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“Giudici e avvocati vanificano il processo telematico”

Simona Abati, avvocato, ha inviato una lettera a Bergamonews e all'Ordine degli avvocati di Bergamo e all'Associazione Provinciale Forense per denunciare le difficoltà create al processo telematico da avvocati e giudici, che rischiano di vanificare questa importante riforma.

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Simona Abati, avvocato, ha inviato una lettera a Bergamonews, all’Ordine degli avvocati di Bergamo e all’Associazione Provinciale Forense per denunciare le difficoltà create al processo telematico da avvocati e giudici, che rischiano di vanificare questa importante riforma. 

L’entrata in vigore del processo telematico sta producendo effetti paradossali, verificati dalla sottoscritta e confermati da una dirigente della Cancelleria civile, che solo in parte si debbono attribuire alla fase di rodaggio di ogni nuovo sistema, ma in parte rilevante sono effetto di reazioni scomposte e al limite del boicottaggio da parte degli avvocati e di alcuni magistrati.

Quanto alla nostra categoria: è pur vero che talvolta il funzionamento del sistema polisweb non è ottimale e che il procedimento non ha il grado di semplicità che sarebbe stato auspicabile, ma la risposta a questa difficoltà non può essere né la pretesa di farsi assistere telefonicamente dalle cancellerie, inondate a quanto pare da telefonate di questo genere, né inviare gli atti alla PEC del Tribunale, né tanto meno affollare le Cancellerie per “depositare” copie cartacee che non hanno più alcun valore legale.

Sulle copie di cortesia tornerò a proposito dell’atteggiamento dei magistrati.

Quanto alle difficoltà: esiste il Punto informativo infopct@unionelombardaordiniforensi.it per l’assistenza alla consolle generale e le assistenze private in caso di acquisto di pacchetti software.

Ove necessario si dovrà implementare il servizio generalista, ma poi è onere di ciascun professionista mettersi in grado di utilizzare lo strumento: la libera professione comporta l’assunzione degli oneri conseguenti al suo esercizio, dall’interfaccia pubblica – cancellerie e magistrati – si ha il diritto e il dovere di pretendere l’osservanza delle leggi e lo svolgimento dei compiti e dei doveri loro assegnati e soprattutto che non frappongano intralci allo svolgimento dell’attività con argomenti pretestuosi e interpretazioni barocche delle normative.

Quanto ai magistrati: la pretesa delle cosiddette “copie di cortesia” di fatto annulla l’utilità del processo telematico e carica la cancelleria di oneri impropri e gli avvocati di un umiliante adempimento ulteriore dovuto, a dirla chiara, solo per piaggeria.

L’Ordine e le associazioni debbono prendere una posizione chiara e dignitosa – la parola coraggiosa mi pare impropria: il coraggio è affrontare rischi per la propria incolumità, non certo il malumore di qualche giudice – respingendo la pretesa di aggiungere all’unico deposito legalmente valido un secondo deposito irrituale ed inutile, che rischia alla lunga di creare complicazioni allo svolgimento del giudizio: a quando le prime eccezioni sulla mancata validità di un deposito telematico perché non si è depositato il cartaceo, o il rifiuto di qualche giudice di provvedere perché non gli è arrivata la copia di cortesia?

A quando la prossima sentenza di Cassazione che dovrà statuire sull’ovvio, cioè che gli unici depositi previsti dalla legge e validi sono quelli telematici?

La collaborazione necessaria tra avvocati, giudici e cancellerie non può risolversi nel boicottaggio di fatto di norme del legislatore attraverso l’introduzione di prassi che le contraddicono.

Se gli avvocati vogliono essere rispettati, come continuamente lamentano di non essere, non si facciano strumento dell’inefficienza del sistema giustizia, altrimenti le critiche che continuamente piovono loro addosso si dovranno ritenere giustificate.

Avvocato Simona Abati

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Commenti

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  1. Scritto da Sebastiano

    Il processo telematico è un disastro, è una riforma da abrogare. Annullare la carta, poi, per chi ci deve lavorare, come i giudici, e viene costretto a studiarsi tutto il processo al terminale, è una pazzia a cui i giudici stessi non si potranno abituare facilmente.

  2. Scritto da SERIO

    Bergamo può dimostrare di cogliere un’opportunità attraverso il processo telematico. Serve lo sforzo di tutti. Da evitare rallentamenti e passi indietro

  3. Scritto da digeo

    Il processo telematico è una presa in giro totale. Il fascicolo cartaceo esisterà sempre per contenere atti introduttivi e iscrizioni a ruolo. Questi cancellieri lavorino un po’

  4. Scritto da Alberto

    Vediamo se anche in questo caso la magistratura, grazie al potere (spesso indebitamente) che ha accumulato negli anni, riuscirà a boicottare l’ennesimo provvedimento volto pian piano a riformare l’ambito che la riguarda.