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Azzardo basta(rdo): la campagna ASL contro la dipendenza

''E' necessario informare riguardo la pericolosità del gioco d'azzardo, fatto che non va assolutamente sottovalutato". E' l'allarme lanciato da Monica Azzi, Direttore Generale Azienda Sanitaria Locale di Bergamo nel corso della presentazione nella sede ASL di Bergamo della campagna provinciale di informazione sui rischi del gioco d'azzardo.

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”E’ necessario informare riguardo la pericolosità del gioco d’azzardo, fatto che non va assolutamente sottovalutato". E’ l’allarme lanciato da Monica Azzi, Direttore Generale Azienda Sanitaria Locale di Bergamo nel corso della presentazione nella sede ASL di Bergamo della campagna provinciale di informazione sui rischi del gioco d’azzardo.

Il tema del gioco d’azzardo e delle problematiche che lo stesso sta determinando sia a livello di singoli, sia di collettività è diventato un oggetto di attenzione e di allarme da diversi punti di vista. I dati disponibili, evidenziano infatti che si tratta di un fenomeno in espensione, che va contenuto e governato.

A tal proposito è nata una campagna di comunicazione nella provincia di Bergamo di nome ”Azzardo basta(rdo)” che ha il compito di cercare di prevenire e curare le dipendenze dal gioco d’azzardo.

Un progetto veramente ambizioso nel quale il comune di Bergamo svolge un ruolo fondamentale, realizzato in collaborazione con ASL di Bergamo l’Ufficio Scolastico Provinciale, ATB, TEB, il Distretto Urbano del Commercio e alcuni noti marchi della grande sitribuzione commerciale, in particolare Auchan e Coop.

Tutti i soggetti sopracitati svolgono un ruolo chiave per la buona riuscita del piano di comunicazione che partirà dal prossimo mese di febbraio; la collaborazione con il comune di Bergamo e ATB è necessaria per veicolare messaggi preventivi sui mezzi pubblici attraverso la collocazione di pendini, il coinvolgimento della Grande Distribuzione serve per diffondere messaggi informativi e preventivi attraverso l’esposizione di ”vele” e altro materiale informativo.

Di fondamentale importanza nel progetto è il coinvolgimento dei giovani e degli studenti delle scuole superiori bergamasche.

A tal proposito la dottoressa Monica Azzi, e la professoressa Patrizia Graziani, Provveditore dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Bergamo, hanno voluto chiarire: ”E’ necessario informare riguardo la pericolosità del gioco d’azzardo, fatto che non va assolutamente sottovalutato; la collaborazione con le scuole e con le sale che ospitano le slot machine sarà importantissima al fine della buona realizzazione del progetto” sostiene la dottoressa Azzi.

”Agli studenti delle scuole superiori verrà sottoposta la visione di circa 20 filmati (disponibili online) che affrontano il tema del gioco d’azzardo attraverso differenti prospettive. La visione in sequenza dei filmati permetterà agli studenti di avere un quadro abbastanza completo riquardo l’impatto del fenomeno e alla fine di questa dovranno votare lo spot più adatto a sensibilizzare gli adulti sul tema dell’azzardo” conclude la professoressa Graziani.

E’ in fase di creazione la pagina web attraverso la quale da febbraio le classi dei diversi istituti potranno visionare i brevi spot video. Al termine (28 febbraio) delle votazioni di tutte le classi coinvolte, il filmato che avrà ottenuto più preferenze sarà inserito per tutto il mese di marzo nella home page del sito di tutte le istituzioni che partecipano alla campagna.

Agli studenti delle classi che parteciperanno alla votazione sarà distibuita una spilla, sulla quale è stampato il nome del progetto, che gli studenti attaccheranno sullo zaino per tutto il periodo della campagna.

I dati riguardanti il gioco d’azzardo nella provincia di Bergamo sono abbastanza eclatanti. Questo tipo di gioco è infatti una delle prime cause dell’indebitamento delle famiglie. La spesa pro capite supera i 1.700 euro (minori compresi); solo nel comune di Bergamo si spendono complessivamente all’anno oltre 204 milioni di euro che vengono sottratti al risparmio delle famiglie e all’economia del territorio.

E’ quindi importante non solo agire promuovendo interventi educativi nel contesto scolastico ma bisogna adottare anche interventi preventivi e di comunità.

A tal proposito tra settembre e ottobre 2014 è stato realizzato un intervento formativo di primo livello, rivolto a operatori socio-sanitari del pubblico e del privato sociale, finalizzato a formare un pool di operatori in grado di attivare percorsi formativi rivolti a diverse tipologie di target intesi come moltiplicatori dell’azione preventiva.

Per limitare la dipendenza da gioco d’azzardo bisogna anche operare nei locali che ospitano slot machine o qualsiasi altro apparecchio che favorisca questo tipo di gioco. Un locale che ha scelto di aderire al Codice Etico di Autoregolamentazione sul gioco d’azzardo si impegna a tutelare la salute dei giocatori e ridurre il rischio di sviluppare una dipendenza da gioco.

Il gestore si dovrebbe impegnare a non prestare denaro ai giocatori, adottare strategie per il controllo del tempo (per esempio apponendo orologi sulle pareti), rendere fruibili i giochi di intrattenimento previsti dal comma 7 art. 10 del TULP (per esempio biliardo, biliardino ecc…), isolare e differenziare le slot machine dal resto del locale, affiggere cartelloni di divieto d’accesso ai minori agli spazi slot machine, disincentivare il consumo di alcolici negli spazi slot, non collocare le slot in aree fumatori ma soprattutto cercare di sensibilizzare e prevenire il Gioco Patologico.

La dipendenza da gioco d’azzardo è infatti una malattia. Negli ultimi anni sono aumentate le persone che si rivolgono all’ASL per cercare di guarire da questa oppressiva ossessione… le persone che si rivolgono maggiormente all’ASL sono dai quarant’anni in su, il 62% di questi ha problemi con le slot machine mentre ”solo” il 10% ha problemi con lotterie istantanee (per esempio i gratta e vinci). Questi dati testimoniano in modo molto concreto la sempre più crescente propensione a giocare d’azzardo e questo è un dato preoccupante… se vivi per il gioco perdi la scommessa.

Marco Sigismondi

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Commenti

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  1. Scritto da paolo

    Ti crea il problema (lo stato) vendendoti queste cose dannose e poi ti dicono pomposamente le ASL (sempre dello stato) “ti risolviamo noi il problema”. Sempre spendendo soldi pubblici nostri… Paese e civiltà al lumicino. Speriamo in generazioni future più serie

  2. Scritto da Francesco

    Sapete quanto interessano al Governo i malati d’azzardo? meno di zero, anzi, contribuiscono ad alimentare un business a nove zeri. In più se ci mettiamo che sui giornali, in tv, alla radio continuano a fare pubblicità svariate aziende che pubblicizzano il gioco d’azzardo dove vogliamo andare?

    1. Scritto da Irene Bruscolo

      Partiamo dal fatto che questo problema sociale ha finalmente svegliato un movimento di opinione notevole che sta attraversando anche la politica. In parlamento un testo di legge sull’azzardo “non male” è in procinto di essere discusso in aula; sulla pubblicità ogni giorno si contano interventi di politici che prendono posizione in termini restrittivi. Un fondo x le cure dei malati d’azzardo è stato inserito anche nella legge di stabilità. Quindi avanti con le campagne, è il momento buono…

      1. Scritto da Paolo

        Certo, certo, tanto il materiale informativo e i promotori vari sono pagati da Pantalone! Ma cosa sta dicendo? Questo stato cialtrone che lucra sulla salute dei cittadini coi monopoli sarebbe da galera! Altro che lasciargli il monopolio della rovina della salute dei cittadini e poi usare altri soldi pubblici (ASL, Scuole) per tamponare in maniera ipocrita il problema. E’ palese che alla politica interessano solo i soldi da intascare, senza scrupoli per la salute dei cittadini