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Un album fuzz-esco E’ il giorno di Endkadenz ultima fatica dei Verdena

Dopo quattro anni di silenzio, esce oggi il primo volume di “Endkadenz” (Universal Music), il nuovo album dei Verdena. Anche in questo caso, la band di Albino ha scelto un formato doppio, ma a differenza di quanto avvenuto con il precedente “Wow” (Universal Music, 2011) le due parti del disco usciranno a distanza di alcuni mesi l’uno dall’altro – “La seconda parte dell’album uscirà a inizio estate” – rivela il frontman Alberto Ferrari.

Dopo quattro anni di silenzio, esce oggi il primo volume di “Endkadenz” (Universal Music), il nuovo album dei Verdena. Anche in questo caso, la band di Albino ha scelto un formato doppio, ma a differenza di quanto avvenuto con il precedente “Wow” (Universal Music, 2011) le due parti del disco usciranno a distanza di alcuni mesi l’uno dall’altro – “La seconda parte dell’album uscirà a inizio estate” – rivela il frontman Alberto Ferrari.

Ma cos’è Enkadenz? Come spiega la bassista Roberta Sammarelli, il titolo prende ispirazione da un effetto orchestrale introdotto dal compositore argentino, naturalizzato tedesco, Mauricio Kagel – “per il suo compleanno Luca (Ferrari, batterista dei Verdena n.d.r) ha ricevuto un libro sulle percussioni. Al suo interno abbiamo trovato una figura che ci ha subito incuriositi: un omino immerso fino a mezzo busto in un timpano orchestrale. Ci siamo documentati e abbiamo scoperto che questo particolare movimento, chiamato endkadenz, serviva per concludere l’opera, quasi come un effetto scenico-teatrale: bisognava colpire con forza, lacerando la membrana cartacea dello strumento, e rimanere immobili per qualche secondo”. “Sono stato io ad insistere affinché si scegliesse quel titolo – si affretta ad aggiungere il batterista Luca Ferrari – mi piaceva come suono. Per quanto riguarda la grafica, avevamo un paio di idee. Oltre all’illustrazione dell’endkadenz all’interno del libretto, abbiamo aggiunto anche quella delle mie mani che suonano i piattini cinesi, che è diventata poi la cover del disco”. Un album dove l’ispirazione e l’improvvisazione sono state fondamentali, ma il tempo ha giocato il fattore decisivo– “ci siamo chiusi in sala prove subito dopo il tour di “Wow”, ogni giorno componevamo una o più tracce diverse, di questo passo, dopo un anno avevamo quasi 400 pezzi. Abbiamo dovuto scremare. Tenevamo magari un riff che ci piaceva e gettavamo il resto – replica Alberto – ma qualsiasi cosa, sia per quanto riguarda i suoni, che la voce, è stata registrata in presa diretta”.

A livello di sonorità il disco si discosta molto da “Wow”, a partire dagli effetti utilizzati – “più che distorsioni, sono fuzz – precisa poco dopo – la novità è che non ci sono cori veri, abbiamo utilizzato delle distorsioni vocali realizzate con un pedale e lo stesso abbiamo fatto con gli ottoni.” Oltre ad fuzz ed effetti, Endkadenz vede anche la presenza del suono pulito e autentico di un pianoforte a muro. E, infine, a chi domanda se si sentano o meno icona del rock nostrano, i Verdena rispondono “a noi interessa la musica. Sì, suoniamo rock, ma il rock è un’attitudine, non ha senso perdersi dietro ad altre definizioni. Così come i nostri testi e i nostri suoni ognuno può interpretarli come meglio crede”. La prima parte del tour inizierà venerdì 27 febbraio dal Velvet di Rimini e vedrà la band impegnata sul prestigioso palco dell’Alcatraz di Milano, lunedì 2 marzo.

Laura Campopiano

IL VIDEO

La foto ufficiale è di Paolo De Francesco

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