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Via libera

Renzi al varo del Jobs act: “Rottamiamo l’art. 18, i co.co.co e i co.co.pro”

Restano i licenziamenti collettivi. Il premier: "Oggi è un giorno atteso da molti anni per una parte degli italiani, ma soprattutto atteso da un'intera generazione che ha visto la politica fare la guerra ai precari ma non al precariato".

Dopo un Consiglio dei ministri durato quattro ore il premier Matteo Renzi ha spiegato ai giornalisti la "rivoluzione" del Jobs act: "Oggi è un giorno atteso da molti anni per una parte degli italiani, ma soprattutto atteso da un’intera generazione che ha visto la politica fare la guerra ai precari ma non al precariato. Noi rottamiamo un certo modello di diritto del lavoro e l’art. 18, i cococo ed i cocopro".

Il Governo venerdì ha varato i decreti attuativi del Jobs act e il disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza: via libera definitivo ai due decreti attuativi sul contratto a tutele crescenti e sulla nuova Aspi e ok preliminare al decreto legislativo sul riordino delle tipologie contrattuali.

Nel provvedimento che modifica l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori sono compresi anche i licenziamenti collettivi (non sono state quindi ascoltate le richieste delle Commissioni lavoro di Camera e Senato).

Resta il tetto dei 36 mesi per i contratti a tempo determinato.

Confermate le norme sul demansionamento, a parità di salario.

Non sono stati varati gli attesi decreti legislativi di attuazione della Delega fiscale, in assenza del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, impegnato a Bruxelles per l’Eurogruppo sulla crisi greca.

Renzi ha voluto sottolineare in conferenza stampa che "superiamo l’articolo 18 e i Co.co.co. Per la prima volta c’è una generazione che vede riconosciuto il proprio diritto ad avere delle tutele maggiori, che per la prima volta vede una battaglia al precariato e non ai precari". Con l’assicurazione: "Circa 200.000 persone passeranno presto da contratti di collaborazione a un contratto di lavoro a tempo indeterminato".

Secondo il premier il Governo ha "tolto gli alibi" a chi dice che assumere in Italia non è conveniente: "Abbiamo ridotto le tasse – ha aggiunto – e tolto incertezze. Il lavoro presenta più flessibiltà in entrata e più tutele in uscita".

L’abolizione dei contratti a progetto e dell’associazione in partecipazione e la rimodulazione delle altre tipologie contrattuali andranno in vigore dal 2016.

Per quest’anno sarà ancora possibile stipulare queste tipologie contrattuali, mentre dopo il 2016 sarà possibile stipulare cocopro solo con accordi sindacali. 

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