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Torre Boldone, Sessa: “Manterremo la profuga solo se obbligati”

Parziale marcia indietro sul caso della minore straniera non accompagnata: in un primo momento il sindaco aveva detto no al mantenimento ma, con una nuova delibera, ha deciso di prendersene carico se dal Tribunale dovesse arrivare una sentenza sfavorevole. Ipotesi che sembra remota e che, in ogni caso, l'Amministrazione ha intenzione di contrastare in ogni sede

Parziale dietrofront del Comune di Torre Boldone sul caso della minore non accompagnata arrivata nell’ottobre del 2014 sul territorio comunale: con delibera del 9 dicembre l’amministrazione aveva annunciato che si sarebbe presa in carico esclusivamente dell’aspetto socio educativo e di integrazione ma ora ha deciso che provvederà anche al mantenimento dal punto di vista economico qualora il Tribunale dovesse decidere che la competenza sia di carattere comunale.

L’impegno di spesa di 65 euro al giorno chiesto all’Amministrazione aveva trovato la ferma opposizione del sindaco Claudio Sessa e della Giunta che considerava l’intervento non di propria competenza.

La rettifica nella delibera numero 6 del 19 gennaio 2015: “Ritenuto di fondamentale importanza, pur a fronte dell’incertezza in merito alle effettive competenze in ordina al mantenimento della minore, garantire la tutela della stessa – si legge nella delibera – la giunta delibera di ottemperare al decreto del Tribunale per i Minorenni di Brescia assumendo a proprio carico tutte le spese di mantenimento della minore, qualora il Collegio ritenga comunque necessario il pagamento della retta prossima e pregressa da parte del Comune, ferme restanto tutto le eventuali azioni previste dalla legge”.

Sulla questione aveva formulato una proposta di delibera la lista civica Cittadini di Torre Boldone che invitava il Comune ad assumersi le spese del mantenimento per non esporsi ad azione giudiziaria ma, allo stesso tempo, di attivarsi per ottenere il recupero delle stesse spese da parte dello Stato o della Pubblica Amministrazione competente. Una proposta che avrebbe dovuto essere dibattuta nel consiglio comunale di giovedì 29 gennaio ma che è stata anticipata dalla delibera di Giunta.

“Venerdì 23 gennaio siamo stati al Tribunale per i Minorenni di Brescia e in quella sede è apparso chiaro che il mantenimento non sia di competenza del Comune – precisa il sindaco Claudio Sessa – E lo stesso vale per il Ministero che ha ammesso che la questione sia molto strana. Rimaniamo convinti del nostro impegno a livello umanitario e di inserimento nella comunità ma non ho pagato nulla e non ho intenzione di pagare: lo farò solo se obbligato da una sentenza del Tribunale ma in quel caso mi attiverò subito per recuperare in ogni modo quella somma che non spetta a noi sborsare”.

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