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Pesenti, Terzi, Burgarella oltre 144mila fotografie donate a Bergamo fotogallery

Gli archivi di Pesenti, Terzi e Burgarella donati all'Archivio fotografico Sestini che raccoglie così 700 mila immagini della storia di Bergamo. Il Comune di Bergamo ha avviato i lavori per il recupero di tre sale nel convento San Francesco in Città Alta che saranno riservate all'archivio fotografico. I lavori saranno realizzati grazie al contributo della Fondazione Sestini.

Nell’era dei selfie fa un certo effetto osservare Bergamo e i Bergamaschi negli scatti in bianco e nero del Novecento. In tutto sono 42mila immagini di tre fondi fotografici – Pesenti, Terzi e Burgarella – che sono stati donati all’Archivio fotografico Sestini che compone la Fondazione Bergamo nella Storia.

C’è il campo d’aviazione Caproni di Brembate – sogno prefigura la vocazione della Bergamasca per un grande aeroporto –, le apparizioni mariane alle Ghiaie di Bonate, il congresso eucaristico di Zogno del 1952, gli Ospedali Riuniti ripresi dall’alto immersi nel verde della campagna, e ancora: le fotografie dei coscritti, delle cerimonie religiose, di sposalizi, e i reportage commissionati da aziende, per esempio l’industria tessile Legler, e un mondo artigiano ormai scomparso.

Un pezzo della storia della terra bergamasca narrato attraverso le fotografie. “La donazione di questi fondi fotografici rappresentano un onore e un impegno per continuare a raccogliere, custodire e tramandare la storia della nostra terra” afferma Emilio Moreschi, presidente della Fondazione Bergamo nella Storia.

I TRE FONDI FOTOGRAFICI

Il fondo Pesenti, acquisito dal fotografo Elio Velardita Pesenti grazie al contributo della Fondazione Sestini, si compone di circa 100.000 immagini: negative su lastra e pellicola e stampe realizzate nel corso di un secolo, sino agli anni Novanta del Novecento, dallo studio fotografico Pesenti di Ponte San Pietro, di cui Angelica, mamma di Elio Velardita, fu pioniera e anima. Si tratta di materiale storico documentario relativo all’Isola Bergamasca, tra cui spiccano le fotografie del Campo di aviazione di Ponte San Pietro e del Miracolo delle Ghiaie di Bonate. Numerosi gli scatti relativi a ritratti, a chiese e ville e a cerimonie religiose, nonché i reportage commissionati da aziende, ad esempio l’industria tessile Legler.

Di grande interesse per la storia del territorio, è il fondo Nicola Burgarella, fotografo attivo tra Zogno e Serina dalla seconda metà degli anni Cinquanta con lo studio “foto Niko”. Delle 2000 immagini donate al Museo storico dagli eredi, la maggior parte si riferisce a eventi e cerimonie pubbliche, come il Congresso eucaristico di Zogno del 1952; alle visite di personalità politiche quali Aldo Moro e Alcide De Gasperi; alla fiera zootecnica di Serina; a gare sportive di calcio e ciclismo; alla vita di valle con matrimoni, funerali, feste religiose. Il fondo include anche alcune immagini che documentano la passione di Burgarella per la fotografia artistica, con scatti dedicati a vedute naturalistiche e al folklore locale.

Infine, il fondo Terzi raccoglie circa 42.000 diapositive realizzate da Pier Achille “Tito” Terzi, promotore della rivista “Orobie” e di numerose pubblicazioni monografiche dedicate al territorio montano bergamasco. Terzi intraprende dagli anni Settanta la professione, unendo due passioni, quella per la montagna e quella per la fotografia. Il suo intento è valorizzare gli aspetti paesaggistici, sociali e culturali delle Orobie, documentandone la vita e le trasformazioni. L’archivio si compone di immagini particolarmente curate dal punto di vista artistico, nelle quali luce, ombre, colori, presenze animate e inanimate sono state accuratamente studiate, senza arrivare a costruire scene artificiose, ma esercitando lo sguardo, la capacità di cogliere ed esaltare la realtà attraverso la fotografia.

Ordinato dallo stesso Terzi, il fondo è suddiviso per aree geografiche: le valli Seriana, Brembana, Taleggio, Serina, Brembilla e Imagna; i laghi di Iseo ed Endine; Bergamo; i paesi della provincia.

 

"Con queste nuove acquisizioni, che si aggiungono ai fondi Lucchetti e Asperti, l’archivio fotografico Sestini raggiunge un patrimonio di circa 700.000 immagini, unico per quantità e qualità – afferma il sindaco Giorgio Gori –. La Fondazione Bergamo nella storia si candida grazie all’archivio a essere centro di raccolta, conservazione, studio, catalogazione e valorizzazione per la fotografia storica a Bergamo. Sarebbe bello poter programmare nel tempo eventi e mostre per poter mostrare questo importante patrimonio della città di Bergamo e della sua provincia".

 I LAVORI DI SISTEMAZIONE

Per ospitare i nuovi fondi fotografici si stanno ristrutturando tre sale del convento di San Francesco in Città Alta, sede del Museo Storico. I primi interventi riguardano la creazione di nuovi ambienti di deposito: grazie ai lavori di sistemazione della tetto del convento di San Francesco ad opera del Comune di Bergamo, attualmente in corso, sarà infatti possibile allestire tre sale riservate all’archivio fotografico, dotate di impianti di controllo microclimatico essenziali alla conservazione, di impianti di allarme per la sicurezza e di strumenti per la gestione dell’intero patrimonio. I lavori saranno realizzati grazie al contributo della Fondazione Sestini, che sosterrà i costi (oltre 100mila euro) per le opere e al Comune di Bergamo, che si farà carico delle pratiche relative alla prevenzione incendi.

Nel frattempo proseguiranno il riordino e l’inventariazione dei fondi in vista della loro collocazione definitiva all’interno dei nuovi ambienti. Saranno a cura dello staff del Museo storico, Cristiana Bagattini e Adriana Bortolotti, che hanno seguito un percorso di formazione qualificato in materia di fotografia storica presso la fondazione Alinari di Firenze.

 

La Fondazione guarda avanti e a sviluppi più ampi che riguardano l’archivio: oltre alla ricognizione sul territorio di altri fondi fotografici significativi, che potranno essere acquisiti nei prossimi anni, nel 2015 sarà definito il progetto di catalogazione e digitalizzazione informatizzata.

Attualmente infatti solo il 20% dell’intero patrimonio è precatalogato e digitalizzato: la realizzazione dei nuovi ambienti di deposito consentirà di procedere celermente con campagne più estese di digitalizzazione e catalogazione e di creare un archivio digitale della fotografia fruibile dagli utenti, sia presso il museo che on line. In quest’ottica risulta strategica la partnership che la Fondazione Bergamo nella storia ha avviato con BiG TLC, l’Operatore di telecomunicazioni bergamasco che ha infrastrutturato in fibra ottica il territorio provinciale, che fornirà connettività e con il quale si sta approntando un progetto per lo storage remoto delle scansioni digitali delle immagini, al fine di garantirne l’ulteriore salvaguardia.

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