BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Bergamo celebra il Palma “Gran stupor: carne, vita, senso” fotogallery

Alla Gamec di Bergamo è stata aperta la grande mostra "Palma il Vecchio, lo sguardo della bellezza". Che Palma il Vecchio fosse tra le punte di diamante del Rinascimento pittorico della nostra terra si sapeva. Ora apprendiamo, secondo quanto affermato dal curatore professor Villa, che Jacopo Negretti, nato a Serina attorno al 1480 e morto a Venezia nel 1528, diventa in Laguna il pittore più grande del suo tempo, ricercatissimo dai collezionisti e pagato più di Tiziano.

L’attesa mostra "Palma il Vecchio, lo sguardo della bellezza", che si è inaugurata in Gamec il 12 marzo alla presenza di un folto pubblico, è la prima rassegna monografica dedicata al bergamasco Jacopo Negretti detto il Palma. Una mostra attesa, una mostra-evento per come è stata concepita dal curatore Giovanni C. F. Villa, come lo furono quelle su Lotto, su Caravaggio, su Fra’ Galgario, con prestiti d’eccezione dai più importanti musei d’Europa.

E un contenitore d’arte, la Gamec, trasformato per l’occasione in una dimora signorile veneziana del Cinquecento, con pavimenti che prolungano quelli illustrati nei quadri e pannelli-parete rivestiti di tessuti preziosi.

Una magnifica vetrina per Bergamo, in tempi di Expo.

L’allestimento, su due piani, è eccelente ed intrigante: studiato in ogni dettaglio e segue un percorso cronologico e tematico, partendo dagli esordi del pittore, tra narrazioni sacre e devozionali, ritratti e polittici d’altare.

Le dodici sale sono connesse da corridoi trasformati in ambienti costellati di citazioni di autori che evocano la fortuna critica del Palma, tra cui spicca un tableau a tutta parete con "il mondo visto da Rialto", ossia una visione cartografica ragionata dei tempi e dei luoghi dell’artista. Una sala al primo piano ricostruisce uno studio di pittura dell’epoca e un laboratorio di restauro odierno, con il legno per la realizzazione della tavola, i pigmenti e le polveri da miscelare, l’indicazione delle fasi per il recupero di un dipinto.

L’ultima stanza, che ospita il Polittico di Santa Barbara, composizione notevole commissionatagli nel 1520 dalla confraternita dei Bombardieri per la Chiesa di Santa Maria Formosa a Venezia, si avvale di un video che dal sagrato della chiesa accompagna idealmente chi osserva al cospetto dell’opera, ricreando la suggestione del luogo. In apertura di percorso, allo Spazio Zero, due costumi su manichini (realizzati da Mara Bertoli) accolgono sontuosamente il visitatore e lo introducono alla seduzione delle stoffe del Palma.

Poco oltre, tra gigantografie di dettagli pittorici che immergono da subito nei cromatismi rutilanti del maestro bergamasco, si apre uno spazio didattico, a cura di Daria Tonzig, con corpetti e arazzi realizzati in carta dagli alunni delle scuole medie, ispirati ad accostamenti cromatici del Palma, attualizzati con tinte fluo. E, nell’ambiente attiguo, videoproiezioni e micro-animazioni sempre pensate per i più piccoli, come intro alla mostra.

A chiusura della visita, si passa da un bookshop stracolmo di gadget, dove oltre ai cataloghi e a pubblicazioni tematiche si incontrano ciondoli, borse, vassoi, ogni sorta d’utensile di cancelleria, e persino semenze di fiori, tutto rigorosamente marcato Palma.

D’altra parte, l’esposizione è il perno di una straordinaria impresa di promozione di Bergamo e di marketing territoriale, un progetto multidisciplinare che si apre alle eccellenze produttive, enogastronomiche, di ricezione turistica, oltre che culturali e artistiche, irradiandosi dal centro città ai borghi, alla provincia, alle valli.

La mostra è stata occasione per importanti restauri, condotti grazie alla Fondazione Creberg: l’Adorazione dei pastori della Parrocchia S. Lorenzo Martire di Zogno e il Polittico della presentazione della Vergine della Parrocchiale S. Maria Annunciata di Serina, che presenta magnifici brani di pittura nei colori "alla Matisse" dei panneggi dei santi.

Nella rassegna di opere in mostra, colpisce soprattutto la capacità del Palma di rendere così carnali e vive le superfici, così morbidi e pieni i colori e i volumi, che lo scrittore e pittore veneziano Marco Boschini nel ‘600 nella sua "Carta del navegar pitoresco" annotò: "Gran stupor! A chi vede ste piture ghe par de veder carne, vita e senso".

Che Palma il Vecchio fosse tra le punte di diamante del Rinascimento pittorico della nostra terra, il grande pubblico già lo sapeva dal 2001, dai tempi della grande mostra "Bergamo, l’altra Venezia – il Rinascimento negli anni di Lorenzo Lotto", il cui catalogo portava in copertina proprio "La Bella" di Palma.

Ora apprendiamo, secondo quanto affermato dal curatore professor Villa, che Jacopo Negretti, nato a Serina attorno al 1480 e morto a Venezia nel 1528, diventa in Laguna il pittore più grande del suo tempo, ricercatissimo dai collezionisti e pagato più di Tiziano. E che oggi il valore patrimoniale delle opere esposte alle Scuderie del Quirinale in occasione di grandi mostre come quelle di Antonello da Messina, di Giovanni Bellini, di Tintoretto, è molto inferiore a quello delle opere del Palma.

Sicuramente un motivo di più per visitare la mostra, e per rivisitare, a breve, le rinnovate collezioni della Carrara, per mettere in dialogo e confronto col Palma altri nomi illustri di suoi contemporanei, come Andrea Previtali, Giovanni Cariani, Lorenzo Lotto.

Stefania Burnelli

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da darioflautista

    troppo caro il biglietto d’ingresso, sembra fatto per allontanare il pubblico. La mostra ha mille sponsor e potrebbe reggersi benissimo con un biglietto meno caro, ma l’ingordigia e cieca e poco lungimirante

  2. Scritto da ureidacan

    Bellissima mostra, grande sforzo nel raccogliere opere dai musei più importanti del mondo, anche se a mio giudizio l’opera più bella resta il polittico di Serina. Un neo? Le luci nelle sale non sempre ben orientate sui dipinti.