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Cambi, Qe e petrolio Confindustria: ripresa più forte del previsto

L'analisi mensile del Centro Studi Confindustria è ottimistica per l'economia italiana, grazie anche ad alcuni fattori: il crollo del prezzo del petrolio, svalutazione del cambio dell’euro; accelerazione del commercio mondiale; diminuzione dei tassi di interesse a lungo termine.

Per l’economia italiana il 2015 si sta sempre più annunciando come l’anno spartiacque, perché termina la lunga e profonda recessione iniziata nel 2008 e tornano le variazioni positive per PIL e occupazione. Che probabilmente si riveleranno molto superiori alle previsioni correnti, anche a quelle più recenti. Questo cruciale passaggio si deve, in parti molto disuguali, a tre ordini di fattori.

Anzitutto, la combinazione molto favorevole di elementi esterni, una vera manna dal cielo: crollo del prezzo del petrolio, svalutazione del cambio dell’euro, accelerazione del commercio mondiale, diminuzione dei tassi di interesse a lungo termine. Sommando i loro effetti, stimati dal Centro Studi di Confindustria sulla base di ipotesi prudenti, si arriva a una spinta per l’Italia pari al 2,1% del PIL nel 2015 e a un aggiuntivo 2,5% nel 2016.

Questi impulsi espansivi restano sostanziosi anche una volta “fatta la tara” al loro pieno concretizzarsi per tener conto delle difficoltà del contesto di grave crisi. Il secondo fattore sono le politiche più orientate alla crescita, che daranno maggiore sostegno all’occupazione e agli investimenti, grazie anche alla flessibilità conquistata a Bruxelles. Il terzo fattore sono gli indicatori congiunturali che segnalano la stabilizzazione della domanda interna e della produzione, offrendo una buona base di ripartenza; in altre parole, non occorre più arrestare la retromarcia prima di ricominciare ad avanzare. Senza considerare EXPO, che darà un apporto non marginale.

D’altra parte, petrolio, cambio e tassi molto più bassi aiuteranno l’intera Eurozona, principale sbocco delle produzioni italiane. Con gli USA tornati a essere locomotiva Number One, la Cina in rallentamento pilotato e l’India in accelerazione, il quadro internazionale resta propizio all’avvio della ripresa, nonostante le difficoltà di Russia e Brasile. I primi concreti indizi di svolta non tarderanno a manifestarsi nelle statistiche.

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