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Processo ultrà, Guarente “E’ vero, dissi al tifoso ‘Ti compro una casa’”

Al tribunale di Bergamo è arrivato anche l'ex giocatore nerazzurro, in veste di testimone: "Mi dissero che non sudavo per la maglia e cose del genere. Io reagii rispondendogli di tornare a casa, e che se non ne avevano una gliel'avrei comprata io".

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Nuova udienza del processo agli ultrà dell’Atalanta lunedì 26 gennaio. Al tribunale di Bergamo era presente anche l’ex giocatore nerazzurro Tiberio Guarente, in veste di testimone nel procedimento diretto dal giudice Maria Luisa Mazzola contro i 146 tifosi atalantini, accusati di una serie di reati da stadio avvenuti a partire dal 2006 e fino al 2012.

Il 29enne centrocampista pisano non si era presentato per due volte consecutive dopo la convocazione del pubblico ministero Carmen Pugliese, a causa di un problema al ginocchio, e per questo aveva rimediato una sanzione di trecento euro e la convocazione coatta. Lunedì mattina è arrivato in via Borfuro intorno alle 9, non accompagnato dai carabinieri come da procedura, ma da un conoscente.

Guarente, che ora milita nell’Empoli dopo essere passato da Siviglia, Bologna, Catania e Chievo Verona ha ricostruito è stato convocato per chiarire i rapporti della parte più calda della tifoseria atalantina con alcuni giocatori della squadra, ai tempi dei fatti incriminati.

Il giocatore, cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta, nella quale ha militato (con una parentesi di tre anni al Verona) fino al 2010, è stato prima uno dei nerazzurri più amati dagli ultrà, per poi negli ultimi mesi finire sul banco degli imputati secondo loro per il suo scarso impegno in campo e la sua vita un po’ troppo mondana.

Un malcontento manifestato con un’aggressione verbale da parte di un gruppo di tifosi all’uscita dallo stadio dopo la partita Atalanta-Lumezzane di Coppa Italia del 26 novembre 2009, persa dalla squadra allora guidata da Antonio Conte. "Avevamo perso in casa – ha raccontato Guarente in aula -. All’uscita dallo stadio, mentre mi trovavo con la mia ragazza e il mio compagno Federico Peluso, alcuni tifosi se la presero con me per i soliti discorsi legati al calcio. Mi dissero che non sudavo per la maglia e cose del genere, che adesso non ricordo nemmeno bene. Io reagii rispondendogli di tornare a casa, e che se non ne avevano una gliel’avrei comprata io. Ma non accadde nulla di particolare, di contestazioni da parte di tifosi ne ho avute diverse nel corso della mia carriera, non solo a Bergamo. Sono una cosa normale. Anche se io quel giorno non meritavo di essere offeso". 

La domenica successiva, per la partita casalinga contro la Roma, un gruppo di tifosi atalantini preparò uno striscione da portare in Curva con una frase contro Guarente, che però venne sequestrato durante i controlli pre-partita: "Venni a conoscenza di questo episodio solo dopo la convocazione in questura per chiarire la situazione. Ma non fu nulla di grave secondo me. Doni per me era un amico, non credo abbia approvato quello striscione nei miei confronti parlando al telefono con il Bocia. Io Galimberti non ho mai avuto modo di conoscerlo".

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Commenti

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  1. Scritto da Ginetta

    Povera atalanta che tifosi ? che delusione sapere cosa è accaduto e cosa accade SERIE C

    1. Scritto da willer

      Urca che pensiero profondo… con botto finale e un punto interrogativo messo a caso !

  2. Scritto da Vito

    Non entro nel merito delle vicende giudiziarie, mi giunge nuova che Guarente fosse uno dei giocatori più’ amati dai tifosi. Una domanda agli ultras che contestano il presunto scarso impegno dei giocatori : ma li pagate voi ?

    1. Scritto da Ale

      Fammi pensare un attimo…non li paghiamo noi facendo direttamente il bonifico ma i biglietti e gli abbonamenti per andare allo stadio si, gli abbonamenti alle pay-tv da cui derivano i soldi degli sponsor…direi che abbiamo eccome il diritto di lamentarci!

  3. Scritto da Francesco

    Poi ci chiediamo come mai i giocatori accostati all’Atalanta decidono di andare altrove! Questa è la bella pubblicità che ci facciamo fuori da Bergamo, un giocatore prima di venire qui a giocare ci pensa non due ma tre, quattro volte prima di avere a che fare con questi “tifosi”. Ci meritiamo una lunga permanenza in serie B, in modo che si calmino gli animi dei più esagitati, perché dopo tutto stiamo parlando di pallone, mi dispiace che qualcuno per questo ne faccia una tragedia.

    1. Scritto da Goose

      Un giocatore prima di venire a Bergamo ..come a Milano Torino Sassuolo ecc ecc … guarda quanto è il bonifico a fine mese… il resto è solo aria fritta….

      1. Scritto da Ale

        Dovrebbero imparare a comportarsi come si deve e non facendosi indagare per presunti o reali reati! Nessuno ti obbliga a comportarti male solo perché vieni a BG!