Al santuario di Caravaggio riecco i ceri che si pagano con la carta di credito - BergamoNews
Preghiera hi tech

Al santuario di Caravaggio riecco i ceri che si pagano con la carta di credito

Accendere un cero alla Madonna di Caravaggio non ha prezzo? Invece sì, anche con Mastercard. Ne sanno qualcosa i fedeli del frequentatissimo santuario mariano della Bassa che nei mesi scorsi hanno visto comparire tra le navate un totem in cui si possono accendere ceri con carta di credito.

Accendere un cero alla Madonna di Caravaggio non ha prezzo? Invece sì, anche con Mastercard. Ne sanno qualcosa i fedeli del frequentatissimo santuario mariano della Bassa che nei mesi scorsi hanno visto comparire tra le navate un totem in cui si possono accendere ceri con carta di credito. Un gadget tecnologico che non ha mancato di scatenare polemiche perché legato a una dimensione più economica che sacra.

Don Gino Assensi ha deciso, a novembre, di rimuoverlo, ma ora – come riporta il Corriere della Sera – due totem sono ricomparsi ed è stata aggiunta anche la possibilità di pagare con carte prepagate e bancomat. «La rimozione — aveva scritto il religioso sul Ramo fiorito, pubblicazione distribuita al Santuario — è stata disposta per le perplessità di alcune persone che, immaginando chissà quali trame illecite, anziché chiedere spiegazioni hanno preferito far intervenire i giornali, generando il consueto e inutile polverone farcito di falsità. Ci si chiede, comunque, perché debba essere considerata cosa scandalosa pagare con carta di credito».

leggi anche
  • Bassa bergamasca
    “Salviamo il santuario di Caravaggio” Il no alla cava corre su Facebook
  • Caravaggio
    Schianto contro il cancello del santuario: muore a 25 anni
  • Caravaggio
    “Salviamo San Bernardino” Montolivo in campo per salvare il santuario
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI

Per favore, disabilita AdBlock per continuare a leggere.

Bergamonews è un quotidiano online gratuito che non riceve finanziamenti pubblici: l’unica fonte di sostegno del nostro lavoro è rappresentata dalle inserzioni pubblicitarie, che ci permettono di esistere e di coprire i costi di gestione e del personale.
Per visualizzare i nostri contenuti, scritti e prodotti da giornalisti a tempo pieno, non chiediamo e non chiederemo mai un pagamento: in cambio, però, vi preghiamo di accettare la presenza dei banner, per consentire a Bergamonews di restare un giornale gratuito.
Vuoi continuare a leggere BergamoNews senza pubblicità? Scopri come su bergamonewsfriends.it