BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Gli ex grillini pronti ad entrare nel governo Chiedono un ministero

Una lettera aperta su Facebook per chiedere ai compagni di diaspora di aderire al governo. Il parlamentare Lorenzo Battista rivolge un appello pubblico in cui propone la “Costituzione di un gruppo che ambisce a entrare in maggioranza con un’eventuale richiesta di avere un dicastero la cui direzione potrebbe anche essere ricoperta da un tecnico”.

Più informazioni su

Una lettera aperta su Facebook per chiedere ai compagni di diaspora di aderire al governo. Il parlamentare Lorenzo Battista rivolge un appello pubblico in cui propone la “Costituzione di un gruppo che ambisce a entrare in maggioranza con un’eventuale richiesta di avere un dicastero la cui direzione potrebbe anche essere ricoperta da un tecnico”.

"Le espulsioni e gli abbandoni dal M5s hanno causato l’ingresso nel gruppo misto che ora conta ben 29 senatori – spiega Battista -. Credo siate ben consapevoli della sua gestione e delle difficoltà che avete nel supporto delle vostre attività. Il gruppo misto non è stato ideato per accogliere quella che ora al Senato è una così ampia rappresentanza. Con questo mio appello mi permetto di segnalarvi alcuni possibili percorsi per cercare di costruire una migliore collocazione. Si dovrebbero mettere da parte alcuni dissidi che si sono venuti a creare, e costituire un gruppo al Senato. Ritengo che si potrebbero superare le difficoltà che si sono presentate. Se ognuno facesse un piccolo passo indietro e riuscisse a rinunciare alle proprie ostinazioni ideologiche, l’obiettivo sarebbe alla portata di tutti".

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Alberto

    Quei giudici così solerti nell’aprire inchieste contro Berlusca per la compravendita di parlamentari, ovviamente ora stanno ben attenti a girarsi dall’altra parte ed a far finta di nulla…

  2. Scritto da punto

    Ad un politico chiedo una sola cosa, di dire prima quello che pensa e poi di fare quello che ha detto. Tutti questi, si erano impegnati a dimettersi, nel caso fossero insorti contrasti insanabili con i loro elettori. La loro credibilità, quindi, è pari a zero. Nessuna differenza con Razzi, Scilipoti o De Gregorio.

    1. Scritto da Narno Pinotti

      Forse dire cose assurde o ridicole o impossibili, e poi (sia pure dopo due anni e con grande travaglio) rendersi conto che non possono essere mantenute, non è una questione di credibilità, ma di intelligenza. E comunque i deputati M5S li avevate scelti tutti quanti voi, uno per uno, con i video e le parlamentarie e poi milioni di voti, giusto?

      1. Scritto da punto

        “li avevate scelti tutti quanti voi, uno per uno, con i video e le parlamentarie e poi milioni di voti”, proprio x questo, perché li abbiamo scelti noi, sulla base di un preciso programma politico e di regole condivise, se cambiano idea e non ci rappresentano più, si devono dimettere. Sono i nostri rappresentanti, i nostri portavoce, non i rappresentanti di loro stessi o dei loro personali interessi.

      2. Scritto da leo cat

        1) Totale libertà di cambiare opinione, ma nel rispetto degli impegni presi con gli elettori e delle regole condivise con essi. Quindi, se si ritiene di dover fare il contrario di quello che ci si è impegnati a fare, prima ci si dimette. Poi ci si presenta nuovamente al vaglio delle elezioni con un diverso programma.
        2) “assurde o ridicole o impossibili”? Come il reddito di cittadinanza che è tale solo se portato avanti da noi, ma non se lo propone il PD? Che è realtà nei paesi nordici?

        1. Scritto da leo cat

          Mi sbagliavo, non solo nei paesi nordici (raccomandazione 92/441 CEE): il Parlamento europeo ha auspicato l’introduzione in tutti gli Stati membri di un reddito minimo garantito, inteso quale fattore d’inserimento nella società dei cittadini più poveri, senza limiti di durata, purché il titolare resti in possesso dei requisiti prescritti.
          In tutti i Paesi dell’Europa questo è realtà. Non in Italia, in Grecia e in Ungheria.

          1. Scritto da Narno Pinotti

            1) Appunto: si chiama reddito minimo in tutti i paesi che ce l’hanno e non è legato alla cittadinanza, tanto per cominciare; non esiste da nessuna parte il «reddito di cittadinanza». Chi propone A dovrebbe, per igiene logica, chiamarla A e non Z. 2) Se leggi e risoluzioni europee valgono, allora valgano sempre: per la costituzione ogni deputato rappresenta la nazione, non ha vincolo di mandato: ergo deve fare ciò che ritiene giusto, non ciò che gli chiedono quelli che lo hanno votato.

          2. Scritto da leo cat

            1) Lo chiami pure come vuole, l’importante è che, con la libertà di licenziamento introdotto dal jobs act, ci sia un paracadute adeguato a non condannare alla disperazione intere famiglie. 2) L’art. 67 certo, uno degli articoli costituzionali che proprio non condivido; ad oggi, in questa legislatura in 184 hanno cambiato partito, la ritengo una indecenza. La Costituzione si può cambiare in peggio, come stanno facendo, ma anche in meglio, introducendo il vincolo di mandato.

  3. Scritto da TT

    É si,purtroppo l’intransigenza non fa parte del vocabolario politico Italiano.