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Lo shopping online visto con gli occhi dei genitori europei

Il laboratorio di ricerche Survey Lab ha da poco pubblicato uno studio volto ad analizzare il comportamento e le abitudini dei genitori europei relativamente allo shopping online: il 96% utilizza internet per ottenere informazioni, l’80% per comparare i prezzi e fare buoni affari.

Il laboratorio di ricerche Survey Lab (appartenente al sito vente-privee) ha da poco pubblicato uno studio volto ad analizzare il comportamento e le abitudini dei genitori europei relativamente allo shopping online.

A monte della ricerca un dato interessante: nel 2014 si sarebbe registrato un aumento di accessi del 22% alle pagine che riguardano l’abbigliamento e l’oggettistica per l’infanzia, lasciando intravedere una maggiore propensione di mamme e papà ad acquistare prodotti online per i propri figli.

Dietro a un aumento così importante si celano senz’altro l’assottigliarsi del cosiddetto digital divide italiano così come il fatto che la nuova generazione di genitori ha una maggiore dimestichezza con internet e la tecnologia in generale.

I risultati della ricerca indicano che il 96% dei genitori intervistati utilizza internet per ottenere informazioni e l’80% lo usa per comparare i prezzi e fare buoni affari. Non a caso, dunque, la rete italiana si sta popolando di risorse preziose come Genitori.it (un vero e proprio vademecum online per il sempre meno facile mestiere di genitore) e centri commerciali virtuali come Shopalike (dove gli utenti possono confrontare prodotti sia per adulti che per bambini e trovare l’offerta più conveniente).

La prospettiva di acquistare online per i prorpi bambini appare attraente per tre motivi principali: la possibilità di risparmiare (79%), la praticità di ricevere direttamente a casa propria la merce ordinata (61%) e la possibilità di effettuare l’acquisto a qualsiasi ora del giorno o della notte (67%).

Si tratta di una vera e propria rivoluzione, a ben pensare, quella che salva i genitori da disperate corse al centro commerciale e gli restituisce – almeno in parte – ritmi di vita più umani e la possibilità di gestire il tempo dedicato allo shopping in maniera meno costrittiva e decisamente meno stressante. Una condizione importante, questa, soprattutto per i papà, che contano sulla praticità del non uscire di casa (63%) e sull’evitare l’affollamento nei negozi (47%).

Il paragone tra i sessi stupisce, comunque, soprattutto se si considerano l’ammontare della spesa e il tipo di prodotti acquistati. Secondo lo studio, infatti, gli uomini sarebbero più spendaccioni e maggiormente inclini a spendere per giocattoli, passeggini e merchandise per l’infanzia collegato a film di culto o serie tv. Le donne, al contrario, sarebbero più oculate, maggiormente improntate alla praticità e sempre alla ricerca dell’offerta più conveniente.

Il 24% delle mamme, poi, dichiara di utilizzare assiduamente forum e altri tipi di community online per confrontarsi con altre madri e trovare le risposte ai problemi più urgenti. Non sorprende, quindi, la popolarità crescente di siti come Pianetamamma che – oltre a vantare una community affiatata – si è evoluto in un vero e proprio magazine con notizie, ricette e consigli pratici per la vita quotidiana di genitore.