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“Ore contate per Rubini?” 114 lavoratori in attesa di sentenza

In Tribunale anche la dirimpettaia della Fema. Lamera e Cucchi, Fim Cisl: “Chiediamo più attenzione alle prospettive dell’azienda”

“Alla Rubini Sintered potrebbe toccare la stessa sorte toccata alla Fema Chemical, fallita dopo che una sentenza del Tribunale ha accolto la richiesta del curatore, che ha così lasciato 54 persone sulla strada, con la sola mobilità come ammortizzatore sociale per affrontare in qualche modo i prossimi mesi”.

Massimo Lamera, della Fim Cisl di Bergamo, ipotizza orizzonti foschi per l’azienda di Cortenuova. Ha infatti appena assistito all’udienza presso il Tribunale per la Rubini, e teme che la storia si possa ripetere. “E questo nonostante si stia parlando di un’azienda che negli ultimi tre anni è passata da 80 a 114 dipendenti, che continua a trovare commesse, ha un bilancio in utile. E soprattutto abbia espresso la volontà di assorbire una quindicina di ex lavoratori FEMA”.

I giudici di Bergamo sono riuniti in camera di consiglio e nei prossimi giorni comunicheranno la sentenza, ma il precedente FEMA non lascia tranquilli.

La fabbrica dirimpettaia della Rubini, infatti, ha subito una sentenza di fallimento, a seguito della richiesta presentata dal curatore fallimentare, che non ha ritenuto sufficienti le garanzie presentate. “ riteniamo che ci sia stata scarsa attenzione all’impatto sociale della decisione: 54 lavoratori sono rimasti a casa proprio quando il periodo nero sembrava finito, e si iniziava a vedere spiragli importanti. Non comprendiamo nemmeno oggi, quindi – sottolinea Lamera – che un’azienda possa essere chiusa per fallimento quando lavora e cresce. Oggi più che mai la Fim sostiene le ragioni dei lavoratori. Questioni meramente finanziarie non possono compromettere in questo modo il lavoro e la serenità di molte famiglie”.

L’auspicio della Fim, quindi, è che i giudici riescano a trovare una soluzione che non comprometta l’assetto occupazionale di un territorio già provato dalla crisi. “Non ci capacitiamo di cosa sta succedendo – ha detto Tarcisio Cucchi, uno dei delegati – : lavoriamo, aumentiamo il giro dei clienti, e corriamo il rischio di vederci chiudere l’azienda”. “In questi anni – gli fa eco la collega Sara Lamera – abbiamo manifestato e anche litigato con la proprietà per molti motivi. Adesso che sembravamo fuori da ogni pericolo, ci casca addosso questa tegola, da un passato che appariva superato….”.

Nei prossimi giorni, la Fim Cisl incontrerà i lavoratori Rubini per presentare i nodi della situazione e decidere eventuali azioni da mettere in campo.

Commenti

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  1. Scritto da Cristian

    Io lavoro alla Rubini e devo ammettere che di lavoro ne abbiamo parecchio. Spero nella clemenza dei giudici

  2. Scritto da Bertoldo

    L’impressione in tutti questi casi di fallimenti di aziende ancora in grado di produrre utile è che gli strapagati curatori fallimentari sappiano solo vendere capannoni vuoti, non aziende attive.

  3. Scritto da Bertoldo

    L’impressione in tutti questi casi di fallimenti di aziende ancora in grado di produrre utile è che gli strapagati curatori fallimentari sappiano solo vendere capannoni vuoti, non aziende attive.