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“La legge regionale anti-moschee lede i diritti di tutte le religioni”

Pd e patto Civico: approvata in commissione legge che impedisce la costruzione delle moschee in Lombardia. Scandella (PD) e Castellano (Patto Civico): “Anticostituzionale, lede i diritti di tutte le religioni”

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I gruppi consiliari del Partito democraticio e del Patto Civico, all’opposizione in Regione Lombardia, stigmatizzano le decisioni assunte dalla maggioranza in tema di luoghi di culto.

"La legge antimoschee – spiegano – è stata approvata dalla commissione territorio del Consiglio regionale con i voti della sola maggioranza e con tutta probabilità sarà approvata definitivamente martedì prossimo, 27 gennaio, in Consiglio regionale".

La nuova normativa introduce una serie di prescrizioni stringenti, una tra tutte la videosorveglianza mediante telecamere collegate alle forze dell’ordine, che si applicherebbero a tutti i luoghi di culto delle religioni che hanno stipulato un’intesa con lo Stato.

Tra queste non figura la religione musulmana, i cui luoghi di culto non possono quindi essere costruiti in Lombardia.

"Il risultato – proseguono i due gruppi – è che nella foga antimoschea il centrodestra regionale finisce per applicare le restrizioni alle chiese cristiane protestanti, ai templi buddisti e alle sinagoghe".

I luoghi di culto delle religioni “ammesse”, dovranno essere dotati di parcheggi pari al 200% della loro superficie lorda, di impianti di videosorveglianza esterna collegata con le forze dell’ordine, a carico della confessione religiosa, di strade di collegamento idonee e, non da ultimo, dovranno essere congruenti architettonicamente “con le caratteristiche generali e peculiari del paesaggio lombardo”.

La maggioranza non ha sentito ragioni nemmeno rispetto al parere dell’ufficio legislativo del Consiglio, che ha più volte segnalato il rischio di bocciatura da parte della Corte Costituzionale.

Così dichiara il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella: “La furia ideologica del centrodestra finisce per firmare l’ennesimo capolavoro. La verità è che a loro va bene la situazione attuale, con 700 centri islamici, spesso fatiscenti e incontrollati in tutta Italia, anziché moschee alla luce del sole, per poter continuare a soffiare sul fuoco della paura. E intanto imporranno nuova burocrazia ai comuni e ostacoleranno i fedeli di tutte le religioni”.

“Oggi in Commissione Territorio e Infrastrutture abbiamo assistito all’ennesima dimostrazione di quanto questa maggioranza sia capace di ledere i diritti fondamentali della Costituzione per meri fini di propaganda”, aggiunge Lucia Castellano, capogruppo del Patto Civico con Ambrosoli Presidente. “La maggioranza in Regione si prende infatti la briga di andare contro l’art 19 della Costituzione usando, in modo strumentale, argomentazioni urbanistiche per perseguire altri fini. Mi chiedo cosa un manipolo di leghisti possa avere avuto in cambio dagli altri partiti di maggioranza per avere appoggio ad una legge che verrà giudicata totalmente incostituzionale. Ancora una volta dovremo chiedere al potere giudiziario di correggere una politica sbagliata”.

Le confessioni che hanno l’intesa con lo Stato italiano e che sono sottoposte alle restrizioni sono le seguenti:

le Chiese rappresentate dalla Tavola valdese (Legge n. 449/1984);

le Assemblee di Dio in Italia (Legge n. 517/1988);

l’Unione delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno (Legge n. 516/1988);

l’Unione delle comunità ebraiche italiane (Legge n. 101/1989);

l’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (Legge n. 116/1995);

la Chiesa evangelica luterana in Italia (Legge n. 520/1995);

la Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale (Legge n. 126/2012);

la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni (Legge n. 127/2012);

la Chiesa Apostolica in Italia (Legge n. 128/2012);

l’Unione Induista italiana, Sanatana Dharma Samgha (Legge n. 246/2012);

l’Unione Buddhista Italiana (Legge n. 245/2012).

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Commenti

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  1. Scritto da il polemico

    pure gli attentati commessi da estimatori dell’islam ledono i diritti delle altre religioni,quindi che si deve fare?

  2. Scritto da + verande x tutti

    L’islam non è solo una religione; è un modo di vivere che si sovrappone alle leggi del luogo: macellazione islamica, piscine diverse per uomini e donne, infubulazioni, regolazione in moschea di cause, riconoscimento della superiorità di un islamico rispetto ad un infedele, chiunque essi siano (e qui qualche sinistro parlerebbe di razzismo, se fosse intellettualmente onesto). Gli islamici non riconoscono la carta dei diritti fondamentali dell’uomo. Vi basta?

    1. Scritto da Daniele

      Hai ragione solo in parte. Vi sono paesi a maggioranza musulmana in cui l’osservanza delle leggi religiose non è affatto rigida (Turchia) ed altri in cui è considerata una formalità paragonabile alla castità prima del matrimonio nel nostro paese (Albania, Bosnia). Le donne di Tehran non portavano il velo prima della rivoluzione. La religione costituisce un problema solo fino ad un certo punto, l’area più caustica è il sottobosco culturale delle zone rurali di certi paesi.