La segnalazione

Finti tecnici della Bas in via Biava: truffa e minacce a un’anziana

Due uomini hanno tentato di truffare un'anziana in via Biava a Bergamo mercoledì 4 marzo, in pieno giorno: si sono presentati come tecnici della Bas e chiedevano il pagamento di una bolletta arretrata. La donna in casa non aveva nulla e il colpo non è riuscito solo per questo motivo.

Una lettrice ci segnala la truffa subita dalla madre in pieno giorno mercoledì 4 marzo: due finti tecnici della Bas si sono introdotti nell’appartamento dell’anziana signora in via Biava a Bergamo chiedendo il pagamento di una fantomatica bolletta arretrata. Ma nella zona c’è anche chi sfrutta una nuova scusa per entrare nelle case, ovvero la richiesta di controllo della raccolta differenziata.

Il tutto si è verificato attorno a mezzogiorno: l’anziana signora, quasi 89enne che vive da sola nell’appartamento di un condominio di via Biava, risponde al citofono ad un uomo sulla quarantina, jeans e giubbotto scuro, che parla un italiano stentato e si qualifica come tecnico della Bas.

Il motivo della visita del finto tecnico sarebbe quello della riduzione in bolletta: un elemento che spinge la signora, di solito molto attenta a non aprire a sconosciuti, alla fiducia visto che, effettivamente, beneficia per reddito di questo tipo di detrazione.

“Un particolare sul quale non riesco a darmi pace – commenta la figlia – Come facevano a sapere che mia madre beneficia di tale riduzione?”.

Fatto sta che la signora apre la porta di casa al delinquente che, con tanto di falso tesserino, entra indisturbato nell’appartamento parlando di bollette: alle sue spalle, senza che l’anziana se ne accorga, si intrufola anche un secondo uomo, molto più giovane e sulla ventina, italiano perfetto.

Nel colloquio con l’anziana il primo uomo presenta una fantomatica bolletta non pagata, risalente a qualche mese prima, chiedendo il pagamento di 180 euro. Nel frattempo, in camera da letto, l’altro malvivente rovistava indisturbato tra cassetti e armadi.

La donna, che in casa aveva solamente 20 euro, non può accontentare la richiesta dell’uomo: a colpo fallito anche il complice si presenta con una banale scusa alla signora, dicendo di aver trovato in cortile una foto delle figlie che in realtà aveva appena rubato in camera da letto, dicendo che probabilmente era appena stata vittima di un furto.

Fiutato il raggiro la signora ha invitato i due ad andarsene ma è stata fatta sedere in cucina e minacciata: dopo averle staccato le prese elettriche e telefonica, le hanno intimato di non avvertire nessuno dell’accaduto e se ne sono andati.

L’anziana una volta avvisati i parenti ha ricostruito la vicenda, riconoscendo anche il ragazzo più giovane che, il mattino stesso, le aveva suonato al citofono chiedendole di aprire per permettergli di consegnare la spesa alla signora che abita al piano di sopra.

“La polizia ci ha avvisati che nella zona non è l’unica truffa che hanno tentato – conclude la figlia – L’altra prevede la presenza di un uomo e una donna che chiedono di controllare la raccolta differenziata: mentre lei parla, lui mette a soqquadro la casa”.

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