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Nuovo tecnico, solita Dea Peggior prova dell’anno ma lasciamo lavorare Reja - BergamoNews
In contropiede

Nuovo tecnico, solita Dea Peggior prova dell’anno ma lasciamo lavorare Reja

La prima di Reja sulla panchina nerazzurra non è stata come tutti avremmo sperato. Anzi, si può certamente affermare che l’Atalanta vista a Parma è stata forse una delle peggiori viste quest’anno. Non ci si aspettava la rivoluzione ma una squadra gagliarda sì.

La prima di Reja sulla panchina nerazzurra (peraltro prima a metà vista l’espulsione rimediata) non è stata come tutti avremmo sperato. Anzi, si può certamente affermare che l’Atalanta vista a Parma è stata forse una delle peggiori viste quest’anno.

La prestazione della squadra atalantina è stata a dir poco imbarazzante, prova ne è che gli undici del mister goriziano non sono praticamente mai riusciti a tirare in porta. C’è da dire che la gara del Tardini veniva nel momento meno indicato della stagione, visto che aveva gli occhi di tutta Italia puntati addosso per via delle note vicende legate alla situazione societaria parmense. Da tutta questa pressione mediatica la squadra atalantina aveva solo da perdere visto che una vittoria contro l’ultima della classe avrebbe potuto rientrare nella normalità, mentre una sconfitta avrebbe fatto passare i giocatori del Parma quasi per dei salvatori della patria.

Ma anche l’Atalanta veniva da una settimana travagliata, con il cambio del tecnico che, solitamente, crea nei giocatori una reazione di carattere. Nessuno, io per primo, si attendeva che in pochi giorni Reja potesse rivoluzionare la squadra trasformandola nel gioco, ma che l’Atalanta scendesse in campo giocando una prova gagliarda e di grande orgoglio questo sì. E invece la partita della squadra nerazzurra è stata impalpabile, giocata con grande timore di fronte all’undici emiliano che, seppur “fermo” da tre settimane, è apparso fisicamente addirittura più pimpante di quello orobico.

Sì, ma timore di cosa? Di perdere un’altra partita dopo i 4 ko consecutivi? C’è da augurarsi che, come detto dal mister nel dopo partita, la squadra avesse il freno a mano tirato proprio per questo motivo, che i giocatori debbano ritrovare un po’ di fiducia dopo un periodo difficile. Ma personalmente ritengo che quella di Parma sia stata una grande occasione persa. Sì perché di fronte ad una squadra e ad una società allo sbando, bisognava essere capaci di giocare cinicamente ed in modo spietato.

Dai, non nascondiamoci dietro ad un dito, il Parma fino a ieri aveva conquistato solo 11 punti sul campo e quindi il Tardini doveva e poteva essere terra di conquista. Invece, pur nella pochezza tecnica della partita, la squadra emiliana ha giocato meglio dell’Atalanta, anche senza mai mettere in grande difficoltà la difesa nerazzurra. Mister Reja ha schierato un 4-3-3 con Emanuelson e Boakye sulle fasce e Pinilla al centro dell’attacco. A centrocampo Migliaccio è stato preferito a Baselli, nel terzetto con Cigarini e Carmona. Poche le palle giocabili a disposizione degli attaccanti atalantini che sono stati sempre facilmente controllati dalla difesa del Parma. Nel secondo tempo D’Alessandro ha sostituito un inesistente Boakye ed è l’unico nerazzurro a cui mi sento di dare la sufficienza, l’unico che abbia in qualche modo tentato di imbastire qualche azione positiva cercando costantemente di saltare l’uomo, anche se non sempre con grande lucidità.

Per tutti gli altri buio pesto.

L’Atalanta, che aveva anche il vantaggio di scendere in campo dopo avere visto sia la sconfitta del Cagliari che il pareggio del Cesena, aveva la possibilità di giocarsi un match point in chiave salvezza, ma l’ha mancato e anche male. Domenica arriva a Bergamo l’Udinese, squadra che sta giocando bene e che segna anche parecchio.

Allora, pur nella consapevolezza delle enormi difficoltà che vi sono, cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno: diamo a Reja il tempo di lavorare nella speranza che la situazione possa migliorare. Anche se per ora, l’unico che se la sta ridendo, è forse un signore di Anzio.

Il Bore

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