpo verso la testa ma la lama del machete colpiva l’avambraccio procurando un taglio e fratturando l’ulna. La donna si è messa in salvo rifugiandosi sul balcone ed urlando e solo così il marito smetteva e si allontanava.

Dopo tale episodio la donna con i figli venivano ricoverati in una comunità protetta mentre lui si rendeva irreperibile probabilmente per essere rientrato in Senegal, e veniva attivamente ricercato per quasi due mesi fino alla settimana scorsa, quanto, ritornato a Caravaggio, trovava il personale del Commissariato di P.S. e della Polizia Locale ad aspettarlo per condurlo in carcere in esecuzione del provvedimento restrittivo della libertà.

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