Whiplash, la scalata al successo ricca di contraddizioni Trama mai banale
Andrew è un timido ed impacciato ragazzo che studia batteria nella più prestigiosa scuola musicale di New York, dove viene scelto da Terence Fletcher, rigidissimo insegnate e compositore, per entrare nella sua band. Desideroso di sfruttare questa opportunità, Andrew si ritroverà in un inferno di prove, ripetizioni di esercizi fino allo sfinimento, insulti e umiliazioni da parte di Fletcher, che tratta la sua band come un plotone di militari per tirarne fuori il meglio e farli diventare dei “grandi” della musica Jazz.
Titolo: Whiplash
Regia: Damien Chazelle
Genere: Drammatico
Durata: 107 minuti
Interpreti: J. K. Simmons, Miles Teller, Melissa Benoist, Paul Reiser, Austin Stowell
Voto: 7,5
Attualmente in visione: Conca verde Multisala
Andrew è un timido ed impacciato ragazzo che studia batteria nella più prestigiosa scuola musicale di New York, dove viene scelto da Terence Fletcher, rigidissimo insegnate e compositore, per entrare nella sua band. Desideroso di sfruttare questa opportunità, Andrew si ritroverà in un inferno di prove, ripetizioni di esercizi fino allo sfinimento, insulti e umiliazioni da parte di Fletcher, che tratta la sua band come un plotone di militari per tirarne fuori il meglio e farli diventare dei “grandi” della musica Jazz.
Il regista Damien Chazelle ci propone con Whiplash un film dove vengono messi a nudo i sacrifici necessari per raggiungere il successo nel brutale e competitivo mondo della musica e dello spettacolo in generale, mostrandoci con strette inquadrature le “lacrime e sangue” versate dagli allievi di Fletcher, interpretato dall’ottimo J. K. Simmons. Con una trama mai banale e ricca di veri ed inaspettati colpi di scena, Whipslash offre anche molti spunti di riflessione: quale sia il limite tra fanatismo e successo, quanto si possa essere disposti a sacrificare per quest’ultimo, se sia più importante essere amato da alcuni o ricordato da tutti.
La pellicola di Damien Chazelle non dà soluzioni a queste domande, lasciando allo spettatore il compito di trovarne le risposte. Il film, infatti, si conclude molto ambiguamente; sul volto del padre di Andrew l’orgoglio e la felicità nel vederlo migliorato notevolmente lascia pian piano spazio a un’espressione più pensierosa e malinconica, dettata dalla consapevolezza di aver perso per sempre il proprio figlio, rapito dal fanatismo per la batteria e dalla voglia di affermalla batarsi.
Francesco Parisini



