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Uniacque, in due anni investimenti per 33 milioni Nessun aumento di tariffa

La premessa è d'obbligo: non ci saranno aumenti nella tariffa di Uniacque che ogni famiglia paga ogni anno. La conferma arriva dalle parole del presidente Paolo Franco, che insieme agli altri componenti del consiglio di amministrazione ha presentato il piano di investimenti nel biennio 2014/2015.

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La premessa è d’obbligo: non ci saranno aumenti nella tariffa di Uniacque che ogni famiglia paga ogni anno. La conferma arriva dalle parole del presidente Paolo Franco, che insieme agli altri componenti del consiglio di amministrazione ha presentato il piano di investimenti nel biennio 2014/2015. Le cifre messe sul piatto dalla società sono importanti: 33,2 milioni di euro tra investimenti e manutenzioni straordinarie. Si tratta di cantieri che non balzano agli onori della cronaca, ma che sono fondamentali per garantire un servizio efficiente, nel rispetto di norme ambientali e comunitarie. Ad esempio, l’impianto di depurazione in Valdi Scalve, un altro in Val Serina, la raccolta e convogliamento di acque reflue dei Comuni di Serina, Costa, Serina e Cornalba, il collettore a Castione della Presolana e molte altre ancora contenute nel piano presentato al centro congressi.

“Ci rivolgiamo a tutti gli 816 mila utenti – spiega il presidente Paolo Franco -. E’ necessario unire le forze per essere solidali nei confronti delle amministrazioni che nel tempo non sono state in grado di completare le opere. Per garantire un servizio come l’acqua sono necessarie ingenti spese di manutenzione. Le tariffe non verranno alzate, sono ferme dal 2013 e tali rimarranno”.

Uno degli aspetti da non sottovalutare sono le sanzioni previste dall’Unione europea se non verranno portati a termine alcuni interventi. “I nodi vengono al pettine – spiega Mario Tomasoni, amministratore delegato -. Dobbiamo realizzare queste opere altrimenti ci toccano le sanzioni. E solo grazie all’economia di scala possiamo garantire questi progetti”.

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Commenti

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  1. Scritto da Lello

    brava Roberta almeno una persona a bolla…

  2. Scritto da sonocurioso

    Per anni ci hanno fatto pagare fognatura e depurazione malgrado questi servizi non siano mai stati forniti. 3 anni fa chiedemmo il rimborso ad oggi nulla!! Ora parlano di rimborsare oltre 5 milioni (ma gia’ lo scorso anno lo dissero) ma della nostra pratica anche sollecitandola ci rispondono sempre che si deve riunire il comitato per decidere (ma ogni quanti anni si riunisce mi chiedo?!?). Le bollette vanno pagate senza ritardi se no penali e taglio servizi!! Questa e’ l’italia!

  3. Scritto da Luigi

    Certo che qui si fa umorismo macabro a spese delle famiglie e delle imprese, ci sono aree della bergamasca dove la tariffa negli ultimi anni è più che raddoppiata per avere lo stesso identico servizio se non peggio, e resta da capire perché altre aree si ritrovano nel 2015 senza uno straccio di depuratore come nel sud più arretrato, si vede che aspettavano lo stato anche loro…

  4. Scritto da roberta

    A quelli che si lamentano degli aumenti: stiamo parlando di un euro a metro cubo!! Un euro.
    Cioè un decimo di centesimo al litro.
    L’acqua in bottiglia al supermercato quanto la pagate? Almeno duecento volte di più!

  5. Scritto da Marco Locatelli

    Che faccia tosta, gli aumenti dal 2011 al 2013 sono stati del 50% a metro cubo in bolletta, e in più ora si paga a parte il consorzio di bonifica.
    Scandaloso l’aumento retroattivo del 2013 che ha fatto incassare 9 milioni di euro in più su un ricavato di 90 milioni. Questi a dicembre 2013 hanno deciso di incassare il 10% in più aumentando il costo dell’acqua da gennaio 2013, 11 mesi prima!

  6. Scritto da gitantedomenicale

    AH AH! Nessun aumento per le famiglie. Gli aumenti sono stati caricati tutti sulle imprese in quanto sono proporzionali ai consumi finendo per crescere anche del 60%. Le imprese fanno i conti e poi se ne vanno. Centinaia di migliaia di euro in aumenti di tariffe, accise e imposte sugli immobili dal 2011 a oggi, tutti costi improduttivi. Incomprensibile che delocalizzino! Ma le imprese non fanno voti e Uniacque è molto attenta agli equilibri politici. Ma tanto si vive tutti di start-up..