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Il Nobel Desmond Tutu al World Congress Nephrology con Giuseppe Remuzzi

L’Arcivescovo anglicano Desmond Tutu, uno dei più noti attivisti per i diritti umani in Sud Africa e Premio Nobel per la Pace nel 1984, sarà presente alla cerimonia di apertura del Congresso Mondiale di Nefrologia (World Congress of Nephrology - WCN 2015) di cui Giuseppe Remuzzi è presidente, che si terrà dal 13 al 19 marzo 2015 a Città del Capo.

Dal 13 al 19 marzo 2015 si terrà a Città del Capo il Congresso Mondiale di Nefrologia (World Congress of Nephrology – WCN 2015) di cui Giuseppe Remuzzi è presidente.

L’Arcivescovo anglicano Desmond Tutu, uno dei più noti attivisti per i diritti umani in Sud Africa e Premio Nobel per la Pace nel 1984, sarà presente alla cerimonia di apertura del Congresso.

“Siamo veramente onorati che l’Arcivescovo Desmond Tutu venga ad aprire i lavori di questo congresso che per la prima volta ha luogo in Africa. E’ una presenza molto significativa ad un evento in cui nefrologi provenienti da ogni parte del mondo si confronteranno sugli sviluppi della medicina renale non solo da un punto di vista medico-scientifico ma anche da un punto di vista sociale ed economico” dichiara il professor Remuzzi.

Proprio in questi giorni l’Arcivescovo ha mandato un bellissimo messaggio a tutti i nefrologi che verranno in Sud Africa. Nei paesi industrializzati le malattie renali si possono prevenire e curare, ma in tutte le altre regioni del mondo il costo delle cure, la scarsità delle infrastrutture e la carenza di personale sanitario che abbia le conoscenze scientifiche adeguate impedisce a chi soffre di una malattia renale di curarsi adeguatamente.

La Società Internazionale di Nefrologia, che organizza questo Congresso, ha una visione globale della promozione della salute e pertanto favorisce tutte quelle iniziative che mirano alla prevenzione, alla diagnosi e alla cura delle malattie renali anche nei paesi più poveri perché anche lì i pazienti possano ricevere le cure adeguate. Il programma del Congresso dà un grande spazio ai problemi di salute renale specifici dell’Africa e dei paesi poveri. Si parlerà molto di malattie renali nei pazienti affetti da AIDS, da virus Ebola o da Hantavirus, malattie che colpiscono duramente l’Africa.

Particolare attenzione sarà data alla difesa della salute materna e infantile, perché molte malattie renali traggono origine dalle conseguenze sul nascituro della malnutrizione delle donne in gravidanza. Si affronteranno i problemi cercando di proporre soluzioni praticabili con le poche risorse disponibili e cercando di rendere partecipi tutti gli operatori della salute nella prevenzione e nella diagnosi tempestiva delle malattie renali. Per la prima volta un Congresso Mondiale di Nefrologia coinvolgerà nella discussione, in modo diretto, gli infermieri, nella convinzione che nelle aree del mondo, come ad esempio l’Africa Sub-sahariana, dove ci sono pochissimi medici specialisti, il ruolo degli infermieri è importantissimo: possono fare la differenza tra la vita e la morte di migliaia di ammalati.

“Dobbiamo iniziare a considerare i problemi di salute dalla prospettiva di chi li affronta ogni giorno nei paesi poveri, non più solo dalla nostra – prosegue Giuseppe Remuzzi – La Società Internazionale di Nefrologia ha lanciato il programma “0by25”. Vogliamo ridurre a zero entro il 2025 il numero dei pazienti che muoiono di insufficienza renale acuta, una condizione dalla quale si può guarire completamente se si ricevono tempestivamente le cure adeguate, e che nei paesi poveri è spesso fatale per l’impossibilità di accedere a queste cure, che sono invece alla portata di chi vive in un paese ricco”. Il Congresso Mondiale di Nefrologia sarà l’occasione per presentare i risultati iniziali di questo progetto. E’ il modo concreto con cui la Società Internazionale di Nefrologia potrà avere un impatto reale sulla cura delle malattie renali nelle regioni più povere del mondo.

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