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Ragazze dall’est costrette a prostituirsi in strada e nei locali: 40 arresti

I carabinieri di Vigevano e del nucleo provinciale di Pavia hanno sgominata due bande specializzata nello sfruttamento della prostituzione. L'indagine, denominata "Alba Nostra 2", è durata circa un anno e ha portato a 40 arresti e 19 denunce ed è il proseguimento "naturale" dell'indagine "Alba Nostra", che risale al 2013.

I carabinieri di Vigevano e del nucleo provinciale di Pavia hanno sgominata due bande specializzata nello sfruttamento della prostituzione. L’indagine, denominata "Alba Nostra 2", è durata circa un anno e ha portato a 40 arresti e 19 denunce ed è il proseguimento "naturale" dell’indagine "Alba Nostra", che risale al 2013.

I due gruppi criminali di origine romena e albanese avevano base a Vigevano ma con diversi fiancheggiatori italiani: le ragazze reclutate nell’est Europa e costrette a prostituirsi erano almeno settanta.

Molte di loro, durante i mesi estivi, venivano "trasferite" in molte località marittime della Penisola per garantire lo stesso flusso di denaro ai malviventi, che poi reinvestivano il "guadagno" nel traffico di droga. Tra queste Rimini, Sanremo, Alassio, Jesolo, Lignano, Milano Marittima, Viareggio, Formia, Pontecagnano. Gli arresti sono stati eseguiti a Vigevano ma anche nelle province di Milano, Brescia, Asti e Macerata, nonché (attraverso il mandato d’arresto europeo) in Romania (due persone), Germania (quattro persone), Albania (tre persone) e Belgio (una persona).

La "gang" era talmente organizzata da riuscire a gestire l’attività di prostituzione in più di venti province del Paese, localizzate in Piemonte (Torino, Cuneo, Asti), Lombardia (Milano, Pavia, Lodi, Bergamo, Varese, Brescia), Emilia Romagna (Piacenza, Parma, Modena, Ravenna, Rimini), Veneto (Venezia, Treviso), Friuli (Udine, Pordenone), Liguria (Imperia, Savona), Toscana (Lucca), Calabria (Crotone, Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria), nonché a Roma, Napoli e Catania.

I reclutamenti avvenivano soprattutto a Francoforte e in Romania, ma anche in Albania, a Liegi e ad Amsterdam. Poi le giovani venivano portate in Italia e fatte esercitare sia in strada, sia in night club, sia in appartamenti affittati allo scopo. Le intercettazioni ambientali e telefoniche dimostrano il carattere coercitivo dell’attività prostitutiva, soprattutto nel controllo del territorio e nella violenza anche fisica perpetrata alle ragazze.

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