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“Nel nostro pessimo Paese la buona scuola è la solita clamorosa panzana”

Marco Cimmino non usa il fioretto e smonta la riforma varata giovedì dal Consiglio dei ministri: presidi (raccomandati) che dovrebbero scegliere i prof, formazione nelle mani di chi ha già combinato guai, edilizia scolastica... Il punto è che "E' il paese che è marcio".

di Marco Cimmino

La buona scuola. Siamo alle solite: la teoria che straccia la realtà.

Perché la prima domanda che ci si dovrebbe porre è: come si fa ad immaginare una buona scuola in un pessimo Paese?

O, meglio: con quali criteri si può decidere di rendere buona una scuola che fa pena, in un Paese che fa ancora più pena?

Mi spiego: se noi fossimo un Paese civile, l’operazione vedrebbe una sostanziale coincidenza tra il dire ed il fare, tra astrazione e prassi.

In un Paese civile, non ci vorrebbe una gran fantasia per migliorare la scuola: a parte che, in un Paese civile, la scuola non verserebbe comunque nello stato in cui si trova qui da noi, perché nessuno l’avrebbe mai potuta conciare così.

Comunque, in quel meraviglioso ed ipotetico Paese, che assomiglia tanto alla Svizzera e tanto poco all’Italia, ci si siederebbe intorno ad un tavolo e si deciderebbe: investimenti, tecnologia, selezione, aggiornamento. E si investirebbe, si creerebbero strutture tecnologicamente adeguate, si selezionerebbe il personale e si aggiornerebbero felicemente uomini e programmi. C’est tout.

Non ci vorrebbero migliaia di esperti, commissioni, pensatori, progettisti e cartabollai: si dice e si fa!

La qual cosa assomiglia a ciò che ha fatto il governo Renzi come la Macheronea assomiglia ad un poema cavalleresco: come il Conte di Culagna assomiglia a Lancillotto o ad Orlando. Intendendo che la Macheronea è quella nostra, e il poema quello loro, naturalmente.

Perché le strutture tecnologiche costano baiocchi: e di baiocchi non ce n’è, visto che essiloro prendono altre strade, che non quella del sagace investimento.

Perché parliamo di edilizia scolastica e la Provincia di Bergamo continua a sborsare da dodici anni affitti a botte da centomila euro alla parrocchia di Nembro per ospitare l’Alberghiero “Sonzogni” nell’oratorio, anziché costruire un Alberghiero ex novo, spendendo meno e tenendosi l’edificio.

Perché i presidi potranno scegliere i docenti da un albo di merito, con titoli e pubblicazioni: ma sono gli stessi che, due volte su tre, sono diventati presidi grazie a raccomandazioni e spintarelle sindacali. Immaginatevi con quale oggettiva imparzialità sceglierebbero il proprio corpo docente!

E l’aggiornamento chi lo farebbe? I sindacati, le agenzie, le fondazioni, le università, il ministero?

Ossia gli stessi che hanno contribuito con zelo formidabile a radere al suolo la scuola?

Insomma, cari miei, la buona scuola è la solita clamorosa panzana: l’ultimo specchietto per le allodole di una materia che, da almeno trent’anni, sembra un capanno da caccia.

E’ il Paese che è marcio: se non si mette mano, prima di tutto, alle persone, immaginare moduli, progetti, leggi quadro serve a nulla. E le persone, date le proporzioni del disastro morale e civile, si possono rieducare soltanto con il bastone: brutto dirlo, spiacevole, ma sappiamo tutti che è così.

Abbiamo provato con le buone, anzi, con le buonissime, e abbiamo fallito: le strade, i treni, le aule scolastiche, sono traboccanti di giovani teppisti, sempre più audaci perché sempre più impuniti.

Puniamoli, e vedrete che, nel giro di qualche anno, prima per paura e poi per abitudine, smetteranno di vaneggiare.

Perciò, lo dico con amarezza, la buona scuola non parte da sostegno, integrazione o comprensione: parte, ahimè, da rispetto, ordine e disciplina. Che non sono parolacce, ma l’abc del vivere in una comunità.

E chi sgarra, paga: sia esso studente, docente, preside o, soprattutto, ministro.

C’è ancora un sacco di terra da zappare, in questo povero Paese. La buona terra mi pare una valida alternativa ad una pessima scuola.

Commenti

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  1. Scritto da Luca

    Marco Cimmino scrive sempre articoli taglienti e critiche a 360°….quando entrerà in politica per cambiare le cose?o è come i pensionati che stanno alla finestra a parlare di come sbagliano gli altri a fare il loro lavoro?

    1. Scritto da luca lazzaretti

      A Bergamo si dice che conta di più “la sapa che la lapa”…
      Non vorrei che si aumentasse il numero dei “brai de lapa”..con tutto il rispetto eh!

    2. Scritto da Marco Cimmino

      Gentilissimo, mia mamma, che ha 93 anni, un giorno mi ha detto: se entri anche tu in quel porcile, non sei più mio figlio…lei capirà, dunque, che sia meglio pensionato che diseredato.

  2. Scritto da Geniale

    Perfetto: nel paese più corrotto d’Europa, predisponiamo un sistema a facile corruttibilità, strafregandocene degli utenti della scuola (bambini e ragazzi)! Renzi sta davvero facendo un capolavoro!

  3. Scritto da You-Li-Han

    L’argomento è troppo generalizzato. La scuola occupa un arco della vita dei “giovani” pari anche ai 9/10 contando scuola materna, elementari, medie, superiori, università e post-università. E’ fondamentale aver chiaro per le varie fasce la preminenza della proposte, educativa e istruttiva. Il pugno di ferro con un bimbo è ridicolo quanto il voto politico in chirurgia. Per me, assunzioni e controllo dei Presidi spettano ai Consigli scolastici e di ciò anche risponderne.

  4. Scritto da luca lazzaretti

    E ‘chiaro che chi tocca la scuola, come la tv, muore. Qualsiasi governo metta mano alle riforma della scuola sbaglia..è stato così per la Moratti e per un galantuomo come Berlinguer. Il Cimmino dice cose condivisibili nella loro banalità, ma poi che si fà? Si cerca, si tenta di cambiare le cose, consapevoli che nessuna legge di per sè può trasformare l’uomo.

  5. Scritto da MAURIZIO

    Bravo Cimmino. Per tornare a commettere i buoni errori, unica garanzia dell’apprendimento, abbiamo urgenza di : 1. sgonfiare l’ossessione per la valutazione che deprime il desiderio di sapere e distrugge le energie 2. sgonfiare l’ossessione per le competenze e rimettere il metodo di studio al centro del processo di apprendimento. Non c’è traccia di questo nella proposta del Principino. Il manager è solo una delle più subdole maschere dell’impotenza.

    1. Scritto da bis

      Trovo interessanti le sue proposte “didattiche” e pedagogiche. Ma Cimmino parla di questo nel suo pezzo? A me sembra, dico con rispetto, frutto di una nostalgia di un mondo che non è e non è mai stato.

      1. Scritto da MAURIZIO

        Ha ragione. Non condivido molte cose. Ad es., non è affatto necessario il bastone per ripristinare un ordine perduto. Sapere amministrare la giustizia è una delle tre qualità che l’insegnate dovrebbe possedere. L’intera istituzione scolastica deve ritornare ad amministrare la giustizia senza delegarla alla burocrazia o alla Magistratura. Inoltre, anche un’altra qualità dell’insegnante può contribuire. Infatti, un tempo le materie scolastiche venivano anche chiamate “discipline”.

        1. Scritto da MAURIZIO

          Abbiamo urgenza che la scuola ripristini la facoltà dell’insegnante di trasmettere. Oggi il docente si limita a dare informazioni e a misurare le competenze. Il vero apprendimento che noi sedimentiamo è invece relativo a ciò che il tal insegnante ci ha a suo tempo trasmesso. Si chiama esempio personale, desiderio di sapere o, sul versante della didattica, capacità di usare gli errori, ovvero metodo di studio. L’insegnate come trasmissione sarebbe una vera riforma.

  6. Scritto da Aldo

    Dai, come si fa a considerarla una riforma? E’ l’invito a dare tangenti ai presidi. Che vergogna di paese, invece di cercare di migliorare la disastrosa posizione in classifica della scuola italiana rispetto a quelle di altri paesi, per metodi didattici e risultati, si continua a pagare per assumere persone che insegneranno con metodi e strumenti vetusti

  7. Scritto da nino cortesi

    I giovani sballati non sono la causa del marcio ma l’effetto del marcio.
    E sino a quando la Chiesa non sarà un cittadino alla pari degli altri cittadini ogni regola di virtù sarà manomessa.

  8. Scritto da nino cortesi

    Questo è un paese marcio in tutti gli ambiti perché in mano a gente marcia che ha manomesso ogni regola, ogni formula di cambiamento. Ci hanno provato con il M5* a dare una spallata ma ci si è fermati nel bel mezzo.Continuate con j tanti ragionamentini e partitini ma quella era ed è l’unica via democratica.

    1. Scritto da riccardo

      lei è un illuso se pensava che i M5S producessero qualcosa di diverso. Sono solo degli incompetenti con grandi ambizioni, ma non sanno fare la “o” col bicchiere. Non ci si inventa dirigenti politici da un giorno all’altro e hanno dimostrato tutta la loro pochezza. Sono solo capaci di fare i moralisti integralisti, ritirarsi sull’Aventino e fare le verginelle dure e pure con pochissima credibilità. Basta guardare Di Battista e ti spieghi tutto

      1. Scritto da Paolo

        Il solito disinformatore con risposta automatica, che biasima chi si oppone al sistema che ha portato ad essere il paese più corrotto d’europa. Complimenti!

      2. Scritto da Martin

        Certo, nel paese che premia gli scaltri e i collusi, che lascia riformare la Costituzione anche al Caimano e a Verdini, chi è onesto e fa proposte in parlamento per cancellare le iniquità e le disonestà è un incompetente. Si vergogni: con pensatori come lei, non cambieremo mai!!! I 5 stelle fanno i moralisti e gli integralisti, ma non i disonesti: le scoccia?

        1. Scritto da riccardo

          un altro illuso moralista che dicendo agli altri “si vergogni” (e de che? di pensarla diversamente dai talebani come lei?) pensa che basti “opporsi” per risolvere i problemi. L’onestà di chi non ha avuto ancora modo di stare nelle leve del potere è cosa facile da farsi. Non le viene il dubbio che gli italiani tutti sono eticamente da rifare Ma lei in che paese vive? quello di Alice dove tutti sono onesti M5S? Guardi che non vengono da Marte…

  9. Scritto da zappaterr

    Far scuola è dissodare terreno. Partendo da quello che c’è, anche se potrebbe essere… meno principi e più realismo.

  10. Scritto da dark

    Caro Cimmino, per me è in palese contraddizione: chi deve formare i cittadini se non la scuola? A maggior ragione se il degrado della società è alto.
    Lei dice “la buona scuola non parte da sostegno, integrazione o comprensione: parte, ahimé da rispetto, ordine e disciplina” Principio didattico rivoltato e assurdo. Quelli che lei indica sono obiettivi, non punti di partenza.

  11. Scritto da giuseppe

    una marea di banalità….

  12. Scritto da andreap

    libro e moschetto, studente perfetto !! verrebbe da commentare così. l’analisi è anche lucida, la proposta un po’ grossolana. A meno che non si intenda l’opposto: un po’ di conflitto sociale, alla vecchia maniera per punire i cosiddetti impuniti.Ma questo è disordine ed indisciplina. E comunque in tutto questo i giovani (e i miei figli ancora bambini) sono vittime e non audaci teppisti. il disastro della realtà dipende gran poco da loro. Ed hanno il sacrosanto diritto di protestare.

    1. Scritto da filippos

      condivido: analisi lucida, proposta grossolana.
      comunque, provocazione sensata.

  13. Scritto da mario59

    Già…in un paese dove i furbi vengono premiati e gli onesti raggirati, il cambiamento dovrebbe proprio partire dalla scuola, istituzione assieme alle famiglie, dove si dovrebbero formare le nuove generazioni.
    Invece il governo Renzi sta creando un ulteriore sistema per promuovere raccomandazioni e demolire definitivamente quel poco di utile che era rimasto nella scuola pubblica.
    Come in altre occasioni, anche in questo caso gli Italiani capiranno quando sarà troppo tardi.

    1. Scritto da paolo

      invito il sig. cimmino ed il sig. mario59 ad avanzare qualche proposta concreta, perchè fin qui si è solo criticato.

      1. Scritto da Marco Cimmino

        Gentile Paolo, sono trent’anni che faccio proposte concrete e, sul tema, ho scritto decine di articoli e perfino un modesto libruccio, che, ahimè, sono rimasti lettera morta. Se permette, il ruolo di vox clamantis in deserto, alla lunga, mi ha stufato. Gliene dico una? Un ministro che, anzichè governare da Roma, seguendo solo le indicazioni dei suoi manutengoli, girasse per le scuole italiane, a sorpresa, per vedere come stanno davvero le cose…facilissimo, ma mai fatto.

        1. Scritto da mauro fusti

          se in 30 anni nessuno le ha dato retta , non si e’ posto la domanda che forse Lei non ha ragione ? leggendo il suo articolo infatti mi viene , da professore un solo commento, emigri , di gente che sputa ma non propone non abbiamo bisogno nella scuola.

          1. Scritto da Marco Cimmino

            Già, caro Fusti: se sei un somaro, uno scansafatiche o un analfabeta, ti accolgo e ti coccolo: se non la pensi come me, emigri. Lei non è solo un professore: è il manifesto vivente di cosa si intende per “buona scuola”. Eppure, in questi 30 anni non c’è anno che non sia andata peggio, questa bella scuola in cui lei si trova tanto bene. E se sputo e proprio perchè di proporre ai sordi, ai muli o, scusi eh, ai conniventi, uno, alla fine, si stufa.

      2. Scritto da mario59

        Non è questione di critica.. ma lo sappiamo tutti come funzionano le cose in questo paese. se dai ai presidi la facoltà di decidere chi assumere indovina come andrà a finire.. non mi pare ci voglia molto a capirlo.

        1. Scritto da fra

          Quindi rimaniamo così? Rinunciamo a qualsiasi tentativo di riforma?

          1. Scritto da Geniale

            Tra (l’eventuale) non fare, e il fare col didietro, preferisco NON fare! Ma se proprio devo fare qualcosa per la scuola, non lo faccio per gli “esercenti” il servizio (insegnanti), ma lo faccio per i clienti (bambini e ragazzi) con programmi e metodi, connessioni degni di una scuola all’avanguardia.

          2. Scritto da mario59

            Non ho detto che dobbiamo rimanere così…ma questa riforma contiene dei punti molto discutibili..ad esempio… dare ai presidi la facoltà di assumere i docenti per favorire l’assunzione di personale più capace preparato, non vuol dire che ciò avverrà di conseguenza..siamo in Italia e non posso non pensare ad eventuali assunzioni per raccomandazioni e bustarelle.
            Idem per quanto riguarda la maggiorazione economica…se uno piace al preside, la meriterà anche se professionalmente scarso.

      3. Scritto da riccardo

        al di là dell’oggettivo degrado etico complessivo del paese per cambiare a livello comportamentale occorrono generazioni. Per migliorare la scuola basterebbe introdurre un sistema a feedback in cui si danno degli obiettivi e si misurano i risultati valutando se si è raggiunto uno standard adeguato e di conseguenza si fissa il merito e i premi. Livelli di apprendimento (non i voti..) numero di allievi che nei cinque anni successivi trovano lavoro o ottengono buoni risultati universitari etc.

        1. Scritto da Marco Cimmino

          Già fatto, caro Riccardo: si chiamava “Progetto Leonardo”, solo che, siccome i dati raccolti dicevano che il sistema della didattica per obiettivi era un fallimento, hanno preferito falsare i risultati piuttosto che ammettere il fiasco. Mi creda, il suo feedback non serve a nulla, se chi sta in plancia se ne frega della realtà, in omaggio al dogma…

          1. Scritto da riccardo

            non è che non serve è che evidentemente stato fatto fallire. Tutti i sistemi di questo mondo funzionano con la retroazione e si regolano da soli. Certo che se si falsa il blocco di regolazione o si falsano gli obiettivi….abracadabra..
            Non esiste attività professionale che raggiunge livelli qualitativi idonei senza obiettivi e controlli. Chi dice il contrario mistifica perchè ha altri obiettivi

  14. Scritto da Umberto

    io non so se la riforma buona scuola sia una buona riforma, non mi addentro nei dettagli, forse il sig. Cimmino ha ragione, noi siamo un paese marcio…ma io dico allora non si fa più niente? critichiamo prima ancora che parta la riforma? Credo che l’immobilismo sia peggio….cercare di migliorare la situazione ( senza soldi ) credo sia auspicabile e doveroso. Si vedrà in futuro con quali risultati.

    1. Scritto da dori

      Francamente credo si possa già dire che la riforma riguarda i lavoratori della scuola e non i frutti (figli nostri) che la scuola sfornerà. Riforma di cosa? Per 150 mila assunzioni pubbliche e qualche muro intonacato? E i metodi e gli strumenti di formazione all’avanguardia che già esistono e si conoscono, ma non vengono attuati per pigrizia dei docenti? Le riforme si possono fare saggiamente già da subito!

  15. Scritto da Qualunquista?

    Una curiosità: ordine e disciplina da chi verrebbero dispensati? Dallo spirito santo? Perchè detta così è facile, molto più facile delle riforme che si stanno facendo.

    1. Scritto da Marco Cimmino

      Gentilissimo, per l’ordine ci sono le forze dell’ordine, che si chiamano così apposta: sa, del tipo che, se commetti un reato ti arresto? E, per la disciplina, ci sono i provvedimenti disciplinari: sa, del tipo che, se fai il teppista a scuola, ti espello? Suvvia, non è difficile: provi ad applicarsi anzichè tirare in ballo lo Spirito Santo. Le parole sono state inventate per esprimere concetti, non per friggere l’atmosfera…

    2. Scritto da mario59

      Ordine e disciplina dovrebbero essere le due virtù di ogni cittadino che ama il proprio paese..ovviamente a partire da chi sta più in alto…e Renzi non mi pare sia esempio di queste qualità.

      1. Scritto da baz

        la cultura non è innata. La scuola dovrebbe insegnarla, e invece recepisce quello che c’è fuori, a sua volta creato nei decenni passati in un’Italia che non ha retto (culturalmente) l’impatto con l’arrivo della televisione e della pubblicità.