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Collettiva di 4 artiste a Paladina per la Festa della donna

Inaugura sabato 7 al Palazzo Comunale di Paladina: espongono Anna Delle Vedove, Mariella Perani, Patrizia Masserini, Silvia Manfredini

Il Comune di Paladina propone, per la ricorrenza della Festa della donna, una mostra di pittura e scultura al femminile.

Per iniziativa del fotografo, promotore artistico e culturale Francesco Mangili, quest’anno si affronta il tema della donna nell’arte ponendo al centro le emozioni e il colore.

Non per tracciare un’oleografica rassegna di ovvietà, ma per affrontare, con i linguaggi multiformi di quattro artiste di diversa generazione, le contraddizioni del reale. Che vedono il femminile come regno dell’intuizione e della poesia, della flessibilità e della complessità. Ma che relegano anche, e spesso, le risorse e le potenzialità del genere in spazi e margini di second’ordine.

Come denunciò nel 2005 il collettivo femminista Guerilla Girls alla Biennale di Venezia con un manifesto-provocazione cui Mangili si è qui ispirato come spunto critico: "Le donne devono essere nude per entrare al Metropolitan Museum? Meno del 3% degli artisti nella sezione d’arte moderna sono donne, ma l’83% dei nudi sono femminili.”

Come dire: a che cosa è servito lottare per le parità tra i sessi se ancora oggi ci troviamo a riscontrare discriminazioni di genere, dalle opportunità dell’arte a quelle dell’economia, al punto che gli ultimi dati dell’Eurostat collocano l’Italia 69esima per indice di divario su 142 Paesi?

La mostra di Paladina non vuole rimarcare differenze né rivendicare priorità. Intende piuttosto sensibilizzare il pubblico, anche quello di una piccola comunità di paese, sui codici dell’arte visiva contemporanea di scuola lombarda nel segno della tradizione pitto-scultorea ma con un occhio ai nuovi orizzonti espressivi della figurazione e delle arti plastiche.

Alle pareti della sala espositiva del Palazzo Comunale si alternano le tele di pittrici che hanno già un significativo vissuto d’arte e reti espositive locali e internazionali.

Anna Delle Vedove propone nature morte e interni che rivelano la padronanza del mestiere e la capacità di infondervi freschezza e lirismo, a confermare la qualifica che ne diede il suo maestro Trento Longaretti di "buona solida pittura".

A contrappunto si pongono i quadri di Silvia Manfredini, una figura di donna colta in un momento di inquieta solitudine e una serie di paesaggi di incanto evocativo, di intensi cromatismi e di libere riflessioni su visioni naturali.

Con Patrizia Masserini il piano esistenziale e psicologico si dilata sulla tela sotto forma di presenze fuggenti, proiettate in una contemporaneità precaria o avversa, che ci fa sentire sospesi tra poche certezze in perenne ricerca di un altrove: silhouette veloci si fissano, sull’orlo di abissi e soglie di non ritorno, nei toni acidi di narrazioni postmoderne.

Le sculture di Mariella Perani, dalle tonalità grezze e pacate del materiale povero e naturale, giocano con le illusioni di un universo luccicante, fatto di specchi e riflessi, che in realtà ostacola, invece che favorirli, il dialogo e l’incontro con se stessi e con gli altri. L’equivoco della visione, tra ieratiche figure in terracotta, mulini che evocano il sogno, sacchi vuoti di sorprese, bossoli di guerra e inattesi papaveri, interroga lo spettatore chiamato a prender parte a un enigmatico gioco di ruoli.

E’ una piccola ricognizione d’arte al femminile, che dà conto degli sviluppi di una tradizione illustre, tutta orobica del dipingere, e suggerisce alcune direzioni di ricerca delle aggiornate istanze espressive delle arti visive.

All’inaugurazione, sabato 7 alle 17.00 con presentazione della critica d’arte Elisabetta Calcaterra, è previsto un intervento musicale con giovani artisti.

La mostra è aperta fino al 15 marzo nei seguenti orari: venerdì 16.00-19.00, sabato e domenica 9-12, 16-19. Per info 035.5637100.

 

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