Il caso
|Gala del ghiaccio a Covo Carolina Kostner c’è ma decide di non pattinare
La sua partecipazione all’evento aveva alzato un polverone, tra polemiche, dubbi e il processo d’appello per la squalifica: così Carolina Kostner ha preferito non correre rischi e ha rinunciato all’esibizione all’Ice Gala.
Ha preferito non rischiare Carolina Kostner, ospite sabato 7 marzo dell’Ice Gala di Covo: la pattinatrice altoatesina, alla quale è stata inflitta una squalifica di 16 mesi per la vicenda doping legata all’allora fidanzato Alex Schwazer, è rimasta a guardare senza infilarsi i pattini lo show organizzato dalla cooperativa Nuova Quadrifoglio, promotrice dell’evento, con l’ausilio della società Accadueo, che si è occupata di coordinare le realtà del territorio in un lavoro lungo tre mesi.
Una decisione presa all’ultimo momento dalla Kostner che, in attesa dell’appello, in caso di esibizione sarebbe potuta incorrere in un inasprimento della pena: la polemica si è subito scatenata al momento della diffusione della notizia con il dubbio se la pattinatrice avesse potuto esibirsi in un centro sportivo dove ci fossero tesserati e atleti seguiti da un’istruttrice federale nonostante la squalifica da parte del Coni.
L’istruttrice è Francesca Pievani che, con i suoi giovanissimi 120 pattinatori, aspettava con trepidazione la campionessa altoatesina, per vederla all’opera da vicino o, come è stato, semplicemente per una foto, due battute e un autografo.
Quella di Carolina Kostner e del suo staff è stata una decisione presa per precauzione: nonostante fossero convinti di poter partecipare senza problemi al Gal di Covo, il regolamento antidoping del Coni in casi come questo è complesso e, allo stesso tempo, andava tenuto in considerazione il fatto che nella squalifica non fosse specificato il divieto di frequentazione degli impianti sportivi o l’interdizione di incontrare tesserati al di fuori delle manifestazioni agonistiche.
L’invito, arrivato dalla cooperativa Nuova Quadrifoglio, teoricamente metteva al riparo Carolina Kostner da qualsiasi complicanza ma con il processo d’appello ancora da affrontare il rischio era comunque alto: la festa, per i bambini e i ragazzi che l’hanno accolta, c’è stata lo stesso, l’incontro con il loro idolo se lo ricorderanno a lungo.



