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Processo ultrà, atteso in aula l’ex atalantino Guarente

Convocati per oggi al tribunale di via Borfuro anche l'ex giocatore nerazzurro, in veste di testimone nel procedimento contro i 146 tifosi atalantini e siciliani accusati di una serie di reati da stadio avvenuti a partire dal 2006 e fino al 2012

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 Nuova udienza del processo agli ultrà dell’Atalanta. Oggi, giovedì 22 gennaio, è atteso al tribunale di Bergamo anche l’ex giocatore nerazzurro Tiberio Guarente, in veste di testimone nel procedimento contro i 146 tifosi atalantini e siciliani (90 bergamaschi e 56 del Catania), accusati di una serie di reati da stadio avvenuti a partire dal 2006 e fino al 2012.

Il 29enne centrocampista pisano, che non si era presentato alla convocazione di una settimana fa a causa di un problema al ginocchio, dovrebbe essere presente oggi in via Borfuro di fronte al giudice Maria Luisa Mazzola per l’udienza che prenderà il via alle 9.

Guarente, che ora milita nell’Empoli dopo essere passato da Siviglia, Bologna, Catania e Chievo Verona, è stato convocato dal pubblico ministero Carmen Pugliese.

Il pm intende chiarire i rapporti della parte più calda della tifoseria atalantina con alcuni giocatori della squadra, ai tempi dei fatti incriminati. Guarente, cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta, nella quale ha militato (con una parentesi di tre anni al Verona) fino al 2010, è stato prima uno dei nerazzurri più amati dagli ultrà, per poi negli ultimi mesi finire sul banco degli imputati secondo loro per il suo scarso impegno in campo e la sua vita un po’ troppo mondana.

Un malcontento mainifestato con uno striscione offensivo nei suoi confronti esposto in Curva Nord durante una partita. Il pm Pugliese vuole poi chiarire se oltre a quell’episodio Guarente sia stato vittime di minacce o fatti più gravi. 

Oltre al giocatore pisano, in aula sono attesi altri testimoni, come Francesca Ferraro, ex capo della Digos di Bergamo, chiamata a fare luce su alcuni episodi avvenuti nel corso del suo mandato in città.

All’udienza di settimana scorsa si era presentato in aula l’ex presidente atalantino Alessandro Ruggeri, che aveva parlato dei rapporti difficili con la tifoseria bergamasca, fino alla vendita della società all’attuale patron Antonio Percassi per paura di aggressioni (Leggi QUI).

Oltre a lui, aveva testimoniato anche Luca Gambin, ispettore della Digos dal 1997 al 2009, che aveva ricostruito alcuni episodi legati agli ultrà e aveva parlato del suo rapporto con il capo Claudio Galimberti (Leggi QUI).

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