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Kenny Werner apre la stagione jazz del Teatro Parenti

Il programma per la stagione jazz che viene proposto dal Teatro Parenti copre cinque domeniche mattina da febbraio a maggio, a prezzi popolari (15 euro). Il sipario si apre alle 11: un concerto come aperitivo, ma anche un aperitivo dopo il concerto.

di Dario Guerini

La stagione milanese di jazz si arricchisce di nuove proposte. Questa volta è il Teatro Parenti a presentare cinque concerti di alto livello. E saranno concerti-aperitivo, domenicali, sulla scia di quanto già propone da anni con grande successo il teatro Manzoni.

Curatore e patron della mini-serie al Parenti è sempre Gianni Gualberto Morelenbaum, un nome che è una garanzia di qualità e di organizzazione. Ma il vero motore dell’iniziativa è Andrée Ruth Shammah, simbolo storico, culturale e produttivo del teatro, che fondò nel 72 come Salone Pier Lombardo con il marito, l’attore Franco Parenti, e con lo scrittore e drammaturgo Giovanni Testori.

Il Pier Lombardo diventò teatro Parenti dopo la scomparsa di Franco nel 1989 e lei ereditò il peso della direzione e lo rilanciò con una profonda ristrutturazione della sede e con una decisa politica di contaminazione dei linguaggi, dove al teatro e alla danza si aggiunse da protagonista anche la musica. Ebbene Andrèe Ruth, donna energica e coraggiosa, sogna di programmare nel suo teatro un vero e proprio Festival Jazz che a Milano manca da troppi anni. Quando? Forse dal 2016.

E’ sempre un problema di soldi, l’impresa è complicata, visti i precedenti, ma lei non si scoraggia e pensa addirittura che l’operazione possa essere autosufficiente sul piano finanziario. E se lo dice lei…. La curiosità, anzi la passione per il jazz l’ha ereditata dal marito e forse questa voglia di Festival vuole essere proprio un omaggio a Franco.

Il programma che viene proposto copre cinque domeniche mattina da febbraio a maggio, a prezzi popolari (15 euro). Il sipario si apre alle 11: un concerto come aperitivo, ma anche un aperitivo dopo il concerto. Sarà un pre-festival, una prova generale di quanto intende realizzare l’anno prossimo? Noi gente di jazz tifiamo che il sogno si avveri.

Il primo febbraio ci sarà il primo concerto. Con un musicista all’apice della sua carriera ultra quarantennale, Kenny Werner. Werner rappresenta un’icona del pianismo jazz moderno avendo contribuito al fianco dei più grandi jazzisti di fine secolo all’evoluzione del linguaggio jazzistico a partire dall’inizio degli anni 70. Suonerà in trio, con Joannes Weidenmueller al contrabbasso e Ari Hoenig alla batteria. Seguiranno un concerto a marzo con il Peter Bernstein quartet, due concerti in aprile con i quartetti di Lew Tabackin e di Logan Richardson.

Il mini ciclo si concluderà a maggio con il trio di Steve Kuhn. Grande musica afro-americana dunque sul palcoscenico di un grande e storico teatro milanese. Musica che sa innovare senza per questo rinunciare a esprimere e rielaborare i valori fondanti di un linguaggio formatosi in un periodo lungo oltre cent’anni.

Una rappresentazione della musica improvvisata che sa evolversi senza per questo rinunciare a quel main-stream che è il codice della tradizione e della storia del jazz, fatto di blues, di swing, di ritmica del bop e di tanta, tanta creatività.

Commenti

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  1. Scritto da riccardo

    recensione
    http://freefalljazz.altervista.org/blog/?p=11854