BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“I profughi a Dalmine? Siano un’opportunità economica e culturale”

Anche il gruppo politico "Nostra Dalmine - Si Cambia", rappresentato in consiglio comunale da Fabio Tiraboschi, è intervenuto sulla questione dei profughi africani in arrivo a Dalmine nelle prossime settimane: "I dalminesi sfruttino questa opportunità".

Più informazioni su

Anche il gruppo politico "Nostra Dalmine – Si Cambia", rappresentato in consiglio comunale da Fabio Tiraboschi, è intervenuto sulla questione dei profughi africani in arrivo a Dalmine nelle prossime settimane.

Ecco il comunicato integrale.

 

È notizia degli ultimi giorni che una cinquantina di migranti provenienti dai paesi del Nord Africa, teatro di guerre civili particolarmente intense, saranno ospitati dal Comune di Dalmine nell’edificio pubblico che ospitava la scuola dell’infanzia San Filippo Neri. Il progetto di inclusione nel tessuto sociale e culturale della nostra comunità, nonché ovviamente di aiuto umanitario, sarà realizzato in totale collaborazione con Caritas.

Nel particolare, il programma dovrebbe prevedere la manutenzione dell’edificio comunale affinché sia idoneo ad ospitare i profughi, che verranno assistiti dal punto di vista sanitario, con garanzia di vitto e alloggio. Le spese saranno sostenute interamente da Caritas e non prevederanno oneri aggiuntivi per il bilancio comunale. In aggiunta, in cambio dell’ospitalità sul territorio, il Comune potrà fruire, quando le circostanze lo permetteranno, dell’aiuto degli ospiti per mansioni direttamente o indirettamente collegate alle necessità comunali.

Il gruppo “Nostra Dalmine – Si Cambia” non solo accoglie favorevolmente la decisione dell’amministrazione comunale, ma si impegna attivamente a portare avanti il progetto, con dedizione e convinzione. Finalmente, viene fatto qualcosa di realmente concreto per chi ha bisogno. Una città come Dalmine si può permettere, è in grado e ha il dovere di gestire una simile azione di solidarietà. Garantendo servizi sanitari, vitto e alloggio ai migranti, sarà possibile, con tutta probabilità, contenere l’insorgenza di qualsiasi tipo di devianza. Questo permetterà in definitiva di trasformare la presenza di profughi sul territorio in un indubbio vantaggio, sia dal punto di vista economico (come forza e risorsa di lavoro socialmente utile), che soprattutto dal punto di vista culturale. Perlopiù, con la ristrutturazione a carico di Caritas di un edificio del patrimonio comunale lasciato nel più totale abbandono e degrado da anni. Quanto verrà messo in moto per gestire questa emergenza umanitaria potrà essere successivamente utilizzato e sviluppato per far fronte a situazioni di povertà molto critiche già attualmente presenti sul nostro territorio; per esempio, con la riqualificazione dell’immobile come mensa per i poveri o piccoli appartamenti per famiglie in difficoltà.

In quest’ottica, è necessario impegnarsi attivamente per far sì che la cittadinanza sia pienamente consapevole del valore dell’operazione e che possa essa stessa far parte di un progetto sociale dall’alto valore umanitario. Solo con iniziative di Cultura (con la “c” maiuscola), che parta sia dai dalminesi che dai nostri ospiti, sarà possibile realizzare un ponte di inclusione nella società, che potrà arricchire la nostra stessa comunità. Ciò che è stato messo in chiaro, poi, è che l’iniziativa avrà un carattere temporaneo: sarà importante che i migranti non vengano lasciati soli dalle associazioni coinvolte e che venga progettato con attenzione quanto succederà al termine del periodo prospettato.

È quindi necessario evitare ogni forma di strumentalizzazione sul progetto, che, se portato avanti con convinzione e civiltà, non potrà che avere ricadute positive sul territorio, oltre ad essere necessario per chi ne ha realmente bisogno. Più i cittadini e le forze sociali saranno convinti di questo, più sarà possibile realizzare quanto prospettato senza alcun tipo di onere. Il degrado sorge solo quando c’è abbandono.

I componenti del gruppo “Nostra Dalmine – Si Cambia”

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Alberto

    Ripeto per l’ennesima volta che il problema non sono i profughi, a cui è giusto garantire rifugio, ma le migliaia e migliaia di clandestini che nulla hanno a che fare con guerre e carestie ma che vengono fatti sbarcare agratis per poi girovagare senza controllo per il territorio italiano non avendone alcun titolo e diritto.

  2. Scritto da basta

    MA avete notato le foto strappalacrime che usa bergamonews? Ma nno vi vergognate un pochino?

    1. Scritto da Redazione Bergamonews

      Egregio signor “basta” (il suo nome lo nasconde, coraggioso), le foto che pubblichiamo sono quelle vere, dei profughi scampati a guerre e carestie. Se lei preferisce non vedere, chiuda gli occhi. ma non siamo certo noi a doverci vergognare. Rosella del Castello

  3. Scritto da Lello

    Prima i 400 operai Dalmine

    1. Scritto da Daniele

      Ma prima di cosa? Vorresti mandare i 400 operai Dalmine a dormire al San Filippo Neri?!
      Questa cosa del “prima gli italiani” perde senso ogni giorno che passa!

      1. Scritto da Dom

        E chiaro ceh questi 50 ospiti non sono a gratis no? Le centinaia di migliaia di persone arrivate clandestinamente non sono a gratis no? Prima gli italiani significa che vista la situazione sociale-economica in questopaese prima bisognerebbe aiutare gli italiani in difficoltà e poi chi arriva da altrove. Puo’ non essere condivisibile ma non è non è difficile questo concetto,Un po come se suo figlio non ha da mangiare e lei da da mangiare al figlio di un altro.

        1. Scritto da Daniele

          Mi sembra che la sua ultima frase rappresenti bene la percezione distorta del problema.
          I figli degli italiani ce l’hanno da mangiare. Ne hanno in abbondanza, e parlo anche dei figli dei cassintegrati e dei disoccupati. Non dico che queste persone stiano bene, sicuramente soffrono: ma soffrono quanto chi non ha nulla e fugge dalla guerra? Le ricordo che gli ospiti di Dalmine non sono clandestini, ma godono dello status di rifugiati.

  4. Scritto da Fivelementi

    Credevo che lo stato italiano pagasse per ospitare questi profughi e quindi la Caritas facesse da passaggio. Per quanto riguarda la Cultura con la C… maiuscola non credo che Dalmine brilli… visto che non cura nemmeno i suoi alunni e piangono miseria quando un’associazione chiede aiuto.

  5. Scritto da Valtesse

    Bisogna pensare all’uomo e non alle opportunita economiche quindi si ai profughi.

    1. Scritto da GREATGUY

      e purtroppo è esattamente il contrario, se ne fregano dell’uomo e pensano alle opportunità economiche e quindi si ai profughi!

  6. Scritto da il polemico

    sarà interessante sapere quante famiglie aderiranno al progetto lanciato e auspicato dal comune e ospiteranno a proprie spese alcuni di queste persone,nello stesso periodo che la fabbrica principale del paese lascia a casa centinaia di operai che ha quanto pare il comune non pare intenzionato a dare una mano…….mah,vedremo

    1. Scritto da minnesota

      Ma di quale progetto…quali famiglie… cosa… ? quante chiacchiere da bar…
      non sai nemmeno di cosa stai parlando!! E’ un ordine prefettizio, gestito dalla Caritas. 500 in tutta la bergamasca e i comuni devono mettere disponibili solo le strutture (Alloggio).
      Invece Vai a incazzarti con Tenaris che scarica i problemi sul Pubblico e gli Utili invece li mette in tasca!!

  7. Scritto da claudio

    Opportunità economica? Per qualcuno, appartenente ai soliti noti, sicuramente si’ ?