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Tanto rumore per nulla sulla presentazione del libro sullo stato islamico - BergamoNews
L'intervento

Tanto rumore per nulla sulla presentazione del libro sullo stato islamico

Marco Cimmino commenta divieti e polemiche sulla presentazione a Bergamo del libro di Albanese e Giangiulio sullo stato islamico: anche lui sembra sia stato uno dei motivi del diniego della sala comunale. La presentazione si è fatta alla IBS e non è successo niente: gente normale a parlare e gente normale ad ascoltare. C’è più tensione alla presentazione delle fiabe sonore o di un libro della Rowling.

di Marco Cimmino

Una delle specialità locali, oltre alla polenta e strinù e al Valcalepio, pare essere quella di scatenare autentici uragani all’interno di un bicchier d’acqua.

Ne fa fede il caso avvenuto di fresco al sottoscritto, in concomitanza con la discussa presentazione a Bergamo del libro pubblicato da Albanese e Giangiulio sullo stato islamico dell’Iraq e della Siria.

In effetti, già la strategia dell’Isis si fonda sulla pervasività mediatica: se, poi, ci si mette anche la polemicuzza, si rischia veramente di cascare fuori dalla culla.

Vi ricapitolo: una mia conoscente, intervenuta ad una conferenza, mi domanda se sono disposto a fare da correlatore nella presentazione di questo libro, di cui uno degli autori è sua sorella.

Perché no? Mi presto ad operazioni ben più gravose: in fondo, presentare un libro è far conoscere qualcosa alla gente. Ossia quello che dovrebbe essere il lavoro di ogni intellettuale.

Il libro è una specie di “instant book”, costruito su precise fonti documentali, e parla dello stato islamico: attualità e storia, dunque, possono ben fondersi, per spiegare un fenomeno tanto chiacchierato quanto poco realmente conosciuto.

Tra l’altro, se c’è un modo per contrastare la diffusione di questo genere di malanni storici è quello di studiarli e cercare di comprenderli.

Sembrerebbe la solita routine: se non che, inopinatamente, scatta il veto del comune, che non concede agli autori la sala Galmozzi.

Non capisco, ma mi adeguo: io, personalmente, penso che un libro, per quanto esso possa apparire a qualcuno brutto o delirante, meriti comunque di essere commentato.

Non ho mai potuto soffrire alcun tipo di censura preventiva, che mi fa sempre pensare ad un popolo sotto tutela: tu di’ la tua che la gente, poi, si farà una sua idea.

Comunque, do per abortita la presentazione e amen, anche perché gli organizzatori non mi hanno più contattato.

La notizia viene data e ripresa da Bergamonews (leggi), e la cosa un pochino mi stupisce, perché non mi sembrava un tema di particolare rilevanza: scopro che il volantino di presentazione del volumetto, che, lo dico a scanso di equivoci, è del tutto neutrale nei confronti del fenomeno, è stato interpretato come un’implicita apologia dell’Isis, stante una sua certa ambiguità nel descrivere i caratteri dello stato islamico.

La cosa mi viene, peraltro, confermata dal sindaco Gori per telefono: gli dico che, tutto sommato, il libretto mi era parso del tutto innocuo, però, siccome il sindaco è lui e i dubbi li ha avuti lui, va bene così.

Scopro, nel frattempo, che uno dei due autori, Antonio Albanese, è un mio amico: l’ex caporedattore di “Area”, rivista per cui scrivevo anch’io anni fa. Una persona assolutamente perbene e del tutto pacifica, oltre che espertissima di questione geopolitiche: il che mi conferma nelle mie convinzioni circa il libro.

Scopro, altresì, che la presentazione si sarebbe fatta comunque, mercè l’ospitalità della libreria Ibs di via XX Settembre: la vicedirettrice della libreria, infine, mi si dice rassicurata dalla mia presenza… ogni tanto, qualche soddisfazione.

Cui fa da contraltare la scoperta, non so dirvi se più esilarante od inquietante, di un’informativa della Digos sulla presentazione, in cui vengo descritto come “un professore” vicino all’estrema destra.

Ora, al di là della ferita inferta al mio amor proprio, visto che mi consideravo, se non proprio una celebrità, almeno un tantino conosciuto come storico, nella mia città, questa cosa mi reca un certo sconforto nei confronti della nostra intelligence: sarebbe bastato digitare il mio nome su Google per capire che da anni annorum non mi occupo proprio di politica ed evitare simili cantonate da mancanza di aggiornamento dati.

Comunque ­ lo dico per rassicurare le autorità – mi sono limitato a descrivere gli accordi Sykes­Picot e la dichiarazione Balfour: tutta roba poco eccitante sul versante sovversivo.

Sia come sia, alla fine, la presentazione si è fatta e, com’è logico, non è successo niente: gente normale a parlare e gente normale ad ascoltare. C’è più tensione alla presentazione delle fiabe sonore o di un libro della Rowling.

Relazioni ed interventi sensati, appropriati e documentati: tutto lì.

Rimane la sensazione di un occidente terrorizzato più dai fantasmi che dalle cose reali: un po’ imbelle e un po’ credulone.

O, forse, esagero: rimane, più che altro, la sensazione di avere assistito alla rappresentazione involontaria di un classico shakespeariano: Much Ado About Nothing. Molto rumore per nulla….

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