BergamoNews it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Variante di Zogno, la Cgil: “Giù le mani dal cantiere”

Cantieri fermi da anni che, invece di garantire infrastrutture al territorio, creano disoccupazione e perdita di competitività della provincia bergamasca: nell’ambito di una campagna nazionale sugli appalti in edilizia, la FILLEA-CGIL di Bergamo sarà in presidio, domani, 5 marzo, dalle 14 alle 16, per porre l’accento sulla necessità di una riforma della legge in materia.

Cantieri fermi da anni che, invece di garantire infrastrutture al territorio, creano disoccupazione e perdita di competitività della provincia bergamasca: nell’ambito di una campagna nazionale sugli appalti in edilizia, la FILLEA-CGIL di Bergamo sarà in presidio, domani, 5 marzo, dalle 14 alle 16, per porre l’accento sulla necessità di una riforma della legge in materia.

Il luogo scelto per l’iniziativa è l’imbocco della galleria della variante di Zogno, in Val Brembana: saranno presenti Luigi Bresciani, segretario generale della CGIL di Bergamo, e Angelo Chiari, che guida gli edili della FILLEA-CGIL orobica. Ha già fatto sapere che interverrà all’iniziativa anche il Presidente della Provincia, Matteo Rossi. “Irregolarità, contenziosi infiniti nell’aggiudicazione degli appalti, infiltrazioni della malavita, corruzione, sono i mali delle nostre opere pubbliche. Tutti elementi, questi, che determinano ostacoli per un settore oggi in crisi come quello delle costruzioni che ha visto perdere in sei anni il 40% degli addetti” si legge nel documento che verrà distribuito domani al presidio dalla FILLEA-CGIL.

“La variante di Zogno, opera estremamente utile alla Val Brembana e a tutto il territorio, sta vivendo un percorso particolarmente travagliato tra rinvii, scarsi finanziamenti, scarichi di responsabilità, commissioni di indagine e di inchiesta per sbrogliare una vicenda poco chiara. Da ultimo la Magistratura e la Corte dei conti vogliono vederci chiaro in un’opera che, grazie all’ennesimo appalto aggiudicato con la logica del massimo ribasso, è partita da un valore base di 60 milioni di euro, è stata poi aggiudicata (con un ribasso del 35%) per una cifra di 44 milioni. Ora, per terminare l’opera, servono 24 milioni aggiuntivi che potrebbero diventare anche 32 milioni (giungendo, tra l’altro, a superare il valore iniziale dei 60 milioni). La precedente amministrazione provinciale guidata da Ettore Pirovano nega ogni responsabilità addossando eventuali colpe ai ‘tecnici’. All’attuale Presidente della Provincia di Bergamo, Matteo Rossi, che ha avuto il merito di avviare la Commissione di indagine sull’opera, chiediamo oggi di andare fino in fondo e di fare chiarezza sulle responsabilità dei ritardi e delle opacità presenti. Allo stesso modo diciamo che l’opera va realizzata perché necessaria alle aziende e ai residenti di una valle strangolata dal traffico. Al Presidente della Regione Maroni chiediamo il rispetto degli impegni presi con i bergamaschi della Val Brembana”.

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da nino cortesi

    Onestà, altrimenti la storia è sempre la stessa.
    C’è una chiesetta di troppo anche.