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Tanti Comuni senza imprese e poste, in Bergamasca Cassiglio e Piazzolo

Uno studio della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Istat e Registro Imprese evidenzia che, tra gli 8mila Comuni italiani, sono circa 40 quelli con meno di 10 imprese attive. Sono per lo più piccoli centri urbani nel nord in montagna, e due sono bergamaschi: Piazzolo e Cassiglio.

I Comuni italiani discutono sulla finanza locale e anche sulla razionalizzazione degli uffici postali. E in Italia ci sono già piccoli Comuni senza imprese e ufficio postale, che mettono “in rete” i servizi, nonostante le distanze spesso non sono favorevoli.

Per tutelare e valorizzare il territorio in cui abitano e nella maggioranza dei casi sono nati, i (pochi) residenti fanno i conti con paesi senza posta, oppure senza panettiere, a venti minuti di strada dal primo forno e dall’ufficio postale più vicino.

Tra gli ottomila comuni della Penisola, sono circa 40 quelli con meno di dieci imprese attive. In maggioranza, sono dislocati al Nord Italia, specialmente in montagna. Ad essere sempre presente resta il bar, nelle sue varianti di “bar –ristorante” “bar-minimarket” o “ bar –edicola”, attività economica che non manca mai e insieme punto di riferimento per i cittadini. Tranne a Menarola, in provincia di Sondrio, dove si contano 45 anime e nessuna impresa. Nella lista c’è Cursolo – Orasso, in provincia di Verbania Cusio Ossola, il comune con la densità imprenditoriale più bassa in Italia: per 99 abitanti ci sono due imprese attive, un “bar-albergo” e la bottega che vende generi alimentari.

Anche Piazzolo e Cassiglio, ai piedi delle Prealpi Orobiche nella bergamasca, sono tra i centri abitati con un basso rapporto tra imprese e popolazione. Nel caso di Cassiglio, ad esempio, il rapporto risulta di 1 impresa ogni 30 abitanti: due bar (di cui uno fa anche da edicola), un negozio al minuto dove si trova un po’ di tutto e l’elettricista factotum. Nel caso di Piazzolo, invece, le imprese attive si attestano a 6 unità, con un numero di abitanti pari a 83 persone.

A Pedesina, il comune più piccolo d’Italia, in Valtellina, ci sono solo 4 imprese. Un assicuratore e un gestore di energia elettrica, accanto il “bar – minimarket” e un alpeggio con coltivazione, pascolo e produzione di latte e formaggi. A Sabbia nel Vercellese i 56 abitanti per comprare il pane devono fare 4 km. A Grauno in Trentino accanto al “bar-ristorante” e alla bottega di alimentari, c’è una banca e una coltivatrice di mirtilli, da più di 20 anni.

È quanto emerge da una elaborazione dell’ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Istat e Registro Imprese. “I presidi istituzionali locali sono essenziali sia nella loro funzione sociale sia per l’economia del territorio – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza- con la crisi sta aumentando la distanza tra chi vive nei grandi centri e chi nella provincia”.

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