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Treno Vivalto si guasta, oltre cento i minuti di ritardo

Ennesima giornata da incubo per i pendolari bergamaschi. Il treno delle 7.02, da Bergamo a Milano Centrale, un Vivalto nuovo di zecca, appena acquistato da TrenItalia, ha avuto un guasto causando, per oltre un migliaio di utenti, numerosi disagi e ritardi di oltre un ora.

Ennesima giornata da incubo per i pendolari bergamaschi. 

Il treno delle 7.02 di venerdì mattina, 6 marzo, da Bergamo a Milano Centrale, un Vivalto nuovo di zecca, appena acquistato da TrenItalia, ha avuto un guasto causando, per oltre un migliaio di utenti, numerosi disagi e ritardi di oltre un ora.

Il treno, che doveva partire dalla stazione di Bergamo alle 7.02, è stato soppresso e i passeggeri hanno dovuto ripiegare sul convoglio delle 7.16, da Bergamo a Milano Porta Garibaldi (via Pioltello).

Oltre un migliaio di persone sono state stipate su questo treno, senza sapere che la loro odissea non era finita. Alla stazione di Pioltello ­ a causa di un guasto tecnico alla rete ferroviaria occorso stamattina alle 5.30 tra le stazione di Rogoredo e Milano Centrale – il treno è stato fermato,tutti i pendolari sono stati fatti scendere sulla banchina e lì lasciati al loro destino. La stazione di Pioltello non era presidiata, poco e impreparato il personale, che invitava i viaggiatori a spostarsi da un punto all’altro della stazione, senza mai fornire informazioni precise.

I pendolari più fortunati sono stati in grado di prendere il treno delle 7.32, che da Bergamo andava a Milano, per gli altri è stato necessario attendere, addirittura, il treno successivo.

In tutto oltre cento minuti di ritardo, che gravano completamente sulle spalle dei pendolari, esausti ancor prima di aver fatto 10 ore di lavoro.

Disappunto anche da parte dell’assessore regionale dei trasporti, Alessandro Sorte, che ha twittato: " Questa mattina male la MI BG, puntualità crollata al 56% e tre treni soppressi".

Intorno alle 9.00, Trenitalia ha comunicato che la circolazione ferroviaria sul Nodo di Milano era tornata normale e, alle 9.05, il servizio era ripreso "tranquillamente".

Arnaldo Cobelli