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Omicidio a Villa d'Adda Forse un incontro sessuale poi degenerato - BergamoNews
Delitto

Omicidio a Villa d’Adda Forse un incontro sessuale poi degenerato fotogallery video

E' in cella con l'accusa di omicidio volontario Daniel Savini, il trentenne che abita nella villetta in cui è stato trovato senza vita l'uomo, forse un trans, di cui ancora non si conoscono le generalità

Ancora punti oscuri sull’efferato delitto di Villa d’Adda. La vittima, un uomo trovato in una villa di via Casargo, senza vita e senza documenti, con tutta porbbilità un transessuale attorno ai 45 anni, è stata colpita da svariate coltellate (quante lo stabilirà l’autopsia già disposta dal sostituto procuratore Fabio Pelosi). A ucciderlo in modo brutale  sarebbe stato il giovane che abita proprio in quella casa, vale a dire il trentenne Daniel Savini.

Ora il giovane è in carcere a Bergamo con l’accusa di omicidio volontario.

Era stato lui, sabato mattina attorno alle 8.40, a chiamare il 112 e a raccontare che era accaduto qualcosa di grave in casa sua. Il trentenne era a casa da solo in questi giorni, visto che i genitori, che vivono nella stessa villa, erano fuori per una vacanza: attorno alle 13, informati dell’accaduto, hanno fatto ritorno nella casa, che si trova in via Casargo, al civico 17.

Inizialmente Daniel Savini era stato trasportato all’ospedale perché in stato confusionale: non ha saputo spiegare ai carabinieri quanto fosse accaduto a casa sua.

I soccorritori hanno trovato il transessuale a terra, in un lago di sangue, ucciso con varie coltellate: accanto c’era una parrucca da donna.

Per la vittima, che pare si prostituisse, non c’era ormai più nulla da fare.

I carabinieri hanno effettuato tutti i rilievi scientifici del caso: nell’abitazione sono intervenuti i militari del nucleo operativo e radiomobile di Zogno, che hanno ricostruito la dinamica dei fatti. Secondo l’accusa, Daniel Savini avrebbe accoltellato, pare al culmine di una lite, il transessuale.

E’ possibile che il trentenne l’avesse invitato a casa per la notte per un incontro di carattere sessuale, poi la situazione è degenerata. Gli inquirenti stanno cercando di capire se nell’abitazione ci fosse anche una terza persona. Nella stessa villa, ma in un appartamento a parte, vive anche la nonna di Savini, che era in casa ma che non si è resa conto di nulla fino a questa mattina.

I carabinieri hanno posto sotto sequestro un coltello: si attendono le conferme scientifiche, ma sarebbe l’arma del delitto. Da chiarire anche se vittima e presunto assassino avessero assunto alcol o droghe. L’accoltellamento è avvenuto nella cucina di casa, ora sotto sequestro.

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