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Omicidio Cantamessa in aula Vicky Vicky: "Non volevo uccidere"-Video - BergamoNews
Il processo

Omicidio Cantamessa in aula Vicky Vicky: “Non volevo uccidere”-Video fotogallery

"Ho ucciso una dottoressa e un padre, ma non volevo: nella mia vita non ho mai ammazzato nessuno". Sono le parole di Vicky Vicky, l'indiano che l'8 settembre 2013 ha investito mortalmente il fratello Baldev Kumar ed Eleonora Cantamessa, la dottoressa di Trescore Balneario intervenuta per soccorere Kumar, ferito dopo una rissa tra due gruppi di indiani

"Ho ucciso una dottoressa e un padre, ma non volevo: nella mia vita non ho mai ammazzato nessuno". Sono le parole di Vicky Vicky, l’indiano finito in carcere con l’accusa di aver investito mortalmente, l’8 settembre 2013, il fratello Baldev Kumar ed Eleonora Cantamessa, la dottoressa di Trescore Balneario intervenuta per soccorere Kumar, ferito dopo una rissa tra due gruppi di indiani. Il 27enne ha ricostruito quei drammatici momenti di fronte al giudice Antonella Bertoja.

A partire dai motivi di quella rissa: "Tra la mia famiglia e quella degli aggressori, i Ram di Vigano, c’era un astio che durava da alcuni anni – le parole di Vicky -. Loro avevano venduto a mio fratello un’automobile, che avevamo regolarmente pagato, ma continuavano a chiederci soldi. Poi volevano che li facessi assumere nell’azienda per cui lavoravo. Diverse volte ci hanno minacciato, con coltelli e mazze, presentandosi sotto casa nostra anche di notte. Io e mio fratello vivevamo nel terrore".

Fino a quell’otto settembre 2013, e quel diverbio che sfociò in un duplice omicidio: "Eravamo usciti a mangiare un kebab in compagnia. Mio fratello aveva bevuto molto, mi disse addirittura che non sarebbe andato al lavoro il giorno. Io invece no, non ho mai toccato alcolici e droghe in vita mia. Io guidavo la Golf e seguivo la Mercedes sulla quale c’erano mio fratello e altri quattro nostri amici.

All’improvviso, mentre stavamo tornando a casa, hanno messo la freccia e hanno accostato. Io ero sempre dietro di loro. A un certo punto ho visto un uomo che si è avvicinato alla mia auto, e con una mazza ha iniziato a colpire il cofano. Allora ho messo la retro e sono scappato via. Non avevamo nessun appuntamento in quel posto e non volevo investire nessuno. Le persone che erano in auto con me, però, mi hanno detto di tornare indietro perchè stavano ammazzando mio fratello. Così ho fatto.

Ma una volta arrivato sul posto ho visto solo delle luci che mi accecavano. Non capivo più nulla. Ho schiacciato prima il freno e poi l’acceleratore. Ricordo solo quei fari. Poi sono scappato a piedi. Ho saputo solo due giorni dopo cosa avevo fatto, quando i carabinieri sono venuti a prendermi a casa.

Guarda il video della deposizione:

Prima di Vicky Vicky, sempre nell’udienza di mercoledì 25 febbraio, avevano parlato i parenti di Eleonora Cantamessa (Leggi e guarda il video QUI). 

 

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