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Occhio ai pirati del web Nel 2015 boom di sequestri 300 euro per riscatto dati

L'evoluzione della criminalità sul web ha raggiunto un nuovo livello, quello di un vero e proprio sequestro di dati restituiti solamente dietro il pagamento di un riscatto in bitcoin: succede tutto come in quelli in carne e ossa, con una rivendicazione, una “trattativa” e lo scambio.

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Attenti a dove andate a cliccare sul web: in questo inizio di 2015 sono in agguato una miriade di Trojan pronti a criptarvi tutti i documenti per restituirveli solo dietro il pagamento di un riscatto.

Si tratta di un sequestro vero e proprio, con modalità del tutto simili a quelli di persona: c’è la rivendicazione, con un messaggio che appare sul desktop annunciando il rapimento dei dati e la minaccia della distruzione se entro 72 non arriva il pagamento di un riscatto, la “trattativa”, con i malviventi disposti a dimostrare che effettivamente sono in possesso dei tuoi documenti inviandotene qualcuno a random, e lo scambio definitivo soldi-materiale.

Un privato cittadino può riavere i propri dati cavandosela con circa 300 euro, da versare però in bitcoin, la moneta elettronica che garantisce il completo anonimato: inutile qualsiasi tentativo differente dal riscatto per riavere i propri dati, se i sequestratori dovessero accorgersi che stai tentando di decifrare i file cancelleranno immediatamente tutto. Ultimamente alcune aziende specializzate in sicurezza informatica hanno sviluppato uno strumento gratuito che permette di decifrare i file crittografati. 

CryptoLocker, TorrentLocker, Cryptowall: sono questi i più diffusi ma i “ramsonware” si intrufolano ovunque, mandati tramite mail da mittenti sconosciuti o annidati in link curiosi ed estremamente virali sui social network capaci di attaccare anche gli smartphone. C’è anche una versione “hot” del virus che ti accusa di aver avuto accesso a materiale pedopornografico e minacciano la denuncia alle autorità competenti: materiale che lo stesso ramsonware immette sul tuo pc.

Il trojan si intrufola nel tuo computer, cripta immediatamente tutto eludendo ogni tipo di controllo e da lì danno il via alla trattativa: se paghi riavrai i tuoi dati, altrimenti li vedrai tutti cancellati.

Nell’ultimo mese l’attività sembra essersi intensificata, con azioni frequenti negli Stati Uniti, nel Nord Europa e in Oceania.

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Commenti

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  1. Scritto da davide

    purtroppo colpito e affondato auguro caccarella econ emorroidi esterne e purolente a questi signori …….

  2. Scritto da Luca Spinelli

    Unica precisazione. Bitcoin ed anonimato totale è un accostamento che non si può vedere. Il fatto che un indirizzo non sia direttamente collegato ad un nome, cognome e CF non significa anonimato totale.

    Per il resto è preoccupante il fatto che pure la PA abbia sofferto di ransomware. Sapere che i backup, che dovrebbero salvare da simili problemi, siano finiti criptati loro stessi è abbastanza…ridicolo per usare un eufemismo.